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Certificati di malattia, cambia tutto: “ecco cosa dovete fare”

Pubblicato: 08/09/2026 18:03
si finge medico del papa

Cambiano le regole per i lavoratori che si ammalano ma non riescono a ottenere immediatamente una visita dal proprio medico. Con la circolare n. 92 del 4 settembre 2026, l’Inps ha esteso la possibilità di riconoscere la tutela previdenziale anche al giorno immediatamente precedente al rilascio del certificato di malattia, pure quando il lavoratore viene visitato in ambulatorio.

La novità supera il precedente orientamento, che consentiva di riconoscere il giorno precedente soltanto in presenza di una visita domiciliare del medico. La modifica, concordata con il Ministero del Lavoro, nasce anche dalle difficoltà sempre più frequenti nell’ottenere un appuntamento tempestivo a causa della riduzione del numero dei medici di medicina generale e dell’aumento dei loro carichi di lavoro.

Attenzione, però: non si tratta di una retroattività senza limiti. La copertura può riguardare un solo giorno precedente e non si applica quando quel giorno cade di sabato, domenica o in una festività infrasettimanale.

Cosa cambia per il certificato di malattia

In linea generale, ai fini della tutela previdenziale, la malattia decorre dalla data in cui il medico redige il certificato, dopo aver accertato l’incapacità temporanea del lavoratore a svolgere la propria attività.

Fino ad ora esisteva un’eccezione: il medico poteva indicare come inizio della malattia il giorno precedente quando aveva effettuato una visita domiciliare e compilava l’apposito campo del certificato con la data dichiarata dal paziente. In caso di visita in ambulatorio, invece, il giorno precedente non veniva riconosciuto dall’Inps.

Dal 4 settembre la distinzione viene meno. La tutela può partire dal giorno precedente anche se il paziente viene visitato nello studio del medico.

Un solo giorno di retroattività

La nuova possibilità è sottoposta a condizioni precise. Il medico deve riportare nel certificato il giorno precedente come data di inizio della malattia e non è possibile retrodatare ulteriormente la certificazione.

In pratica, se un lavoratore si ammala il lunedì ma riesce a essere visitato soltanto il martedì, il medico, sulla base della propria valutazione clinica, può indicare il lunedì come inizio dell’evento. La tutela previdenziale potrà così comprendere anche quella giornata.

Non sarebbe invece possibile presentarsi dal medico mercoledì e ottenere con questa regola la copertura a partire dal lunedì: l’estensione riguarda esclusivamente il giorno immediatamente precedente alla redazione del certificato.

Cosa succede il sabato, la domenica e nei festivi

Esiste un’importante eccezione. La retroattività non viene riconosciuta se la giornata precedente al certificato cade di sabato, domenica o in un giorno festivo infrasettimanale.

La ragione indicata dall’Inps è la presenza, in queste giornate, del servizio di continuità assistenziale, al quale il lavoratore può rivolgersi per ottenere l’assistenza e la certificazione necessarie.

Di conseguenza, chi si ammala durante il fine settimana non può semplicemente attendere il lunedì e chiedere al proprio medico di base di far decorrere il certificato dal sabato o dalla domenica sfruttando la nuova regola.

Perché il primo giorno è importante

La data dalla quale viene riconosciuto l’evento di malattia non è un dettaglio burocratico. Il primo giorno di malattia incide infatti sul calcolo del periodo di carenza, sulle percentuali di indennizzo, sul periodo massimo assistibile e anche sull’eventuale applicazione di determinate sanzioni.

Per i lavoratori ai quali si applica l’indennità Inps, in linea generale il trattamento economico previdenziale decorre dal quarto giorno, mentre i primi tre costituiscono il cosiddetto periodo di carenza, secondo le regole applicabili al singolo rapporto di lavoro.

Stabilire correttamente quando è cominciata la malattia può quindi avere conseguenze concrete sulla posizione del dipendente.

Perché l’Inps ha cambiato le regole

Alla base della decisione c’è anche un cambiamento nell’organizzazione dell’assistenza sanitaria territoriale. L’Inps richiama la progressiva diminuzione dei medici di medicina generale, i maggiori carichi di lavoro e la diffusione degli accessi programmati agli ambulatori per evitare il sovraffollamento.

Può quindi accadere che un lavoratore contatti tempestivamente il proprio medico ma non riesca a essere visitato nella stessa giornata per ragioni organizzative.

Con il precedente sistema, la differenza tra una visita a domicilio e una visita effettuata successivamente in ambulatorio poteva tradursi nella perdita di una giornata di tutela. Con la circolare 92/2026, l’Inps ha deciso di uniformare le due situazioni.

La nuova regola è in vigore dalla pubblicazione della circolare, il 4 settembre 2026. Resta però fermo il principio generale: il certificato medico non può essere retrodatato liberamente. L’eccezione riguarda soltanto la giornata immediatamente precedente, alle condizioni stabilite dall’Istituto.

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