
Un drone russo ha colpito il quartier generale dei servizi di sicurezza ucraini, l’Sbu, a Kiev, prendendo di mira «direttamente» l’ufficio del capo dell’organizzazione. A denunciarlo è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha riferito anche della presenza di feriti e annunciato di aver ordinato una risposta all’attacco.
Durissima anche la reazione del ministro degli Esteri ucraino Andrij Sybiha, secondo il quale il raid rappresenta una «grave escalation» da parte di Mosca, avvenuta proprio mentre sarebbe in corso un nuovo tentativo diplomatico per arrivare alla pace.
Zelensky: «Preso di mira direttamente lo studio del capo dell’Sbu»
A fornire i primi dettagli sull’obiettivo dell’attacco è stato Zelensky attraverso il proprio canale Telegram. Secondo il presidente ucraino, il drone avrebbe preso di mira «direttamente lo studio del capo» dell’Sbu.
Zelensky ha riferito della presenza di «feriti», senza fornire ulteriori dettagli sulle loro condizioni, e ha annunciato di aver già impartito disposizioni per reagire.
Il presidente ha spiegato di aver ordinato al capo dell’Sbu di «rispondere in modo adeguato, significativo e, se possibile, in modo proporzionale all’attacco russo». «Le nostre forze armate sosterranno questa risposta», ha aggiunto.
Sybiha: «Una grave escalation»
L’attacco ha provocato anche la reazione del ministro degli Esteri Andrij Sybiha, che in un messaggio pubblicato su X ha accusato Mosca di aver compiuto una nuova escalation.
«L’attacco russo al quartier generale dei servizi di sicurezza ucraini rappresenta una grave escalation che richiede risposte risolute», ha scritto il ministro.
Sybiha ha inoltre collegato il momento scelto per il raid ai nuovi sforzi diplomatici: «Mosca ha sferrato questo attacco proprio mentre era in corso un nuovo tentativo di pace, mettendo a nudo il suo reale rifiuto della diplomazia».
«A rischio anche la Cattedrale di Santa Sofia»
Secondo il ministro degli Esteri ucraino, l’attacco avrebbe rappresentato un pericolo anche per la vicina Cattedrale di Santa Sofia di Kiev, sito inserito nella lista del patrimonio mondiale dell’Unesco.
«Anche la vicina Cattedrale di Santa Sofia, patrimonio mondiale dell’Unesco, è stata messa a rischio», ha affermato Sybiha.
Kiev ha quindi rivolto un appello ai propri alleati affinché reagiscano al raid aumentando la pressione sulla Russia. «Chiediamo ai partner internazionali di condannare senza riserve queste azioni e di intensificare la pressione sul regime di Putin», ha scritto il ministro.
L’Ucraina chiede inoltre un intervento dell’Unesco: «Esortiamo l’Unesco a reagire con decisione e a intensificare i propri sforzi per proteggere il patrimonio in pericolo in Ucraina».
Le dichiarazioni delle autorità ucraine descrivono dunque un attacco diretto contro uno dei principali apparati di sicurezza del Paese. Resta ora da capire quale sarà la risposta annunciata da Zelensky e quali conseguenze il nuovo episodio potrà avere sul piano militare e sui tentativi diplomatici in corso.


