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Strade sicure, tensione nel centrodestra. La Lega attacca: “Subito 10mila militari”

Pubblicato: 12/09/2026 14:54

Un nuovo rafforzamento della presenza dello Stato nelle aree considerate più esposte sul fronte della sicurezza. È questo l’obiettivo della risoluzione depositata dalla Lega, che nei prossimi giorni sarà sottoposta al voto e impegna il governo a valutare l’estensione dell’operazione Strade Sicure. La proposta punta ad aumentare il numero dei militari impiegati nel controllo del territorio, con particolare attenzione a strade, piazze e stazioni.

La richiesta arriva dal partito di Matteo Salvini con un obiettivo preciso: portare a 10mila i militari impegnati nell’operazione. Secondo la Lega, l’attuale dispositivo non garantirebbe infatti una copertura uniforme del territorio nazionale e resterebbero ancora numerosi capoluoghi privi del presidio armato previsto dall’operazione.
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La proposta della Lega

La risoluzione chiede al governo di rafforzare ed estendere Strade Sicure, aumentando il contingente di militari destinato al controllo delle aree urbane. L’idea è quella di utilizzare il personale delle forze armate per affiancare le attività di sicurezza e presidio nelle zone individuate come maggiormente bisognose di controllo.

Secondo quanto sostiene la Lega, sarebbero ancora 61 i capoluoghi di provincia nei quali non è presente questo tipo di presidio. Il partito ritiene quindi necessario intervenire per ampliare rapidamente il dispositivo, portandolo a una consistenza complessiva di 10mila militari.

La richiesta viene motivata con la necessità di garantire una maggiore presenza nelle aree frequentate quotidianamente dai cittadini. Stazioni, piazze e strade rappresentano infatti i principali luoghi indicati nella proposta, con l’obiettivo di aumentare il livello di sicurezza percepita e di controllo del territorio.

Il costo dell’operazione

Nella nota diffusa dalla Lega viene indicato anche il costo stimato dell’estensione dell’operazione. Secondo il partito, sarebbero necessari circa 109 milioni di euro all’anno per garantire il rafforzamento del dispositivo.

Una cifra che la Lega considera sostenibile rispetto al risultato che, secondo i promotori della risoluzione, potrebbe essere ottenuto in termini di presenza sul territorio.

Il partito sostiene infatti che l’investimento consentirebbe di aumentare la sicurezza in numerose città italiane senza comportare un impegno economico considerato eccessivo. La proposta viene quindi presentata come una misura concretamente realizzabile e attuabile in tempi brevi.

«Una scelta operativa nei prossimi giorni»

Nella nota, la Lega sottolinea anche l’urgenza della decisione. Il partito ritiene che un eventuale rafforzamento del dispositivo potrebbe diventare operativo già nei prossimi giorni, qualora arrivasse il via libera alla proposta.

La richiesta è dunque rivolta direttamente alla maggioranza di governo, alla quale la Lega chiede di sostenere la risoluzione quando arriverà al voto. Il partito considera infatti difficile da giustificare un ulteriore rinvio di una misura che, nella sua impostazione, potrebbe aumentare rapidamente la presenza degli uomini in divisa nelle città.

Il tema è quello più generale del presidio del territorio, con la presenza dei militari considerata dalla Lega uno strumento aggiuntivo rispetto alle attività ordinarie delle forze dell’ordine.

La copertura finanziaria

Uno degli argomenti utilizzati dalla Lega riguarda anche la possibilità di individuare le risorse necessarie senza creare un particolare problema per i conti pubblici. Nella nota, il partito sostiene che i 109 milioni di euro annui necessari per il rafforzamento potrebbero essere coperti attraverso i profitti realizzati in appena tre giorni da una grande banca italiana.

È un paragone utilizzato per sottolineare, nelle intenzioni della Lega, quanto sarebbe contenuto l’impegno finanziario richiesto rispetto alle dimensioni dell’economia nazionale.

La risoluzione arriva quindi al voto con una richiesta precisa: aumentare il numero dei militari impegnati in Strade Sicure fino a 10mila unità e ampliare la presenza nelle città dove, secondo i dati citati dal partito, il dispositivo non è attualmente operativo.

La decisione spetterà ora al Parlamento e al governo. Il voto dei prossimi giorni dovrà stabilire se la proposta della Lega troverà il sostegno necessario per trasformarsi in un ulteriore rafforzamento del presidio militare nelle strade, nelle piazze e nelle stazioni italiane.

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Ultimo Aggiornamento: 12/09/2026 15:00

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