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“Fate scorte di cibo e acqua”. Il “war book” della Gran Bretagna per un possibile attacco russo

Pubblicato: 27/08/2026 20:35
La House of Commons, il 2 dicembre 2015 (Parliamentary Recording Unit via AP Video)

La Gran Bretagna si prepara a rafforzare la capacità delle famiglie di affrontare eventuali emergenze nazionali. Tra le indicazioni inserite in una nuova campagna del governo britannico compare anche l’invito a conservare in casa acqua e alimenti non facilmente deperibili, come il cibo in scatola. L’obiettivo è fare in modo che la popolazione sappia come comportarsi durante una situazione di crisi, riducendo così la pressione sui servizi di emergenza.

Il piano prende in considerazione diversi scenari, dalle ondate di calore fino a eventuali attacchi provenienti da Paesi considerati ostili. Secondo quanto riportato dal Guardian e dal Financial Times, Londra punta a rendere le famiglie più autonome nelle prime fasi di un’emergenza. Una maggiore preparazione dei cittadini consentirebbe inoltre di concentrare gli interventi pubblici sulle persone più vulnerabili.

Il piano britannico e il “war book”

La preparazione a scenari di crisi si sarebbe intensificata negli ultimi mesi, anche alla luce di una serie di incidenti e delle crescenti tensioni internazionali. Il governo britannico starebbe elaborando una sorta di “war book”, un vademecum destinato a coordinare le misure necessarie nel caso in cui il Paese dovesse affrontare una grave emergenza.

A occuparsi del coordinamento sarebbe Louise Haigh, prima Segretaria di Stato e vice di Andy Burnham. Il documento non sarebbe però limitato a un eventuale conflitto militare: il progetto comprende infatti diversi tipi di emergenza nazionale e punta soprattutto a rendere la popolazione più consapevole delle procedure da seguire.

I timori per un possibile attacco russo

Il tema di una possibile minaccia proveniente dalla Russia è da tempo presente nel dibattito sulla sicurezza britannica. Lo scorso giugno Keir Starmer, predecessore di Burnham, aveva sostenuto che Mosca potrebbe arrivare ad attaccare un Paese della Nato entro quattro anni, indicando il 2030 come una possibile scadenza sulla base delle valutazioni dell’intelligence britannica e degli alleati.

La tensione tra Londra e Mosca si è ulteriormente accentuata per il sostegno britannico all’Ucraina. Durante una recente visita nel Paese, Burnham ha ribadito la volontà del Regno Unito di continuare a sostenere Kiev, anche attraverso la cooperazione con i Paesi della coalizione dei Volenterosi e il rafforzamento della difesa contro i missili russi.

Il nodo degli Storm Shadow

Un altro elemento di tensione riguarda i missili a lungo raggio Storm Shadow. Londra avrebbe autorizzato la condivisione con Kiev dei progetti riservati del sistema d’arma, aprendo la strada alla possibilità che Ucraina e Francia avviino linee di assemblaggio sul territorio ucraino.

La decisione ha provocato una dura reazione da parte del Cremlino. Dmitry Peskov, portavoce della presidenza russa, ha accusato la Gran Bretagna di partecipare direttamente al conflitto al fianco dell’Ucraina. Secondo Mosca, le forze russe starebbero inoltre raccogliendo informazioni sui luoghi destinati alla produzione dei missili e di altre attrezzature militari.

La minaccia di una risposta russa

A rendere ancora più delicato il quadro sono state anche le ipotesi di una possibile risposta semi-militare russa. Un ex vice ministro degli Esteri di Mosca ha evocato la possibilità di azioni di sabotaggio contro le fabbriche britanniche impegnate nella produzione di droni.

L’ipotesi sarebbe legata proprio all’aumento del sostegno militare britannico all’Ucraina. In questo scenario, la campagna del governo di Londra assume un significato più ampio: non si tratta soltanto di preparare la popolazione a una guerra, ma di aumentare la resilienza nazionale di fronte a una serie di possibili crisi, compresi eventuali attacchi o operazioni ostili.

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