
La montagna restituisce poche tracce e lascia spazio soprattutto alle domande. Un’immagine, uno zaino, gli ultimi movimenti conosciuti: elementi che possono diventare fondamentali quando una persona non fa più ritorno e ogni minuto trascorso rende più difficile ricostruire il percorso seguito. I soccorritori continuano a cercare proprio quei piccoli segnali che possano indicare una direzione.
L’ultima fotografia racconta una presenza ancora lì, in alto, a pochi passi da una quota dove le condizioni possono cambiare rapidamente. Poi più nulla. Gli elicotteri sorvolano le pareti, gli strumenti cercano eventuali segnali e gli occhi dei soccorritori scandagliano la montagna. Ma finora nessuno dei tentativi ha permesso di individuare la persona scomparsa.
La donna dispersa dal primo settembre è Kalie McCrystal, atleta canadese appassionata di corsa in montagna, che si trovava sul Cervino per allenarsi in vista di un obiettivo particolarmente ambizioso: completare la salita e la discesa della montagna in meno di cinque ore, passando dalla Cresta del Leone.
L’ultima traccia risale proprio al primo settembre. Una fotografia la ritrae sopra la Capanna Carrel, a quasi 4.000 metri di quota. Nell’immagine McCrystal indossa pantaloncini e una giacca leggera e porta con sé uno zaino da trail.
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L’ultima immagine in quota
Quella fotografia è al momento l’ultimo elemento conosciuto della presenza della sportiva sulla montagna. Dopo lo scatto non sono emerse altre tracce che abbiano consentito ai soccorritori di stabilire dove si sia diretta o quale percorso abbia seguito.
Anche l’abbigliamento rappresenta un elemento importante nelle ricerche. «Era vestita di bianco – spiegano i soccorritori – e questo rende ancora più difficile individuarla sulla montagna».
Il colore degli indumenti rende infatti particolarmente complessa l’individuazione dall’alto, soprattutto durante le operazioni condotte con gli elicotteri.
Le squadre impegnate nella ricerca hanno cercato di sfruttare ogni possibile elemento a disposizione per restringere l’area da controllare.

Le ricerche senza esito
Nelle operazioni sono state effettuate diverse rotazioni con l’elicottero, mentre i soccorritori hanno utilizzato anche l’antenna Recco. È stato inoltre tentato il possibile aggancio del telefono della donna, ma anche questa ricerca non ha prodotto risultati.
«Ieri abbiamo fatto più rotazioni con l’elicottero. Abbiamo usato anche l’antenna Recco e cercato di agganciare il suo telefono, ma senza risultati positivi», hanno spiegato i soccorritori.
Le ricerche, condotte dal Soccorso alpino valdostano e dalla Guardia di finanza di Cervinia, sono al momento sospese.
Restano quindi da ricostruire gli ultimi movimenti di McCrystal e soprattutto da individuare una nuova traccia che possa consentire di restringere l’area nella quale concentrare le operazioni.

Il tentativo sul Cervino
La presenza della sportiva in Italia era legata a un preciso progetto. McCrystal stava preparando il tentativo di salire e scendere il Cervino in meno di cinque ore, affrontando la montagna lungo la Cresta del Leone.
Lo aveva raccontato lei stessa sui social il 7 agosto, quando aveva spiegato di essere arrivata a Cervinia per prepararsi al principale obiettivo della propria stagione. Nel suo messaggio aveva anche sottolineato la difficoltà dell’adattamento alla quota, essendo abituata a vivere a livello del mare.
«Negli ultimi giorni sono a Cervinia, in Italia – scriveva Kalie McCrystal sui social il 7 agosto scorso – per prepararmi al mio grande obiettivo della stagione: scalare e ridiscendere il Cervino in meno di 5 ore passando per la Cresta del Leone».
McCrystal aveva aggiunto di avere pochi giorni a disposizione per trovare condizioni favorevoli e consentire al proprio organismo di adattarsi all’altitudine, spiegando però di non voler rinunciare al progetto.
«Ho pochi giorni a disposizione perché le condizioni migliorino e i miei polmoni, abituati al livello del mare, si adattino, quindi non ho perso le speranze e non mi arrendo ancora. Se voleste incrociare le dita per me, però, sarebbe fantastico».
Ora quel progetto sportivo è stato sostituito dalle ricerche della donna dispersa. L’ultima immagine resta quella scattata a quasi 4.000 metri, mentre gli strumenti e le squadre hanno finora cercato senza successo una traccia capace di indicare dove si trovi. Sul Cervino, per il momento, le operazioni sono sospese.


