
È un’Italia alle prese con acqua, grandine e vento quella che emerge dalle immagini delle ultime ore. Tra il 9 e il 10 settembre una vasta ondata di maltempo ha investito soprattutto il Centro-Nord, provocando allagamenti, alberi abbattuti, auto sommerse e danni alla viabilità. Da Città di Castello a Viareggio, passando per Veneto e Friuli Venezia Giulia, il bilancio dei disagi continua ad aggravarsi. E in provincia di Udine si registra anche una vittima.
La tragedia si è consumata a Latisana, dove una donna è rimasta intrappolata nella propria automobile all’interno di un sottopassaggio completamente allagato. L’acqua ha rapidamente invaso la strada e, nonostante l’intervento dei soccorritori, per la donna non c’è stato nulla da fare: è morta annegata nella vettura. Un episodio drammatico che restituisce in modo concreto la pericolosità di fenomeni che possono trasformare una strada in una trappola nel giro di pochi minuti.

Nel frattempo, le immagini che arrivano dalle diverse regioni raccontano la forza della perturbazione. Strade trasformate in fiumi, automobili sommerse dall’acqua, alberi spezzati e chicchi di grandine che hanno provocato danni: sono gli effetti più evidenti di un peggioramento che ha interessato un’ampia parte della Penisola. I video diffusi sui social mostrano la rapidità con cui le precipitazioni hanno modificato il volto di intere aree urbane.
Tra le zone maggiormente colpite c’è l’area di Perugia, dove nella notte sono state registrate precipitazioni particolarmente intense ed è stata diramata un’allerta gialla. A Città di Castello, in particolare, la forte grandinata ha provocato la caduta di diversi alberi, creando problemi alla circolazione e situazioni di potenziale pericolo per i cittadini. Alcune strade sono state completamente invase dall’acqua, tanto da rendere difficili anche gli spostamenti a piedi.
Il maltempo ha colpito duramente anche la Toscana, dove è in vigore un’allerta arancione. In Versilia, le raffiche di vento hanno investito il litorale con particolare violenza, abbattendo alberi e trascinando oggetti e materiali per le strade. A Viareggio le immagini mostrano i segni lasciati dalla tempesta, mentre le autorità monitorano l’evoluzione della situazione e il rischio di nuovi fenomeni intensi.
A rendere ancora più impressionante il quadro sono i numeri registrati nelle ultime ore. Secondo quanto riferito dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio della Regione Toscana Bernard Dika, sul territorio regionale sono stati rilevati oltre 63mila fulmini in dodici ore. Un dato che dà la misura dell’energia sprigionata dal sistema temporalesco che ha attraversato la regione e che potrebbe tornare a intensificarsi nel corso della giornata.
Il sistema perturbato ha infatti attraversato la Toscana nella notte, ma la situazione resta instabile. È possibile una nuova intensificazione dei temporali tra la tarda mattinata e il pomeriggio, con il rischio di ulteriori rovesci, forti raffiche e precipitazioni localmente molto intense. Per questo l’attenzione resta alta soprattutto nelle aree già colpite, dove il terreno e le infrastrutture possono essere più vulnerabili dopo le piogge delle ultime ore.
Anche il Nord-Est è stato investito dalla perturbazione. Veneto e Friuli Venezia Giulia hanno registrato nella notte rovesci particolarmente intensi, con conseguenze sulla viabilità e numerosi disagi. In diverse zone l’acqua ha invaso le strade e creato condizioni difficili per gli automobilisti. Proprio in Friuli, come detto, si è verificato l’episodio più grave dell’intera ondata di maltempo, con la morte della donna rimasta bloccata nel sottopassaggio di Latisana.
Il quadro resta dunque quello di una fase di forte instabilità, con fenomeni che possono cambiare rapidamente intensità e provocare conseguenze anche molto serie. La raccomandazione, soprattutto nelle zone interessate dagli allerta, è di evitare sottopassaggi e strade già allagate e di prestare particolare attenzione durante i temporali. Da Città di Castello alla Toscana, fino a Veneto e Friuli, il maltempo sta lasciando dietro di sé una lunga scia di danni. E mentre nuove celle temporalesche possono ancora svilupparsi nelle prossime ore, il bilancio di questa violenta parentesi meteorologica è purtroppo già segnato da una vittima.


