
Al Ris dei carabinieri di Tor di Quinto, a Roma, sono in corso nuovi accertamenti su un flauto traverso che potrebbe essere appartenuto a Emanuela Orlandi, scomparsa nel 1983. Lo strumento era stato consegnato nel 2013 da Marco Accetti, oggi indagato per duplice sequestro di persona nell’ambito della nuova inchiesta della Procura di Roma.
Il flauto, completo della sua custodia, è stato nuovamente sottoposto all’attenzione dei periti. Gli accertamenti dovranno verificare, anche grazie alle tecnologie oggi disponibili, l’eventuale presenza di tracce genetiche. In passato, infatti, non erano state individuate tracce di saliva sufficienti per procedere con l’analisi del Dna. Lo strumento era stato consegnato da Accetti, avvolto in una pagina di Paese sera del 1985, e appartiene alla marca Rampone & Cazzani.
Nuovi accertamenti sul flauto
Agli accertamenti hanno partecipato Giancarlo Germani e Paolo Grillo, legali di Marco Accetti, oltre a Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, e all’avvocata Laura Sgrò. Da remoto era presente anche il consulente della famiglia di Mirella Gregori, l’altra quindicenne scomparsa nel 1983 e al centro dell’inchiesta parlamentare.
L’eventuale individuazione di materiale genetico riconducibile a Emanuela potrebbe rappresentare un elemento di particolare rilievo nell’inchiesta. Gli accertamenti dovranno stabilire innanzitutto se esistano ancora tracce utili e, successivamente, se queste possano essere attribuite alla ragazza scomparsa. L’ipotesi che il flauto fosse stato distrutto era circolata negli anni scorsi, ma i nuovi rilievi confermano invece che lo strumento è ancora disponibile per ulteriori analisi.
Il possibile collegamento con Accetti assume particolare importanza anche alla luce delle perizie foniche effettuate nel corso degli anni. L’ex fotografo è stato infatti identificato come la persona che telefonava alle famiglie nell’ambito della vicenda, utilizzando la voce dell’«Americano».
Sconvocata l’audizione di Raoul Bonarelli
Nel frattempo, ha subito un rinvio l’audizione di Raoul Bonarelli, ex sovrastante della Gendarmeria vaticana, prevista davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sulla scomparsa di Emanuela Orlandi e Mirella Gregori. La deposizione, inizialmente fissata per le 13.30 a Palazzo San Macuto, è stata sconvocata a poche ore dall’appuntamento.
Secondo quanto riferito da fonti parlamentari, il rinvio sarebbe legato alla concomitanza con i lavori dell’aula sulla legge elettorale. Parallelamente, sono emerse indiscrezioni sulle richieste avanzate dallo stesso Bonarelli. L’ex gendarme avrebbe chiesto garanzie sul massimo riserbo della seduta e sulla possibilità di non essere fotografato o ripreso durante l’arrivo e l’uscita da Palazzo San Macuto.
Bonarelli avrebbe inoltre segnalato difficoltà nel raggiungere il Parlamento a causa dell’alluvione prevista a Roma nella tarda mattinata e poi effettivamente verificatasi. Le sue richieste sarebbero state accolte con la cancellazione dell’appuntamento, anche se la motivazione ufficiale del rinvio resta quella legata ai concomitanti lavori parlamentari.
L’intreccio tra i casi Orlandi e Gregori
La deposizione di Bonarelli era particolarmente attesa per il suo ruolo all’interno della Gendarmeria vaticana durante gli anni della scomparsa di Emanuela. La sua posizione interessa però anche il caso di Mirella Gregori, tanto che la Commissione considera la sua testimonianza potenzialmente utile a chiarire alcuni elementi comuni alle due vicende.
Tra gli aspetti sui quali i parlamentari intendono fare luce c’è la possibile frequentazione del bar da Baffo, in via Nomentana 81, dove Mirella era solita recarsi. Al centro dell’attenzione ci sono inoltre alcune frasi contenute in due intercettazioni dell’epoca, il cui significato potrebbe essere approfondito nel corso della futura audizione.
Bonarelli dovrebbe essere quindi riconvocato entro circa quindici giorni. La Commissione ascolterà intanto la prossima settimana Laura Bulanti, madre di Josè Garramon, il tredicenne investito e ucciso nel dicembre 1983 nella pineta di Castel Porziano. Alla guida del furgone c’era Marco Accetti, oggi nuovamente indagato dalla Procura di Roma nell’inchiesta sui casi Orlandi e Gregori.
Gli altri elementi dell’inchiesta
Le due vicende, a distanza di 43 anni, continuano a essere esaminate anche alla luce di una serie di elementi ritenuti meritevoli di approfondimento. Tra questi figura la presenza di Accetti in diversi contesti collegati alle indagini, compreso quello relativo all’omicidio di Katy Skerl, avvenuto nel gennaio 1984.
Restano inoltre sotto esame le intercettazioni riguardanti Bonarelli, i rapporti emersi nel corso delle vecchie indagini e alcuni elementi relativi alle persone che circondavano Emanuela e Mirella al momento delle loro scomparse. Il nuovo lavoro investigativo della Procura e quello della Commissione parlamentare procedono così su piani distinti, ma continuano a confrontarsi con gli stessi interrogativi rimasti senza risposta dal 1983.


