
Vannacci continua la sua scalata nel centrodestra. Dopo aver messo alle spalle la Lega di Matteo Salvini, l’ex generale raggiunge ora un altro dei partiti di governo: Forza Italia di Antonio Tajani. È il dato politico più significativo della prima Supermedia Agi/YouTrend dopo la pausa estiva, che fotografa gli equilibri delle intenzioni di voto a inizio settembre.
A segnalarlo è la media ponderata dei sondaggi realizzati nelle ultime settimane: Futuro Nazionale sale al 7,6%, conquistando il quarto posto tra le liste e soprattutto agganciando Forza Italia, anch’essa al 7,6%. Un risultato di peso per il partito di Vannacci, che continua così a erodere consenso ai tradizionali protagonisti del centrodestra. La crescita, tuttavia, comincia a rallentare: il +0,5% rispetto alla rilevazione del 30 luglio è positivo, ma decisamente più contenuto rispetto all’accelerazione registrata nei mesi precedenti.

Davanti a tutti resta Fratelli d’Italia, stabile ai vertici con il 26,9%, in crescita dello 0,2%. Il Partito democratico si conferma secondo al 21%, pur perdendo due decimali. Alle loro spalle arretra invece il Movimento 5 Stelle, che scende al 12,1%, lasciando sul terreno quasi un punto in appena sei settimane. Un dato che pesa sul quadro complessivo dell’opposizione e che contribuisce a rendere ancora più interessante la corsa per il quarto posto.
Nel centrodestra, intanto, la fotografia è tutt’altro che banale. Forza Italia scende al 7,6%, con una perdita dello 0,4%, mentre la Lega arretra al 5,6%, cedendo altri tre decimali. Futuro Nazionale, al contrario, continua a salire e raggiunge entrambi i partiti alleati. La distanza non è più una questione di prospettiva: almeno secondo questa Supermedia, Vannacci è già seduto al tavolo dei grandi del centrodestra.
Il resto del quadro mostra movimenti più contenuti. Verdi/Sinistra si attesta al 6,3%, con un calo dello 0,1%, mentre Azione rappresenta uno dei dati più dinamici della rilevazione: il partito di Carlo Calenda cresce di 0,6 punti e arriva al 3,7%. Più indietro Italia Viva sale al 2,4%, +Europa resta ferma all’1,4% e Noi Moderati all’1%. Nel complesso, dunque, la fotografia delle liste appare relativamente stabile, con poche variazioni davvero significative.

Se si guarda alle coalizioni del 2022, il centrodestra resta nettamente avanti con il 41,1%, anche se perde mezzo punto. Il centrosinistra si attesta al 28,7%, in calo di 0,3 punti, mentre il Movimento 5 Stelle, considerato separatamente, scende al 12,1%. Il cosiddetto Terzo Polo, invece, guadagna 0,7 punti e arriva al 7,3%. Numeri che confermano un quadro ancora favorevole alla maggioranza, ma nel quale gli equilibri interni al centrodestra stanno lentamente cambiando.
Ancora più interessante è la fotografia delle coalizioni 2026. Il cosiddetto campo largo raggiunge il 43,2%, pur perdendo 1,1 punti rispetto alla rilevazione precedente. Il centrodestra è al 41,1%, in calo di mezzo punto. Subito dietro compare Futuro Nazionale con il suo 7,6%, mentre il Centro nel suo complesso arriva al 4,9%, guadagnando sei decimali. Una configurazione che racconta un sistema politico sempre più articolato e nel quale gli spazi intermedi tornano a essere contendibili.
La Supermedia Agi/YouTrend è stata elaborata sulla base dei sondaggi realizzati tra il 26 agosto e il 9 settembre dagli istituti Noto, Only Numbers, SWG, Tecnè e YouTrend. La ponderazione è stata effettuata il 10 settembre tenendo conto della consistenza dei campioni, della data delle rilevazioni e delle metodologie utilizzate. Le variazioni sono calcolate rispetto alla Supermedia del 30 luglio 2026, dunque a distanza di sei settimane.
Il dato politicamente più pesante, però, resta quello di Futuro Nazionale al 7,6%. Vannacci non è più soltanto la possibile sorpresa della destra: comincia a rappresentare una presenza strutturale nel quadro del centrodestra. Ora che ha raggiunto Forza Italia e staccato la Lega, la domanda cambia: non è più quanto possa crescere, ma fin dove possa arrivare. E soprattutto quanto la sua ascesa sia destinata a modificare gli equilibri interni alla coalizione guidata da Giorgia Meloni.


