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Bimba di 6 anni accerchiata e picchiata da coetanei: orrore davanti alla madre

Pubblicato: 07/09/2026 14:49

Una bambina di appena sei anni sarebbe stata accerchiata e picchiata da un gruppo di cinque ragazzini, coetanei o poco più grandi, mentre si trovava in un parco di Bologna insieme alla madre. Un episodio sul quale restano ancora diversi aspetti da chiarire e che, proprio per la giovanissima età delle persone coinvolte, ha suscitato l’intervento dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Marina Terragni.

La vicenda è stata raccontata dal Resto del Carlino. Sulla base della ricostruzione fornita dalla madre della bambina, Terragni ha definito quanto accaduto «allarmante e inaudito», sottolineando la necessità di accertare con precisione dinamica e contesto dell’aggressione.

Il racconto della madre

«Secondo la testimonianza della madre», ha spiegato la Garante, «i cinque ragazzini erano tutti nordafricani e prima dell’agguato non vi era stato alcuno scambio con la bambina».

Si tratta di circostanze riferite dalla donna e ancora da verificare. Proprio per questo Terragni ha formulato le sue considerazioni in termini ipotetici: «Se la testimonianza fosse verificata, la dinamica farebbe pensare a qualcosa di organizzato».

Secondo la Garante, in particolare, la modalità dell’accerchiamento potrebbe richiamare un fenomeno conosciuto con l’espressione araba «taharrush gamea», traducibile come molestia collettiva: aggressioni compiute da gruppi di uomini contro una o più donne in luoghi pubblici affollati.

Il possibile accostamento rappresenta tuttavia un’ipotesi avanzata da Terragni e non un elemento accertato sulla dinamica dell’episodio di Bologna.

Il riferimento al «taharrush gamea»

La Garante ha ricordato come episodi ricondotti al taharrush gamea siano stati documentati in Egitto a partire dai primi anni Duemila e come casi di aggressioni collettive contro donne siano stati registrati successivamente anche in Europa.

Terragni ha citato in particolare quanto accaduto durante il Capodanno 2015 a Colonia e alcuni episodi verificatisi a Milano durante i festeggiamenti di San Silvestro 2025.

Non è stato però stabilito che l’aggressione denunciata a Bologna sia riconducibile a questo fenomeno. La stessa Garante distingue infatti tra la possibilità di un comportamento imitativo e quella di un’aggressione avvenuta spontaneamente.

Terragni: «Una chiave di genere»

È invece sulla matrice di genere che Terragni esprime una valutazione più netta. Secondo la Garante, indipendentemente dall’eventuale riferimento a comportamenti già osservati altrove, la scelta della vittima rappresenterebbe un elemento significativo.

«Che si tratti di questo, in via imitativa, o di un’aggressione “spontanea”, non può esservi dubbio sulla chiave di genere: la vittima è stata aggredita in quanto di sesso femminile», ha dichiarato.

Per Terragni, il gesto rivelerebbe «una misoginia preoccupante, già fortemente radicata in soggetti ancora in tenera età».

Anche questa rappresenta la lettura formulata dalla Garante sulla base delle informazioni finora disponibili: l’accertamento delle motivazioni effettive dell’aggressione richiederà la ricostruzione completa dell’accaduto.

L’appello per identificare i ragazzini

Un altro elemento centrale della vicenda riguarda proprio l’età dei presunti aggressori. Se venisse confermato che si tratta di bambini della stessa età o poco più grandi della vittima, non potrebbero essere chiamati a rispondere penalmente dell’accaduto.

Per Terragni questo non significa, però, che l’episodio debba rimanere senza conseguenze sul piano educativo e sociale.

La Garante auspica che gli accertamenti consentano di identificare i cinque ragazzini e di raggiungere le rispettive famiglie, in modo da verificarne le condizioni e comprendere il contesto nel quale sarebbero maturati quei comportamenti.

L’obiettivo, ha spiegato, deve essere anche quello di accertare eventuali responsabilità degli adulti e, se necessario, avviare percorsi educativi capaci di «restituire questi ragazzi al principio del rispetto per le donne, inaggirabile nella nostra e in qualsivoglia altra cultura».

Resta ora da ricostruire esattamente cosa sia accaduto nel parco bolognese. La testimonianza della madre rappresenta il punto di partenza della vicenda, mentre dovranno essere gli accertamenti a stabilire la dinamica, identificare i bambini coinvolti e chiarire le ragioni di un’aggressione che, secondo quanto denunciato, avrebbe avuto come protagonisti e vittima bambini di appena pochi anni.

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