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“Pignoramento!”. Panico totale per Ilaria Salis: cosa sta succedendo

Pubblicato: 12/09/2026 14:06

La vicenda giudiziaria che coinvolge Ilaria Salis e due suoi ex collaboratori parlamentari si arricchisce di un nuovo capitolo. Dopo la sentenza di primo grado che, secondo quanto riportato dal Giornale, avrebbe stabilito per l’eurodeputata un esborso complessivo di circa 300mila euro, il contenzioso è proseguito anche sul fronte delle spese legali e dell’esecuzione delle decisioni assunte dai giudici.

L’ultimo passaggio riguarda un pignoramento presso terzi che, stando alla ricostruzione del quotidiano, avrebbe interessato un conto corrente riconducibile a Salis. La somma indicata nel provvedimento sarebbe di circa 7mila euro e sarebbe legata al mancato pagamento delle spese legali maturate nell’ambito dei procedimenti avviati successivamente alla sentenza di primo grado. Sullo stesso conto verrebbero accreditate anche le somme spettanti all’eurodeputata per il suo mandato al Parlamento europeo.
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Il contenzioso con gli ex collaboratori

All’origine della controversia ci sono i rapporti professionali tra Ilaria Salis e due ex collaboratori parlamentari, Valentina Dadda e François Gelmetti. I due hanno contestato il loro licenziamento, sostenendo che fosse stato disposto senza una giusta causa, e hanno avviato un’azione giudiziaria per ottenere il riconoscimento delle proprie ragioni.

Il tribunale, in primo grado, avrebbe accolto le richieste dei due ex collaboratori. Secondo quanto riferito dal Giornale, Salis sarebbe stata condannata a versare circa 150mila euro a ciascuno, per un totale vicino ai 300mila euro.

La quantificazione del risarcimento sarebbe stata effettuata sulla base dei compensi che Dadda e Gelmetti avrebbero percepito fino alla conclusione del mandato parlamentare. La decisione, tuttavia, non rappresenta per Salis l’ultimo passaggio della controversia: l’eurodeputata ha infatti presentato appello, contestando la sentenza e dichiarandosi fiduciosa rispetto all’esito del nuovo giudizio.

L’udienza di secondo grado sarebbe prevista nelle prossime settimane.

La richiesta di sospensione

Parallelamente all’appello, Salis avrebbe promosso anche due procedimenti civili con l’obiettivo di ottenere la sospensione dell’esecuzione della sentenza di primo grado e degli atti attraverso i quali gli ex collaboratori avrebbero cercato di recuperare le somme riconosciute dal tribunale.

Secondo la ricostruzione riportata dal quotidiano, entrambe le richieste sarebbero state respinte. L’eurodeputata sarebbe stata inoltre condannata al pagamento delle spese legali relative a questi procedimenti.

È proprio su queste somme che si sarebbe sviluppato il nuovo passaggio della vicenda. Di fronte al mancato versamento degli importi dovuti per le spese legali, i legali degli ex collaboratori avrebbero intrapreso una procedura di recupero attraverso il pignoramento presso terzi.

La somma interessata dalla procedura sarebbe quindi distinta dall’importo complessivo della condanna di primo grado. Il provvedimento riguarderebbe infatti circa 7mila euro, riconducibili alle spese legali maturate nei procedimenti relativi alla richiesta di sospensione.

Il conto sul quale arrivano le indennità

Secondo quanto riportato dal Giornale, il conto corrente pignorato sarebbe quello sul quale vengono accreditate anche le indennità spettanti a Salis in qualità di europarlamentare.

Il provvedimento rappresenterebbe quindi un nuovo sviluppo della controversia tra l’eurodeputata e i suoi ex collaboratori, mentre resta ancora aperta la questione principale relativa alla sentenza di primo grado.

Da una parte ci sono infatti le somme riconosciute dal tribunale a Valentina Dadda e François Gelmetti, per un valore complessivo indicato in circa 300mila euro. Dall’altra c’è il nuovo procedimento esecutivo, relativo a circa 7mila euro di spese legali, che secondo il quotidiano avrebbe portato al pignoramento del conto corrente.

L’appello resta aperto

La partita giudiziaria sul licenziamento non è comunque conclusa. Ilaria Salis ha presentato appello contro la sentenza di primo grado e il nuovo giudizio dovrà stabilire se la decisione del tribunale sarà confermata oppure modificata.

Nel frattempo, però, le richieste di sospensione dell’esecuzione sarebbero state respinte e gli ex collaboratori avrebbero potuto procedere con le iniziative necessarie al recupero delle somme relative alle spese legali.

Il nuovo capitolo riguarda dunque un importo molto più contenuto rispetto alla condanna complessiva di primo grado, ma assume rilievo perché coinvolge direttamente il conto corrente dell’eurodeputata. La procedura di pignoramento, secondo quanto riferito dal quotidiano, sarebbe stata avviata proprio a seguito del mancato pagamento delle spese legali riconosciute nei procedimenti successivi.

Resta ora attesa per il giudizio di appello, che dovrà affrontare nel merito la controversia tra Salis e i due ex collaboratori parlamentari e definire il futuro della condanna economica stabilita in primo grado.

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