
L’avanzata dell’estrema destra si ferma in Svezia, senza però consegnare una vittoria netta al centrosinistra. Quando lo scrutinio non è ancora definitivo, i Socialdemocratici restano il primo partito con il 27,9%, mentre i due schieramenti sono separati da un solo seggio: 175 al centrosinistra e 174 al blocco formato dal centrodestra e dai Democratici svedesi.
Il risultato più significativo riguarda proprio la formazione guidata da Jimmie Akesson. Dopo il 20,5% ottenuto nel 2022, il partito scende al 17,7% e perde il secondo posto a favore dei Moderati del premier uscente Ulf Kristersson, saliti al 19,8%. Un arretramento che ridimensiona le ambizioni dell’ultradestra, nata alla fine degli anni Ottanta in ambienti neonazisti, ma non esclude ancora il suo possibile ingresso diretto nell’esecutivo.
Socialdemocratici primi, ma in calo
Anche per i Socialdemocratici il risultato è tutt’altro che trionfale. Il partito di Magdalena Andersson, primo in Svezia da oltre un secolo, perde terreno rispetto al 30,3% delle precedenti elezioni e ottiene il secondo peggior dato della propria storia. A sostenere il centrosinistra sono però la crescita della Sinistra radicale, sopra l’8%, e quella dei Verdi, oltre il 6%.
Andersson potrebbe quindi ricevere l’incarico di tentare la formazione di un nuovo governo, ma la strada appare complicata. Per raggiungere una maggioranza dovrebbe trovare un’intesa tra il Partito di Centro, fermo al 7,3%, e la sinistra radicale, due forze profondamente distanti. In alternativa potrebbe cercare l’astensione o il sostegno esterno dei Liberali o dei Cristianodemocratici, provando a costruire una maggioranza trasversale.
Il voto contro Akesson non basta a decidere il governo
La leader socialdemocratica aveva trasformato le elezioni in una scelta diretta tra la propria leadership e l’ingresso dell’estrema destra nel governo. Una strategia che ha frenato Akesson, senza però produrre quella vittoria larga che i sondaggi sembravano annunciare fino a poche settimane prima del voto. Il vantaggio del centrosinistra, inizialmente vicino ai dieci punti, si è progressivamente ridotto durante la campagna elettorale.
A favorire la rimonta del centrodestra sono stati anche i risultati rivendicati dal governo Kristersson nella lotta alla criminalità delle gang e nella drastica riduzione dell’immigrazione. Nel finale della campagna Andersson ha invece insistito sui rapporti tra ambienti dei Democratici svedesi e circoli vicini al Cremlino.
L’estrema destra non conquista la Svezia, ma resta abbastanza forte da condizionare il futuro politico del Paese. Soltanto i dati definitivi e i negoziati tra i partiti stabiliranno se il prossimo governo sarà guidato da Andersson o se Kristersson riuscirà a restare al potere con l’appoggio, questa volta forse diretto, di Akesson.


