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“Situazione preoccupante”. Mattarella, l’annuncio è appena arrivato: italiani in ansia

Pubblicato: 04/09/2026 10:33

Le grandi questioni internazionali impongono agli Stati di confrontarsi con problemi sempre più complessi e interconnessi. Le sfide che riguardano il futuro non si fermano infatti ai confini nazionali e richiedono una capacità crescente di collaborazione, proprio mentre lo scenario geopolitico appare segnato da nuove tensioni e da un ritorno di logiche legate alla forza.

È in questo quadro che si inserisce il messaggio rivolto alle istituzioni e agli esponenti del mondo economico riuniti al Forum Ambrosetti. Un intervento che richiama da una parte la necessità di una maggiore cooperazione internazionale e dall’altra i rischi legati a un nuovo confronto tra potenze.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel tradizionale messaggio di saluto al Forum Ambrosetti, ha sottolineato la crescente complessità delle sfide globali, richiamando questioni che vanno dal cambiamento climatico alle emergenze sanitarie, fino alla disponibilità delle risorse e agli effetti dell’Intelligenza Artificiale.

«Per un verso, si amplia repentinamente il novero delle sfide globali la cui soluzione richiede maggiore cooperazione tra gli Stati – dal cambiamento climatico, alle crisi sanitarie pandemiche, dalla disponibilità di risorse energetiche, alimentari e idriche, all’impatto dell’Intelligenza Artificiale».
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Mattarella: «Preoccupante tendenza» nelle relazioni internazionali

Nel messaggio, Mattarella ha evidenziato però anche un secondo elemento dello scenario internazionale. Accanto alla necessità di collaborare per affrontare problemi comuni, secondo il capo dello Stato si manifesta una tendenza opposta, caratterizzata dalla competizione per il controllo delle risorse e dal ritorno di politiche fondate sulla potenza.

«Per l’altro, si affaccia nuovamente una pretesa predatoria delle risorse esistenti, materiali e immateriali, con una preoccupante tendenza a ripristinare politiche di potenza, con la minaccia, quando non l’uso, della forza, a sostegno di proprie pretese nella soluzione delle controversie internazionali».

Le parole del presidente della Repubblica mettono così in evidenza una contraddizione dello scenario contemporaneo: mentre aumenta il numero delle questioni che possono essere affrontate efficacemente soltanto attraverso la cooperazione tra gli Stati, tornano a farsi spazio modalità di confronto basate sulla forza e sulle politiche di potenza.

Il richiamo riguarda anche la gestione delle risorse, sia materiali sia immateriali, in un contesto nel quale le controversie internazionali possono essere condizionate dalla minaccia o dall’impiego della forza.

Il ruolo dell’Unione Europea

Nel suo messaggio, Mattarella ha dedicato inoltre un passaggio all’Unione Europea, indicandola come un esempio particolarmente significativo di condivisione della sovranità tra Stati.

«L’Unione Europea costituisce tuttora la manifestazione più eclatante al mondo di condivisione di sovranità, sorretta da valori comuni, capace di assicurare pace, diritti, prosperità diffusi a un gruppo di Stati, adusi per secoli a combattersi l’un l’altro».

Il presidente ha quindi evidenziato i risultati raggiunti dal progetto europeo, sottolineando come il percorso di integrazione abbia riunito Paesi con una lunga storia di conflitti alle spalle.

«I suoi successi sono indiscutibili – e per questo, talvolta, invidiati e osteggiati – al pari della sua attrattività, tuttora intensa e vitale».

Nel messaggio al Forum Ambrosetti, il capo dello Stato ha quindi posto l’accento sulla necessità di guardare alle trasformazioni internazionali tenendo insieme due elementi: da un lato la crescente esigenza di cooperazione internazionale per affrontare sfide che coinvolgono tutti gli Stati; dall’altro il rischio di un ritorno a logiche di potenza nelle relazioni tra Paesi.

Al centro del ragionamento resta anche il ruolo dell’Europa, presentata da Mattarella come una delle principali esperienze di condivisione della sovranità e di costruzione di pace, diritti e prosperità tra Stati che per secoli si sono combattuti.

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