
Una domanda sul successo dell’estrema destra in Europa è sufficiente per accendere il confronto televisivo. Il tema è quello della crescita dei partiti che raccolgono il consenso del malcontento, partendo dal risultato dell’AfD in Germania e arrivando alla possibilità che dinamiche simili possano manifestarsi anche in Italia.
A intervenire con toni molto netti è Massimo Cacciari, ospite di 4 di Sera su Rete 4. Il filosofo contesta l’idea che il successo elettorale delle forze di destra possa essere spiegato semplicemente attraverso i loro programmi o le loro ideologie. Nella sua analisi, il fenomeno avrebbe invece radici soprattutto nelle condizioni economiche e sociali vissute da una parte della popolazione europea.
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Cacciari: “Non è il programma”
La domanda posta dall’inviata riguarda il motivo per cui il programma dell’estrema destra riesca ad avere tanto seguito in Europa. La risposta di Cacciari è immediata e fortemente critica nei confronti di quella chiave di lettura.
“Ma non è il programma, ma smettetela con queste ideologie, non sono i programmi a prendere i voti. I voti vanno all’alleanza per la Germania, come in Italia sono dati un periodo per Grillo, un altro per Salvini, poi per la Meloni, perché la gente in Europa non ne può più, c’è un ceto medio impoverito, non c’è mobilità sociale, la democrazia è ascensore sociale e si è totalmente inceppata, non cresce il benessere, non crescono i servizi, una politica estera sciagurata che ci sanziona, costringendoci a pagare l’energia due volte, tre volte quella che sarebbe possibile pagare, una politica sciagurata”.
Secondo il filosofo, quindi, il consenso non sarebbe determinato principalmente dall’adesione degli elettori a una precisa ideologia, ma dalla volontà di protestare contro chi governa. Una dinamica che, nella sua interpretazione, avrebbe già interessato anche la politica italiana.
"Quali fascismi? La gente è contro la politica sciagurata"
— 4 di sera (@4disera) September 8, 2026
Massimo Cacciari nell'intervista a #4disera pic.twitter.com/KqjOVFND3d
“La gente protesta contro questa politica”
Cacciari prosegue la propria analisi concentrandosi sulle condizioni materiali che, a suo giudizio, alimentano il consenso verso le forze di protesta.
“La gente protesta contro questa politica – prosegue Cacciari -, non è che siano diventati tutti fascisti o nazisti o di destra o di sinistra, non ne possono più, è un’Europa ormai in briciole, stanno sfasciando perfino Schengen. Ma vogliamo scherzare? Perfino l’Europa economica e di mercato sta crollando, cosa vuole che interessi alla gente dell’ideologia di Vannacci o dell’ideologia dell’AfD? Sono queste ragioni materiali che portano la gente a votare chi protesta. Di volta in volta protestano contro chi governa e questo è il grande rischio che corre anche la Meloni”.
Il ragionamento collega dunque il risultato dell’AfD a un più generale disagio sociale ed economico. Cacciari individua nella perdita di benessere, nella difficoltà di mobilità sociale e nella percezione di un peggioramento dei servizi alcuni dei fattori che possono spingere gli elettori verso chi si presenta come alternativa a chi è al governo.
Nel passaggio finale, il filosofo estende questa considerazione anche all’Italia e al governo guidato da Giorgia Meloni, indicando nella dinamica del voto di protesta un possibile rischio politico anche per la maggioranza.

Ferrario: “La gente si arrabbia”
Nel dibattito interviene anche Tiziana Ferrario, storica giornalista Rai e ospite della trasmissione condotta da Paolo Del Debbio.
Ferrario concentra la sua analisi soprattutto sulla situazione della Germania e sulle conseguenze della riunificazione del Paese.
“La Germania è stata un paese fortissimo in Europa per decenni dopo la guerra e allora sicuramente l’unificazione non è andata come loro pensavano dovesse andare. La parte della Germania comunista si è sentita impoverita dalla riunificazione e questa è la dimostrazione che la democrazia se non ti porta al benessere e se non ti garantisce il lavoro sicuro, se non ti garantisce la salute certa, i servizi sanitari, se non ti garantisce un futuro per i tuoi figli, l’istruzione per i tuoi figli, la gente si arrabbia e su quel malcontento voti tutto quello che non è democratico, voti quelli che ti danno l’illusione di darti quello che la democrazia non ti ha dato, ma non funziona così però”.
Le parole di Ferrario si inseriscono quindi nello stesso tema affrontato da Cacciari, quello del rapporto tra malcontento sociale, condizioni economiche e consenso politico. La giornalista sottolinea in particolare come la perdita delle certezze legate al lavoro, alla sanità, ai servizi e al futuro dei figli possa alimentare la rabbia degli elettori.
Il confronto televisivo parte dal successo dell’AfD in Germania, ma finisce così per allargarsi alle dinamiche che attraversano l’intera Europa. Per Cacciari, il voto alle forze di protesta va letto soprattutto attraverso le ragioni materiali che spingono gli elettori a cambiare orientamento; per Ferrario, il malcontento può invece portare una parte della popolazione a cercare risposte anche fuori dall’area democratica, attraverso l’illusione che quei movimenti possano garantire ciò che la democrazia non è riuscita a offrire.


