
«Siamo stati coerenti e leali, ora ci aspettiamo che lo siano anche i nostri alleati». Il messaggio che arriva da Forza Italia è netto e porta alla luce una nuova tensione all’interno del centrodestra sulla riforma della legge elettorale. Al centro dello scontro c’è la possibilità che Fratelli d’Italia possa sostenere alcuni subemendamenti del Pd sulle preferenze, riaprendo una partita che la maggioranza sembrava aver già chiuso.
Il tema è tutt’altro che secondario. Le preferenze rappresentano da tempo un punto qualificante per FdI e, di fronte alla possibilità di modificarne la disciplina, nel partito della premier Giorgia Meloni sarebbe partita una riflessione. Al momento si tratta ancora di un’ipotesi, ma negli ambienti di Forza Italia il livello di attenzione è già massimo: il timore, spiegano fonti azzurre, è che dietro i boatos possa esserci un’operazione politica concreta.
Forza Italia ha quindi deciso di mettere nero su bianco la propria posizione. «Forza Italia voterà convintamente l’emendamento sulle preferenze presentato dalla maggioranza», fanno sapere gli azzurri, aggiungendo di confidare nella «serietà e nella lealtà degli alleati» rispetto agli accordi già raggiunti sulla legge elettorale.
Il punto, per Fi, è evitare che una modifica sulle preferenze possa trasformarsi in un nuovo problema politico nella coalizione. L’avvertimento è esplicito: gli accordi sottoscritti sulla riforma devono essere rispettati e nessuno, secondo gli azzurri, dovrebbe assumere iniziative capaci di alterare gli equilibri raggiunti.

A riaprire pubblicamente la questione è stato il presidente dei senatori del Partito democratico, Francesco Boccia. Il senatore dem si è rivolto direttamente ai colleghi di FdI, indicando una strada precisa per cambiare il testo attualmente all’esame del Parlamento.
«Se in questa pessima legge davvero si vogliono almeno reintrodurre le preferenze i senatori di FdI non devono fare altro che votare i subemendamenti delle opposizioni», ha affermato Boccia. Le proposte del Pd puntano a cancellare i capilista bloccati, introdurre preferenze libere e garantire la parità di genere.
La sfida politica è dunque lanciata. Boccia chiede agli esponenti di FdI di passare dalle dichiarazioni ai fatti, annunciando che «domani capiremo se FdI dice la verità». Una mossa che mette il partito di Meloni davanti a una scelta potenzialmente delicata: mantenere gli accordi della maggioranza oppure sostenere modifiche che da tempo figurano tra le richieste dell’opposizione.
Per il centrodestra, il passaggio è particolarmente sensibile perché la legge elettorale tocca direttamente gli interessi e le strategie di tutti i partiti della coalizione. Una modifica sulle preferenze potrebbe infatti incidere sulla selezione dei candidati e sui rapporti di forza interni, rendendo ancora più delicato il confronto tra FdI, Forza Italia e Lega.
Da qui l’«allarme rosso» scattato negli ambienti azzurri. Non ci sono, al momento, conferme di una decisione di FdI in questa direzione, ma il semplice scenario di un voto difforme rispetto agli accordi è sufficiente a far salire la tensione. E Forza Italia, con il suo richiamo alla coerenza, ha scelto di rendere pubblica la propria linea prima del voto.
Ora gli occhi sono puntati sui parlamentari di Fratelli d’Italia. Sarà il loro comportamento sui subemendamenti del Pd a chiarire se la partita sulle preferenze resterà soltanto un’ipotesi oppure se, dentro la maggioranza, si aprirà davvero un nuovo fronte sulla riforma elettorale.


