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“Malattia incurabile, nessun sintomo!”. La rivelazione shock della famosissima della tv

Pubblicato: 07/09/2026 13:49

Ci sono diagnosi che cambiano la percezione del tempo e costringono a riorganizzare la quotidianità senza però fermare necessariamente la vita. Per chi continua a lavorare, viaggiare e stare davanti alle telecamere, convivere con una malattia cronica significa imparare a gestire sintomi, terapie e stanchezza mantenendo, per quanto possibile, le proprie abitudini.

È anche per questo che una giornalista ha scelto di raccontare pubblicamente ciò che le è accaduto. Non soltanto per parlare della propria esperienza, ma per attirare l’attenzione su una patologia che può rimanere a lungo quasi invisibile. La diagnosi è arrivata dopo alcuni controlli di routine e da allora la quotidianità è diventata anche una continua ricerca di equilibrio tra cure e lavoro.
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La diagnosi di Maryam Moshiri

A raccontare la propria esperienza è Maryam Moshiri, uno dei volti di BBC News, emittente per la quale lavora dal 2003. Nel novembre 2024, quando aveva 49 anni, le è stata diagnosticata la policitemia vera (PV), una rara forma di tumore del sangue.

La giornalista ha spiegato di aver deciso di parlare della propria condizione dopo aver avuto il tempo necessario per comprenderla meglio. Sono trascorsi due anni dalla diagnosi e Moshiri ha raccontato di sentire oggi di avere una maggiore consapevolezza della malattia e del modo in cui incide sulla sua vita.

La sua scelta nasce anche dalla volontà di aumentare la conoscenza di una patologia che, almeno nel suo caso, per lungo tempo non aveva prodotto segnali evidenti. Moshiri ha spiegato infatti che il problema è stato individuato grazie alla particolare attenzione del proprio medico di base durante i normali esami del sangue.

La policitemia vera è una malattia cronica e, allo stato attuale, incurabile, ma può essere gestita attraverso le terapie. Per la giornalista questo significa convivere con trattamenti destinati a proseguire nel tempo.

La stanchezza e la vita quotidiana

Uno degli aspetti più difficili descritti da Moshiri riguarda la stanchezza. La giornalista ha raccontato al Times che la fatica legata alla malattia e alle cure può arrivare a essere un’esperienza molto intensa, diversa dalla semplice conseguenza di aver dormito poco.

In alcune occasioni, questa condizione le ha impedito di partecipare a momenti familiari o di giocare con i propri figli. Una parte della difficoltà, dunque, non riguarda soltanto la gestione medica della malattia, ma anche l’impatto concreto sulla vita di ogni giorno.

Nonostante questo, Moshiri ha continuato a lavorare a tempo pieno per la BBC. Ha affrontato turni anche molto lunghi e ha continuato a viaggiare per seguire gli eventi internazionali.

La giornalista ha raccontato di aver lavorato dal Qatar all’inizio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, di aver seguito dal Vaticano l’elezione del nuovo Papa e di essersi recata in Groenlandia durante la visita del vicepresidente statunitense JD Vance.

Il lavoro, per lei, rappresenta una parte importante della propria identità. Per questo ha spiegato di non voler permettere al tumore del sangue di impedirle di svolgere la professione che ama.

Che cos’è la policitemia vera

La policitemia vera è un raro tumore che interessa il midollo osseo, portandolo a produrre una quantità eccessiva di globuli rossi. Il risultato è un sangue più denso del normale, una condizione che aumenta il rischio di sviluppare coaguli di sangue.

Tra le possibili conseguenze legate ai coaguli rientrano eventi come ictus, infarto e trombosi venosa profonda.

Nel caso di Moshiri, la malattia non aveva dato per lo più sintomi evidenti. La scoperta è avvenuta proprio grazie agli esami del sangue eseguiti nell’ambito dei controlli di routine.

La giornalista ha sottolineato quanto sia stato importante, in questo senso, il lavoro del proprio medico, che ha esaminato con attenzione i risultati e li ha inviati tempestivamente per ulteriori accertamenti.

Le cure e il prelievo di sangue

La terapia alla quale Moshiri si sottopone comprende il prelievo di sangue, utilizzato per ridurre la concentrazione dei globuli rossi.

Per la presentatrice si tratta però di un trattamento che può lasciarla particolarmente stanca. La gestione della malattia passa quindi anche dalla necessità di fare i conti con gli effetti delle cure e con una condizione che, secondo quanto raccontato dalla stessa giornalista, resterà con lei per tutta la vita.

È proprio questo uno degli aspetti sui quali Moshiri ha voluto concentrarsi: convivere con una malattia a lungo termine significa continuare a vivere, lavorare e occuparsi della propria famiglia mentre si affrontano controlli e trattamenti.

La sua esperienza diventa così anche un racconto della dimensione meno visibile dei tumori del sangue, quella che non necessariamente impedisce di continuare una vita professionale intensa, ma che può incidere profondamente sulla quotidianità.

La campagna contro il silenzio

Moshiri ha deciso di sostenere anche Here for This, una nuova campagna promossa da Blood Cancer UK, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza sui tumori del sangue.

Helen Rowntree, amministratrice delegata dell’associazione, ha ringraziato la giornalista per avere scelto di raccontare pubblicamente la propria esperienza. La condivisione delle diagnosi da parte di personaggi conosciuti può infatti contribuire a rompere il silenzio che spesso accompagna queste patologie.

Per Moshiri, raccontare la propria storia significa anche parlare delle difficoltà quotidiane che possono rimanere nascoste dietro una persona che continua apparentemente a condurre una vita normale.

La giornalista guarda infine alla ricerca scientifica con la speranza che possano arrivare nuove soluzioni terapeutiche. Ha sottolineato che sono in corso numerosi studi sui tumori del sangue e che esistono prospettive scientifiche considerate promettenti.

Nel frattempo, la sua quotidianità continua a essere scandita dal lavoro, dalla famiglia e dalle cure. La diagnosi di policitemia vera non ha cancellato la sua attività professionale, ma ha introdotto una nuova dimensione nella sua vita: quella di una malattia cronica che Moshiri ha scelto di rendere pubblica per far conoscere una condizione spesso difficile da vedere dall’esterno.

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