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Salvini rilancia il nucleare: “Mi piacerebbe che Milano avesse un reattore”

Pubblicato: 14/09/2026 14:20

Matteo Salvini rilancia il nucleare e porta il tema direttamente dentro la futura campagna elettorale per Milano. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, intervenendo a margine dell’evento “Sovranità energetica e competitività”, ha spiegato di essere da sempre un convinto sostenitore dell’energia atomica e ha annunciato di voler chiedere ai prossimi candidati sindaci del capoluogo lombardo di prendere posizione.

Sono un nuclearista convinto”, ha detto il leader della Lega. “Siamo circondati da Paesi che hanno reattori nucleari e chiederò ai prossimi candidati sindaci di Milano di confrontarsi sul tema”. Poi il passaggio più netto: “Da milanese mi piacerebbe che Milano fosse la prima città ad avere un reattore nucleare”.

Salvini: “Milano deve dire sì o no al futuro”

Per Salvini il nucleare deve diventare uno dei temi del confronto politico in vista delle prossime elezioni comunali. “Penso che i prossimi candidati sindaci e le prossime squadre dovranno dire ai milanesi se Milano dice sì o no al futuro”, ha aggiunto il vicepremier.

Il messaggio è chiaro: il leader del Carroccio vuole trasformare la questione energetica in un terreno di confronto tra le diverse forze che si contenderanno Palazzo Marino. Non soltanto quindi trasporti, sicurezza, casa e sviluppo urbano, ma anche il ruolo che Milano potrebbe avere nella futura strategia energetica nazionale.

La dichiarazione non equivale naturalmente all’annuncio di un progetto già definito. Non esiste al momento un sito individuato né un piano operativo per costruire un reattore nucleare a Milano, e qualunque eventuale scelta richiederebbe procedure autorizzative, valutazioni tecniche e ambientali e un quadro normativo nazionale pienamente operativo.

Il ritorno del nucleare nel dibattito italiano

Le parole di Salvini arrivano mentre il tema del nucleare è tornato stabilmente nell’agenda politica italiana. Il Parlamento sta infatti esaminando il disegno di legge delega del governo sulla energia nucleare sostenibile, approvato dalla Camera il 4 giugno 2026 e successivamente trasmesso al Senato.

Il testo affida al governo il compito di definire una nuova disciplina per la produzione e l’utilizzo di energia nucleare in Italia, inserendola nel quadro degli obiettivi di decarbonizzazione, sicurezza energetica e contenimento dei costi per famiglie e imprese.

La norma riguarda anche la possibile costruzione di una filiera nazionale ed europea del settore, la gestione del combustibile, lo smantellamento degli impianti esistenti, i rifiuti radioattivi e lo sviluppo della ricerca sulla fusione.

Il governo punta sul nucleare di nuova generazione

La strategia dell’esecutivo non è orientata alla semplice riproposizione delle grandi centrali tradizionali del passato. Nel dibattito politico si parla soprattutto di reattori modulari di piccola taglia e tecnologie nucleari di nuova generazione, considerate potenzialmente più flessibili e più facili da integrare nei sistemi energetici.

È su questo tipo di impianti che la maggioranza punta per riportare progressivamente l’Italia all’interno della produzione nucleare dopo i referendum che avevano portato alla chiusura delle centrali esistenti.

Il percorso resta comunque complesso. Oltre alla definizione normativa, serviranno criteri precisi per la localizzazione degli impianti, sistemi di sicurezza, autorizzazioni, gestione delle scorie e consenso dei territori interessati.

Perché Salvini insiste sulla competitività

Il vicepremier lega il ritorno al nucleare soprattutto alla questione della competitività industriale. Uno dei problemi più frequentemente denunciati dalle imprese italiane è infatti il costo dell’energia, particolarmente pesante per i settori ad alta intensità energetica.

Secondo i sostenitori dell’atomo, una quota stabile di produzione nucleare potrebbe contribuire nel lungo periodo a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili importati e a garantire una maggiore continuità della produzione elettrica.

I critici sottolineano invece i costi iniziali molto elevati degli impianti, i tempi di realizzazione, il problema dei rifiuti radioattivi e la necessità di valutare se le nuove tecnologie possano diventare economicamente competitive rispetto alle fonti rinnovabili e ai sistemi di accumulo.

Milano come simbolo della sfida energetica

La scelta di citare proprio Milano non è casuale. Salvini la presenta come una città capace di diventare un simbolo della modernizzazione energetica del Paese, trasformando un tema nazionale in una questione direttamente legata alla futura amministrazione comunale.

Resta però da capire quale potrebbe essere concretamente il ruolo di un Comune in un eventuale progetto nucleare. Le decisioni su localizzazione, autorizzazioni e sicurezza dipenderebbero infatti in larga parte da governo, Parlamento, autorità tecniche e organismi di controllo, mentre l’amministrazione locale avrebbe comunque un peso politico e territoriale molto significativo.

La proposta è quindi, almeno per ora, soprattutto politica: costringere i candidati sindaci a dichiarare se considerano il nucleare una tecnologia da escludere oppure una possibile componente del futuro energetico della città e del Paese.

Il nucleare entra nella campagna per Milano

Con questa uscita Salvini anticipa dunque uno dei temi che potrebbero accompagnare la prossima corsa a Palazzo Marino. Il leader della Lega prova a legare sovranità energetica, competitività industriale e innovazione tecnologica a una battaglia che da anni porta avanti anche a livello nazionale.

La discussione è destinata ad accendersi. Milano è una delle città simbolo della transizione ecologica e delle politiche ambientali italiane, ma è anche il cuore economico e produttivo del Paese. Proprio per questo il confronto tra nucleare, rinnovabili, costi dell’energia e sicurezza degli approvvigionamenti potrebbe diventare uno dei dossier più divisivi della prossima stagione politica.

Per Salvini, però, il punto è già definito: Milano deve essere chiamata a scegliere se aprire o meno la porta al nucleare di nuova generazione.

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Ultimo Aggiornamento: 14/09/2026 14:28

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