
Per due mattine consecutive, qualcosa si è mosso nel cielo sopra una casa privata. Un piccolo velivolo è comparso all’improvviso, ha sorvolato la proprietà e poi è sparito senza lasciare, almeno per ora, elementi sufficienti a chiarire chi lo stesse guidando. Il primo episodio avrebbe potuto essere archiviato come una semplice circostanza casuale. Il secondo, arrivato a poche ore di distanza, ha però cambiato la percezione della vicenda.
La coincidenza temporale ha fatto scattare i primi interrogativi. Intorno alla casa c’era una recinzione che rendeva difficile osservare direttamente ciò che accadeva all’interno della proprietà. Dall’alto, invece, un drone poteva consentire di vedere tetto e giardino. E proprio nei giorni in cui Roma era concentrata su uno degli eventi più importanti dell’estate, quei voli hanno attirato l’attenzione dell’assessore coinvolto nell’organizzazione.
La vicenda riguarda Alessandro Onorato, assessore ai Grandi eventi del Comune di Roma, e si colloca nelle ore immediatamente precedenti e successive al grande concerto di Ultimo a Tor Vergata, il “Raduno degli ultimi”, che ha portato nella Capitale circa 250mila persone. Sui due episodi stanno ora indagando i carabinieri della stazione di Monte Mario, dopo la denuncia presentata dall’assessore il 6 luglio.
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Il primo drone sopra la casa
È la mattina del 4 luglio. A Tor Vergata migliaia di persone sono già raccolte in attesa del concerto. Roma è impegnata nella gestione di un evento di grandi dimensioni, con l’attenzione concentrata sull’organizzazione e sulla sicurezza.
Nella zona di via Camilluccia, intanto, Onorato nota un drone volare sopra la propria abitazione. Il dispositivo passa sopra il giardino della proprietà, protetta da una recinzione che limita la possibilità per estranei di osservare direttamente gli spazi interni.
In quel momento, però, l’assessore non attribuisce particolare importanza all’episodio. La sua attenzione è rivolta soprattutto al concerto che sta per iniziare e alla gestione del grande afflusso di pubblico. Il “Raduno degli ultimi” si conclude infatti senza problemi rilevanti sul piano organizzativo e viene considerato un appuntamento importante per dimostrare la capacità della Capitale di affrontare un evento di queste dimensioni.
Il passaggio del drone finisce così in secondo piano. Ma la situazione cambia il giorno successivo.
Il secondo avvistamento
La mattina del 5 luglio, infatti, un altro drone torna a sorvolare la casa di Onorato. Il velivolo passa nuovamente sopra il tetto e il giardino, rimanendo nell’area per alcuni minuti prima di allontanarsi.
La ripetizione dell’episodio a distanza di un giorno rende più difficile considerare quanto accaduto una semplice casualità. Secondo quanto ricostruito, inoltre, la proprietà dell’assessore non confina direttamente con altre abitazioni, circostanza che rende meno immediata l’ipotesi di un volo riconducibile a persone che vivono nelle immediate vicinanze.
È a quel punto che iniziano a emergere interrogativi sul motivo di quei due sorvoli. La collocazione temporale è uno degli elementi che hanno attirato l’attenzione: il primo episodio si verifica il giorno del concerto, prima dello spettacolo, mentre il secondo arriva il giorno successivo.
Onorato decide quindi di rivolgersi alle forze dell’ordine. Il 6 luglio presenta una denuncia ai carabinieri della stazione di Monte Mario, dando il via agli accertamenti per identificare chi abbia pilotato i due droni e comprendere le ragioni dei sorvoli.

Le indagini sui droni
I militari hanno avviato un’indagine per ricostruire quanto accaduto e verificare se tra i due episodi esista effettivamente un collegamento. Al momento, però, non risultano immagini che consentano di individuare con certezza il pilota o di stabilire quale fosse l’obiettivo dei voli.
Proprio l’assenza di elementi decisivi lascia aperte diverse possibilità. Tra le ipotesi considerate c’è quella che dietro i sorvoli possa esserci stato un paparazzo interessato a ottenere immagini della proprietà dell’assessore. Ma, allo stato degli accertamenti, non viene esclusa neppure la possibilità che qualcuno fosse interessato a raccogliere informazioni legate all’organizzazione dell’evento.
Non ci sono però, al momento, elementi che permettano di attribuire i voli a una specifica persona o di stabilire con quale finalità siano stati effettuati. Saranno quindi gli accertamenti dei carabinieri a dover chiarire la natura dei due episodi.
La vicenda resta così un giallo sui droni, nato proprio nei giorni del grande concerto di Ultimo a Tor Vergata. Due avvistamenti ravvicinati, la stessa abitazione sorvolata e una coincidenza temporale che ha spinto l’assessore a presentare una denuncia. Ora spetta agli investigatori ricostruire il percorso dei velivoli, individuare chi li abbia controllati e soprattutto capire perché abbiano sorvolato la casa di Onorato proprio in quelle giornate.


