Vai al contenuto

“Lei aveva…”. La madre di Lorena rompe il silenzio: parole strazianti

Pubblicato: 05/09/2026 11:07

Un’estate trascorsa lontano, in Puglia, accanto alla famiglia. La speranza di ritrovare serenità. E poi il ritorno a Firenze, dove quella paura che Lorena Isceri aveva confidato ai suoi cari si sarebbe trasformata nel più drammatico degli scenari. La donna, 45 anni, è stata uccisa dall’ex compagno Federico Vella, 36 anni: una vicenda che ha sconvolto il quartiere di Rifredi e aperto un’inchiesta dai contorni ancora da definire.

Al centro del dolore, le parole della madre di Lorena Isceri, arrivata da Squinzano, in provincia di Lecce, nell’abitazione di via Panciatichi. La 45enne temeva che il comportamento dell’ex potesse degenerare, ma non aveva voluto denunciare. “Aveva paura di lui, quest’estate era stata giù da noi in Puglia perché aveva troppa paura”, ha raccontato la madre. “Non voleva denunciarlo per non rovinargli la vita, era troppo buona e non poteva immaginare quello che sarebbe accaduto”.

Gli appelli rimasti senza risposta

Secondo quanto ricostruito dai familiari, Lorena pensava di poter affrontare da sola una situazione diventata sempre più difficile, senza coinvolgere le forze dell’ordine e senza provocare conseguenze per Vella. Un atteggiamento che, alla luce di quanto accaduto, rende ancora più straziante il racconto di chi le voleva bene e aveva compreso la gravità del momento.

Tra loro c’era Samanta, un’amica della vittima, che aveva provato più volte a spingerla a chiedere aiuto. Il timore era che l’ex compagno potesse aspettarla sotto casa. “L’avevo avvisata che l’avrebbe aspettata sotto casa. Fino a ieri le avevo chiesto di andare dalle forze dell’ordine, di denunciare. Ma lei mi rispondeva che ne sarebbe uscita da sola”, ha riferito a La Nazione.

La relazione e i segnali di tensione

I due si sarebbero conosciuti in una palestra di Firenze, città in cui entrambi vivevano. Lorena lavorava per un’azienda farmaceutica specializzata nella medicina veterinaria, mentre Federico Vella era dipendente di una società di autonoleggio. La loro relazione era iniziata circa due anni fa, ma nell’ultimo anno il rapporto sarebbe diventato sempre più conflittuale.

Stando alle testimonianze raccolte dagli investigatori, l’uomo avrebbe assunto atteggiamenti ossessivi. Dopo una vacanza in Grecia, nell’agosto scorso, Lorena avrebbe deciso di interrompere la relazione. La madre e il fratello della 45enne sono stati ascoltati dalla squadra mobile di Firenze; anche un amico avrebbe descritto il clima di tensione seguito alla separazione, raccontando di aver avuto paura perfino di farsi vedere con lei, temendo una reazione violenta dell’ex.

L’aggressione nel garage di via Panciatichi

La ricostruzione degli inquirenti conduce al garage utilizzato da Lorena, nei pressi di via Panciatichi, alla periferia di Firenze. Secondo l’ipotesi investigativa, Vella avrebbe preparato l’aggressione nei dettagli: avrebbe coperto con nastro adesivo le cellule fotoelettriche del garage, impedendo la chiusura delle porte, e avrebbe atteso l’arrivo della donna.

Quando Lorena è arrivata, l’uomo l’avrebbe aggredita, immobilizzata e caricata nel bagagliaio della sua stessa auto. All’interno della vettura sono state trovate fascette elettriche, che sarebbero state usate per legare i polsi della vittima, e altro nastro adesivo. Nel bagagliaio si trovava anche la borsa della 45enne: proprio questo particolare le avrebbe permesso di raggiungere il telefono e chiamare il 112.

La chiamata al 112 e i dubbi dell’inchiesta

La richiesta di aiuto sarebbe durata circa venti minuti. La centrale operativa avrebbe seguito gli spostamenti dell’auto e ascoltato quanto stava accadendo durante quei momenti di terrore. Prima che la telefonata si interrompesse, nella registrazione si sentirebbe la voce dell’uomo pronunciare: “Cosa stai facendo?”. Lorena potrebbe aver tentato di contattare anche la madre e un amico.

Il viaggio si sarebbe concluso lungo l’autostrada A1, nel territorio di Barberino del Mugello, in provincia di Firenze, dove Lorena sarebbe stata gettata da un cavalcavia. Poco dopo, Federico Vella si è tolto la vita. Lunedì sarà disposta l’autopsia sul corpo della 45enne, per stabilire se la morte sia avvenuta prima o dopo l’impatto al suolo; un esame sarà eseguito anche sul corpo del 36enne, per accertare l’eventuale assunzione di sostanze stupefacenti. L’inchiesta sul femminicidio di Lorena Isceri prosegue tra reperti, testimonianze e la registrazione della chiamata al 112, mentre la famiglia resta stretta attorno a una domanda dolorosa: se quella paura, ascoltata ma non denunciata, avrebbe potuto trovare una via d’uscita.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure