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Futuro Nazionale, altri militari vicini al partito: spuntano nomi da Marina e Guardia di Finanza

Pubblicato: 06/09/2026 20:22

Non c’è soltanto lo scontro con Mario Monti al Forum Teha di Cernobbio a rendere complicati questi giorni per Roberto Vannacci. Mentre Futuro Nazionale continua a crescere nei sondaggi e l’ex generale prova ad accreditarsi anche davanti al mondo dell’impresa e della finanza, resta aperto il dossier sulla presenza di appartenenti o ex appartenenti alle Forze armate e ai corpi militari nell’area del nuovo partito. La Procura militare di Roma ha avviato accertamenti preliminari proprio su questo aspetto dopo un esposto del Sindacato dei Militari.

Attorno al movimento stanno intanto emergendo altri nomi provenienti dal mondo delle uniformi. Tra questi Gianmarco Medusei, ufficiale medico della Marina Militare e consigliere regionale ligure che ha aderito ufficialmente a Futuro Nazionale, e Sergio De Santis, colonnello della Guardia di Finanza oggi in riserva, già presente a iniziative pubbliche dell’area vannacciana. Un punto va però chiarito: non risulta al momento che Medusei o De Santis siano personalmente indagati o che la Procura militare abbia comunicato accertamenti specifici nei loro confronti.

Gli accertamenti della Procura militare sui militari in Futuro Nazionale

Il fascicolo aperto dalla Procura militare di Roma, guidata da Marco De Paolis, riguarda la presenza di appartenenti alle Forze armate nella struttura organizzativa di Futuro Nazionale. Si tratta, allo stato, di accertamenti preliminari: non è stata comunicata l’iscrizione di persone nel registro degli indagati e l’obiettivo dichiarato dagli inquirenti è verificare l’eventuale esistenza di fatti di competenza della magistratura militare.

L’iniziativa è partita dopo un esposto del Sindacato dei Militari, mentre un distinto esposto presentato alla magistratura ordinaria ha chiesto di valutare anche altri aspetti legati al programma politico del movimento. La distinzione è fondamentale: l’apertura di accertamenti non equivale alla contestazione di un reato e tantomeno a una dichiarazione di responsabilità. Vannacci e i suoi legali hanno già respinto ogni ipotesi di illecito e si sono detti fiduciosi in una conclusione favorevole delle verifiche.

Gianmarco Medusei, l’ufficiale della Marina passato con Vannacci

Uno dei nomi che inevitabilmente torna al centro dell’attenzione è quello di Gianmarco Medusei, consigliere regionale della Liguria ed ex presidente dell’assemblea legislativa regionale. Medusei ha lasciato Fratelli d’Italia nel mese di agosto per aderire pubblicamente a Futuro Nazionale, diventando il primo consigliere regionale ligure del partito di Vannacci.

La sua biografia istituzionale riporta che dal 2004 è ufficiale medico della Marina Militare, dopo la laurea in Medicina e Chirurgia e prima della successiva specializzazione in Otorinolaringoiatria. Negli anni ha affiancato alla professione una lunga attività politica locale e regionale. In precedenza aveva inoltre indicato pubblicamente di trovarsi in aspettativa dalla Forza armata durante l’esercizio dei propri incarichi politici.

La sua adesione a Futuro Nazionale è quindi un fatto pubblico e dichiarato. Diverso sarebbe sostenere che Medusei sia tra i soggetti specificamente sottoposti agli accertamenti della Procura militare: allo stato delle informazioni disponibili non esiste una conferma ufficiale in questo senso.

Il caso di Sergio De Santis, colonnello della Finanza in riserva

Un’altra figura proveniente dal mondo militare è Sergio De Santis, già ufficiale della Guardia di Finanza e attivo negli ultimi anni anche nel dibattito politico e giornalistico. De Santis ha partecipato, tra gli altri, a una delle prime iniziative pubbliche dei sostenitori di Futuro Nazionale organizzata a Seriate, nel Bergamasco, alla quale erano presenti diversi esponenti dell’area vannacciana.

Anche qui serve però una precisazione sostanziale. De Santis non risulta un ufficiale della Guardia di Finanza in servizio attivo: nelle proprie biografie pubbliche si presenta come colonnello della Guardia di Finanza in riserva, dopo aver concluso il servizio. Ha inoltre ricoperto incarichi politici locali ed è stato in passato responsabile del dipartimento sicurezza e legalità di Fratelli d’Italia in Lombardia.

La sua presenza nell’area politica vicina a Vannacci è quindi un elemento utile per ricostruire la composizione del mondo che ruota intorno a Futuro Nazionale, ma non può essere automaticamente sovrapposta alla questione dei militari ancora in servizio sulla quale si stanno concentrando gli accertamenti della magistratura.

Perché il tema degli uomini in divisa è diventato delicato

Il punto sul quale si concentra la Procura militare non è la semplice esistenza di simpatizzanti di Vannacci provenienti dalle Forze armate. Gli accertamenti mirano a verificare la posizione di persone soggette alla giurisdizione militare che avrebbero ruoli all’interno della struttura organizzativa del partito, e quindi l’eventuale rilevanza delle loro condotte rispetto alle norme che disciplinano lo status militare.

È proprio questa distinzione a rendere necessario procedere con cautela. Un militare in servizio, un militare in aspettativa e un ufficiale ormai in riserva non si trovano necessariamente nella stessa situazione giuridica. Per questo sarà la Procura a dover individuare le singole posizioni effettivamente rilevanti e a stabilire se esistano elementi che giustifichino ulteriori approfondimenti.

Futuro Nazionale continua nel frattempo a respingere la rappresentazione di un movimento costruito attraverso un coinvolgimento improprio di uomini delle Forze armate. Vannacci ha ribadito anche a Cernobbio di non essere preoccupato per gli accertamenti.

Lo scontro con Mario Monti a Cernobbio

Il dossier giudiziario ha accompagnato Vannacci anche al Forum Teha di Cernobbio, dove il leader di Futuro Nazionale si è confrontato con Mario Monti sul futuro dell’Europa. Il faccia a faccia è diventato rapidamente uno dei momenti più discussi dell’edizione, mettendo davanti alla stessa platea due visioni quasi opposte dell’Unione europea.

Vannacci ha difeso il principio dell’unanimità nelle decisioni comunitarie, criticato il processo di integrazione e chiesto «un’Europa diversa», con meno competenze attribuite alle istituzioni di Bruxelles. Ha contestato anche l’ipotesi di un esercito unico europeo, sostenendo che alcune prerogative debbano rimanere nelle mani degli Stati nazionali.

Monti ha invece difeso il processo di integrazione e attaccato duramente alcune parti del programma di Futuro Nazionale. Il senatore a vita ha accusato Vannacci di riproporre una retorica riconducibile allo spirito del fascismo, precisando però di non sostenere che l’ex generale stia ricostituendo il Partito fascista. Una valutazione politica che Vannacci ha respinto, sostenendo che nel suo programma non esista nulla di contrario alla Costituzione.

Il precedente del tweet di Lorenzo Gasperini

Uno dei momenti più duri del confronto ha riguardato Lorenzo Gasperini, responsabile del programma di Futuro Nazionale. Monti ha richiamato un vecchio messaggio pubblicato durante la pandemia nel quale Gasperini aveva utilizzato espressioni molto pesanti nei confronti dei giovani vaccinati, chiedendo a Vannacci se fosse a conoscenza di quelle posizioni nel momento in cui gli aveva affidato un ruolo così importante.

Vannacci ha difeso il proprio programma e ha respinto l’impostazione dell’ex presidente del Consiglio. Il confronto ha però evidenziato una difficoltà destinata a riproporsi man mano che Futuro Nazionale cresce: più il movimento entra nei luoghi istituzionali e nei grandi appuntamenti economici, più ogni dichiarazione e ogni componente della sua classe dirigente vengono sottoposti a un controllo pubblico approfondito.

Vannacci respinge anche le accuse sui rapporti con Mosca

Sullo sfondo resta poi un altro fronte, quello dei presunti rapporti politici e culturali con la Russia. Nei giorni precedenti il Financial Times aveva dedicato ampio spazio alla crescita di Futuro Nazionale e alle posizioni di Vannacci sulla guerra in Ucraina, rilanciando l’immagine del possibile «cavallo di Troia» di Mosca in Italia.

L’ex generale ha respinto nettamente anche questa rappresentazione: «Non sono il cavallo di Troia di nessuno, tantomeno della Russia», ha detto a margine del Forum. Vannacci rivendica le proprie posizioni contrarie all’invio di armi a Kiev e favorevoli alla riapertura del dialogo con Mosca come scelte politiche autonome e non come conseguenza di influenze esterne.

Anche su questo punto è necessario distinguere le valutazioni politiche dalle prove: non risultano elementi pubblici che dimostrino un rapporto occulto tra Vannacci e il governo russo, mentre esistono posizioni politiche dell’ex generale che lo collocano su una linea molto più favorevole al dialogo con Mosca rispetto a quella seguita dal governo Meloni.

Futuro Nazionale cresce, ma aumenta anche l’attenzione

È il paradosso della fase politica attraversata da Vannacci. Futuro Nazionale cresce nei sondaggi, attira esponenti provenienti da altri partiti e viene ormai invitato ai principali appuntamenti del dibattito politico ed economico nazionale. Proprio questa crescita, però, aumenta inevitabilmente il livello di attenzione sul movimento, sui suoi dirigenti e sulle modalità con cui sta costruendo la propria organizzazione.

Il passaggio di Gianmarco Medusei, la presenza nell’area vannacciana di figure provenienti dalle Forze armate e dai corpi militari, gli esposti depositati nelle ultime settimane e gli accertamenti della Procura militare sono ormai parte di uno stesso quadro politico, pur dovendo essere tenuti distinti sul piano giudiziario.

Per Vannacci la sfida diventa quindi doppia: trasformare il consenso personale in un partito strutturato e, contemporaneamente, dimostrare che quella struttura si sta formando nel pieno rispetto delle regole. È su questo secondo terreno che nelle prossime settimane gli accertamenti della magistratura militare potranno chiarire quali posizioni siano effettivamente rilevanti e quali, invece, siano destinate a rimanere soltanto elementi del confronto politico.

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