
Addio a una figura storica del nostro Paese. Una città intera è in lutto per la scomparsa di un uomo che per decenni ha rappresentato uno dei volti più autentici della Versilia, legato indissolubilmente al mare, al lavoro e soprattutto alle persone. Una presenza capace di attraversare generazioni e stagioni senza mai cambiare davvero il proprio modo di stare al mondo: con discrezione, ironia e una straordinaria capacità di far sentire chiunque a casa.
A chi gli domandava che mestiere facesse rispondeva semplicemente: «Il bagnino». Una definizione che pronunciava con ironia, ma anche con autentico orgoglio. Roberto Santini, storico patron del Bagno Piero di Forte dei Marmi, non ha mai avuto bisogno di atteggiarsi a grande imprenditore: quello stabilimento era la sua casa, il mare il suo ufficio e le persone la sua vera ricchezza.

Era nato e cresciuto al Bagno Piero, lo stabilimento ereditato dai nonni Sebastiano e Siria e poi passato al padre Gian Piero. Ne conosceva ogni angolo, ogni cabina, ogni granello di sabbia. Si considerava un uomo fortunato per poter fare un lavoro che amava profondamente. Ogni mattina si alzava all’alba, guardava il mare, accarezzava Tito, il cane che gli era sempre accanto, e poi cominciava una giornata senza pause. Aveva un talento particolare per accorgersi di tutto: bastava un dettaglio fuori posto perché intervenisse immediatamente. Gli amici lo prendevano in giro: «Ma hai gli occhi anche dietro?».
Dietro l’apparenza un po’ ruvida, quasi da orso, c’era in realtà una straordinaria capacità di accogliere. Al Bagno Piero i clienti smettevano presto di essere clienti: Roberto ne conosceva i nomi, quelli dei figli e persino quelli dei bambini appena nati. Erano amici, persone da ritrovare anche quando l’estate finiva. Con alcuni aveva percorso il Cammino di Santiago, con altri la Via Francigena in bicicletta. Per lui la stagione balneare non terminava mai davvero: il rapporto con le persone continuava tutto l’anno.
Bastava una giornata di sole fuori stagione per trasformare il bagno in una grande casa sul mare. Una domenica di febbraio poteva diventare l’occasione per una grigliata improvvisata, con il tavolo che continuava ad allungarsi per accogliere chiunque arrivasse. Industriali, politici, giornalisti, manager, scrittori, amici di vecchia data e compagni di scuola: per Santini il titolo sulla porta contava poco o nulla. Contavano le persone. C’era sempre una sedia in più, anche quando sembrava impossibile trovarla.
Tra una giornata di lavoro e l’altra arrivavano le partite a tressette, spesso con Renzo, decano ottantenne dei bagnini, oppure le discussioni interminabili sulla politica, sul calcio e sulla vita. E poi c’erano gli incontri che raccontano quanto fosse particolare il mondo del Bagno Piero. Negli ultimi due anni, per esempio, uno degli appuntamenti estivi più attesi era la partita a scacchi con Alfonso Cuarón, il regista premio Oscar diventato suo amico dopo aver scelto il Piero nel 2022 durante le riprese della serie Disclaimer, con Cate Blanchett.
Non era stata l’unica amicizia speciale nata sulla spiaggia. Al Piero aveva frequentato lo stabilimento anche lo stilista inglese Paul Smith, che negli anni aveva persino firmato una collezione di pattini. Santini aveva costruito una rete di rapporti capace di attraversare mondi apparentemente lontanissimi, senza però modificare mai il suo modo di trattare le persone. La stessa filosofia aveva accompagnato il suo matrimonio con Francesca Attolini, celebrato nel giugno 2023 con una grande festa in spiaggia, esattamente nello stile di Roberto: tutti insieme, senza gerarchie.
Il Bagno Piero era però anche la sua capsula del tempo. Mentre Forte dei Marmi cambiava pelle e gli stabilimenti si adeguavano ai nuovi gusti e ai nuovi ricchi, Santini aveva scelto di difendere l’identità originaria del luogo. Tende senza tempo, cabine di legno separate, tegole in cotto e soprattutto quelle strutture che risalivano agli anni Trenta e che aveva deciso di conservare. «Rinnovarle e mantenerle è un obbligo, perché al loro interno c’è la storia», diceva parlando delle cabine acquistate dal nonno.
Dentro quelle cabine c’era la memoria di intere famiglie, di generazioni che dagli anni Cinquanta avevano scelto Forte dei Marmi per le vacanze e continuavano a tornare al Piero sentendosi a casa. C’erano la cotoletta del menu tradizionale, la crostata preparata secondo la ricetta della mamma Nenè e soprattutto una squadra di dipendenti che Roberto considerava una seconda famiglia. Giovani studenti alla prima esperienza stagionale insieme a collaboratori storici, alcuni dei quali avevano visto crescere due generazioni al Bagno Piero. Per tutti loro Santini era il capitano. I funerali si terranno domenica alle 17 nella chiesa di Sant’Ermete. E a Forte dei Marmi, tra quelle cabine di legno e il rumore del mare, il suo ricordo continuerà a vivere.


