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Silvia Salis chiude sulle primarie: “Non le farò”. Poi la battuta sulla cena di pesce

Pubblicato: 12/09/2026 16:53

Silvia Salis prova a chiudere definitivamente il tormentone sulla sua possibile candidatura alle primarie nazionali del centrosinistra. La sindaca di Genova, intervenuta a Milano a margine de “Il Tempo delle Donne”, ribadisce ancora una volta di non avere intenzione di partecipare alla competizione per scegliere la futura leadership della coalizione progressista.

“L’ho detto anche in genovese, quindi non so veramente più in che lingua dirlo: io non farò le primarie”, ha spiegato Salis ai cronisti. Una risposta netta, accompagnata però anche da una battuta rivolta a chi continua a prevedere un suo ripensamento, Matteo Renzi compreso: il giorno delle eventuali primarie, ha scherzato, aspetterà chi non le ha creduto per farsi offrire “una cena di pesce a Genova”.

Salis: “Sono la sindaca di Genova, è un lavoro molto impegnativo”

La posizione della sindaca parte innanzitutto dal ruolo che ricopre oggi. “Sono la sindaca di Genova ed è un lavoro molto impegnativo”, ha ricordato, sottolineando di avere ereditato una città complessa e con numerose criticità da affrontare.

Per Salis, quindi, l’impegno amministrativo viene prima delle ipotesi sulla futura leadership nazionale del centrosinistra. “Ho bisogno di tutta la mia e la nostra attenzione”, ha spiegato, cercando ancora una volta di riportare la discussione sull’attività della sua giunta anziché sulle possibili candidature alle prossime elezioni politiche.

Non è la prima volta che utilizza parole così nette. Già nelle scorse settimane aveva risposto in modo analogo alle continue domande sulle primarie, arrivando a sostenere di non sapere più “in che lingua” spiegare di voler continuare a fare la sindaca di Genova.

Renzi continua a fare il suo nome

A mantenere aperto il caso è soprattutto Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva ha indicato più volte Silvia Salis come uno dei profili più interessanti per rappresentare l’area riformista e allargare il consenso del centrosinistra oltre i confini tradizionali dei partiti.

Renzi considera l’esperienza di Genova un possibile modello politico nazionale: una coalizione larga, costruita senza veti reciproci e capace di mettere insieme centrosinistra e area moderata. Proprio per questo ha ripetutamente citato il nome della sindaca come possibile figura in grado di federare mondi differenti.

Salis, però, continua a respingere l’investitura. E questa volta ha scelto anche l’ironia per rispondere a chi immagina che, alla fine, possa cambiare idea.

“Il giorno delle primarie mi offrirete una cena di pesce”

Incalzata proprio sulle continue dichiarazioni di Renzi, la sindaca ha scherzato con i giornalisti: il giorno delle primarie aspetterà tutti coloro che avevano sostenuto con certezza che alla fine avrebbe partecipato, così da farsi offrire una cena.

“Quel giorno aspetterò tutti quelli che hanno fatto esternazioni sul fatto che sicuramente alla fine avrei partecipato per farmi offrire una cena di pesce a Genova”, ha detto.

Una battuta che serve però a ribadire una posizione politica precisa: Salis non considera le primarie uno strumento indispensabile per individuare il candidato del centrosinistra e non intende trasformare il proprio mandato a Genova in un trampolino per una candidatura nazionale immediata.

Le perplessità di Salis sulle primarie

La sindaca non nasconde, inoltre, di avere sempre avuto dubbi sull’utilità delle primarie. “Anche da elettrice non le ho mai trovate utili”, ha spiegato, pur riconoscendo che in diverse fasi della storia del centrosinistra hanno avuto un ruolo importante nella mobilitazione degli elettori.

Salis ha infatti ricordato come siano state “un esercizio che in molti momenti ha attirato grande attenzione e grande partecipazione”. Non si tratta quindi di negare il peso avuto dallo strumento nel passato, quanto di chiedersi se oggi sia ancora la soluzione più adatta per costruire la leadership della coalizione.

La decisione finale, secondo la sindaca, spetterà comunque ai vertici delle forze politiche: “Decideranno i leader di partito cosa fare in base agli accordi che troveranno tra loro”.

Il nodo della leadership del centrosinistra

Dietro il botta e risposta tra Salis e Renzi resta aperta una questione molto più ampia: chi guiderà il centrosinistra alle prossime elezioni politiche e attraverso quale meccanismo verrà scelta la candidatura.

Nel campo progressista convivono oggi leadership e strategie differenti. Elly Schlein guida il Partito democratico, Giuseppe Conte resta il punto di riferimento del Movimento 5 Stelle, mentre Matteo Renzi insiste sulla necessità di coinvolgere un’area riformista capace di intercettare anche elettori moderati.

È proprio in questo quadro che il nome di Salis continua a circolare. La sua vittoria a Genova e il profilo da amministratrice non direttamente identificata con le dinamiche nazionali dei partiti hanno alimentato l’idea che possa diventare una figura capace di parlare a settori differenti dell’elettorato.

Per il momento, però, la risposta della diretta interessata continua a essere la stessa: nessuna candidatura alle primarie e priorità assoluta al mandato da sindaca di Genova. E per chi continua a non crederle, adesso c’è anche una promessa: la cena di pesce.

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