
È terminata la fase acuta dell’emergenza provocata dallo sversamento di una vasta chiazza oleosa, probabilmente composta da gasolio, nelle acque del Naviglio Grande. Il materiale inquinante si è esteso per circa 28 chilometri, partendo dalla zona di Magenta e arrivando fino alle porte di Milano, dove una piccola parte ha raggiunto anche la Darsena.
Le operazioni di contenimento sono proseguite per tutta la notte tra venerdì 4 e sabato 5 settembre. I vigili del fuoco, insieme alla Protezione civile e agli enti locali, hanno lavorato per limitare la diffusione della sostanza lungo il corso d’acqua e impedire che raggiungesse in quantità maggiori i canali utilizzati per l’irrigazione della pianura a sud di Milano.
Le squadre intervenute hanno utilizzato sette barriere di contenimento per rallentare e intercettare la massa oleosa. Nonostante l’intervento, una quantità limitata del materiale è riuscita a superare le protezioni e a raggiungere la Darsena, dove è stato segnalato anche un odore riconducibile più all’olio esausto che alla benzina.
Le barriere per proteggere la Darsena
Le operazioni sono poi proseguite concentrandosi in particolare nella zona di via Conchetta, dove una chiusa ha consentito ai soccorritori di intervenire per bloccare e recuperare la maggiore quantità possibile di sostanza inquinante. Sul posto hanno operato diversi mezzi dei vigili del fuoco, in coordinamento con il Comune di Milano e la Città Metropolitana.
All’altezza della Canottieri Milano sono state posizionate panne assorbenti lungo un tratto di circa 600 metri. Si tratta di speciali materiali utilizzati per intercettare e assorbire le sostanze presenti sulla superficie dell’acqua. Sono state inoltre installate barriere più profonde per fermare alghe e altri materiali che potrebbero aver assorbito la sostanza oleosa.
L’intervento ha permesso di limitare in modo significativo l’arrivo dell’inquinante nella zona della Darsena. Solo pochi residui sarebbero riusciti a superare le barriere predisposte, mentre le operazioni di recupero e bonifica proseguiranno anche nelle prossime ore nelle aree interessate dallo sversamento.
Granelli: «L’intervento ha consentito di salvare la Darsena»
Sulla situazione è intervenuto Marco Granelli, assessore alla Protezione civile del Comune di Milano, che ha sottolineato l’importanza delle operazioni svolte nelle ultime ore. Secondo l’assessore, il lavoro congiunto dei soccorritori e degli enti coinvolti ha permesso di proteggere la Darsena e di evitare una maggiore diffusione della sostanza nelle rogge utilizzate per l’irrigazione della pianura a sud della città.
L’emergenza è stata affrontata con il coinvolgimento del Consorzio Villoresi, della Protezione civile, della Regione, del Comune e della Città Metropolitana. Le panne assorbenti e le barriere installate lungo il percorso del Naviglio hanno consentito di fermare gran parte del materiale oleoso, mentre sono proseguite le attività di aspirazione e recupero.
Resta però da valutare la situazione nelle zone più a monte, in particolare nel territorio del Magentino, dove si è verificato lo sversamento che ha dato origine alla lunga scia di sostanza inquinante.
Finita la fase acuta dell’emergenza
Secondo quanto spiegato da Giovanni Tinaro, responsabile del Servizio acque reflue della Città Metropolitana, non sarebbero più in corso nuovi trafilamenti dalle fognature. Per questo motivo la fase più critica dell’emergenza viene considerata conclusa.
Nei prossimi giorni, tuttavia, potrebbero continuare a comparire macchie oleose lungo il Naviglio. Manufatti e sponde che hanno assorbito parte del materiale durante lo sversamento potrebbero infatti rilasciarlo gradualmente nell’acqua, rendendo necessario proseguire le attività di monitoraggio e di bonifica.
L’allarme immediato è quindi rientrato, ma gli effetti dello sversamento continueranno a essere visibili ancora per alcuni giorni lungo il tratto del Naviglio Grande interessato dalla chiazza, mentre le autorità proseguiranno con le operazioni necessarie per recuperare i residui rimasti.


