
Se le primarie del centrosinistra si svolgessero oggi, Giuseppe Conte partirebbe con un vantaggio netto su Elly Schlein. È quanto emerge dal sondaggio realizzato da Lab21 per Affaritaliani.it, una rilevazione che riporta al centro il confronto sulla guida del cosiddetto campo largo e sui futuri equilibri della coalizione.
Il presidente del Movimento 5 Stelle risulta il nome più forte tra gli elettori potenzialmente interessati a scegliere il candidato della coalizione. Il dato, pur riferito a uno scenario ancora ipotetico, evidenzia una distanza significativa con la segretaria del Partito Democratico.
Conte al 50%, Schlein ferma al 25%
Secondo il sondaggio Lab21, Giuseppe Conte otterrebbe il 50% delle preferenze alle primarie, mentre Elly Schlein si fermerebbe al 25%. L’ex presidente del Consiglio, dunque, doppia la leader del Pd e si attesterebbe 25 punti percentuali sopra la sua principale avversaria.
Un distacco rilevante, che fotografa il consenso di cui Conte godrebbe oggi nell’elettorato del campo largo. Nella possibile sfida per la leadership del centrosinistra, sarebbe lui il candidato percepito come più competitivo da una parte consistente degli interpellati.

Il dato di Alessandro Onorato
Dietro Conte e Schlein, la sorpresa della rilevazione è Alessandro Onorato. L’assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale raggiunge il 12% delle preferenze, superando esponenti politici con una maggiore notorietà nazionale.
Più indietro Matteo Renzi, indicato dal 6% degli intervistati. Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni raccolgono entrambi il 3%, mentre Riccardo Magi chiude la graduatoria con l’1%. Numeri che, secondo quanto emerge dalla rilevazione, mostrano anche la difficoltà dell’area centrista nel costruirsi uno spazio realmente competitivo dentro un’eventuale alleanza progressista.
Il nodo delle alleanze e delle primarie
Il sondaggio sul centrosinistra arriva in una fase in cui il confronto sulle alleanze è ancora aperto. Non esiste infatti una strategia condivisa tra le forze del campo largo e il tema delle primarie continua a dividere partiti e dirigenti.
Da una parte c’è chi considera il passaggio ai gazebo indispensabile per individuare il candidato premier e dare legittimazione alla futura leadership. Dall’altra, c’è chi ritiene necessario raggiungere prima un’intesa politica, evitando che una competizione interna possa irrigidire ulteriormente i rapporti tra gli alleati.
Una leadership ancora tutta da definire
Se si votasse oggi, Giuseppe Conte partirebbe da una condizione di forza molto marcata. Tuttavia, la vicenda resta aperta: i prossimi mesi, le scelte dei partiti e l’eventuale definizione di regole condivise per le primarie potrebbero modificare il quadro.
La rilevazione di Lab21 non chiude quindi il dibattito, ma lo riaccende. La domanda sulla guida del campo largo resta centrale e gli attuali equilibri dovranno misurarsi con una campagna politica che, quando entrerà nel vivo, potrebbe riservare nuovi sviluppi.


