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“Chi vota il Pd”. Schlein tradita, adesso si mette male: cosa succede

Pubblicato: 04/09/2026 09:55

La partita per la leadership del centrosinistra rischia di trasformarsi in un passaggio delicato per chi oggi guida il principale partito della coalizione. Le possibili primarie aperte non sarebbero infatti soltanto un confronto tra candidati, ma potrebbero diventare anche l’occasione per una parte dell’elettorato di esprimere un voto motivato dal giudizio sulla leadership attuale.

È questo lo scenario che viene delineato in televisione, dove il tema della scelta del futuro candidato del centrosinistra torna al centro del dibattito politico. Il nodo non riguarda soltanto chi potrebbe partecipare alla competizione, ma soprattutto le modalità con cui gli elettori sarebbero chiamati a scegliere.

Nel corso della puntata di giovedì 3 settembre de L’Aria Che Tira, su La7, la sondaggista Alessandra Ghisleri, direttrice di Euromedia Research, ha evidenziato i rischi che Elly Schlein potrebbe correre nel caso di primarie aperte. Secondo la sua analisi, tra i possibili beneficiari di un voto contrario alla segretaria del Pd ci sarebbe innanzitutto Giuseppe Conte.
Leggi anche: Primarie del centrosinistra, il sondaggio: Conte doppia Schlein

Conte tra gli avversari più insidiosi

Secondo Ghisleri, l’ex presidente del Consiglio e leader del Movimento 5 Stelle partirebbe da una posizione favorevole perché potrebbe intercettare sia una parte dell’elettorato del Pd scontento della segretaria sia il sostegno degli elettori pentastellati che continuano a riconoscersi nel proprio leader.

Ma il quadro delineato dalla sondaggista non si fermerebbe a Conte. Nello scenario delle possibili primarie, anche altri nomi potrebbero raccogliere consensi provenienti dall’area del centrosinistra.

Tra questi vengono indicati Riccardo Magi e Silvia Salis. Per Ghisleri, dunque, il punto centrale sarebbe proprio il carattere aperto della consultazione: in una competizione di questo tipo, il voto potrebbe assumere anche il significato di una scelta contro l’attuale segretaria.

La sondaggista ha sottolineato inoltre una particolare contraddizione politica. Schlein, infatti, ha conquistato la leadership del Pd proprio attraverso le primarie aperte. Rinunciare oggi a questo strumento, quindi, non sarebbe una scelta semplice.

Il nodo della leadership

La questione delle primarie si inserisce in un problema più ampio: come individuare il candidato alla guida del campo largo in vista delle prossime sfide elettorali.

Ghisleri ritiene che un eventuale voto indirizzato contro Schlein potrebbe accentuare ulteriormente le difficoltà nella costruzione della coalizione. Nella sua lettura, il fatto che il Movimento 5 Stelle abbia un peso elettorale inferiore a quello del Pd non impedirebbe a Conte di diventare comunque un punto di riferimento per chi volesse esprimere un voto alternativo alla segretaria dem.

Il rischio, quindi, non riguarderebbe soltanto l’esito delle primarie, ma anche gli equilibri successivi all’interno della coalizione. Una competizione nata per scegliere il candidato alla guida del centrosinistra potrebbe finire per evidenziare divisioni e differenti orientamenti tra gli elettorati dei partiti coinvolti.

Schlein insiste sul programma

Nonostante gli scenari ipotizzati dalla sondaggista, Elly Schlein non sembra intenzionata a fare un passo indietro rispetto alla possibilità di utilizzare le primarie per scegliere il leader del centrosinistra.

In un’intervista a L’Espresso, la segretaria del Pd ha indicato una precisa sequenza: prima la definizione del programma, poi il confronto con gli alleati sulle modalità per individuare la leadership.

Schlein ha ricordato che non si partirebbe da zero, ma dalle numerose proposte già costruite unitariamente. Solo successivamente, insieme alle altre forze della coalizione, si dovrebbe stabilire il resto del percorso.

Anche sulla possibilità di un turno unico o di un doppio turno, la segretaria dem ha mantenuto una posizione legata all’accordo con gli alleati. Le strade indicate restano due: affidare la guida a chi ottiene un voto in più alle elezioni oppure ricorrere alle primarie.

Il confronto sulla leadership del centrosinistra resta quindi aperto. Da una parte ci sono i dubbi legati agli equilibri che potrebbero emergere da una consultazione aperta; dall’altra la posizione di Schlein, che continua a considerare le primarie una delle possibilità concrete per scegliere il candidato alla guida della coalizione. Prima, però, resta da definire il programma e, con gli alleati, tutto il resto.

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