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Fine dell’austerity da pandemia: Papa Leone cancella la stretta agli stipendi vaticani

Pubblicato: 14/09/2026 14:50

Quando le dinamiche finanziarie del piccolo Stato d’oltretevere incrociano le scelte di governo della Chiesa, ogni singola decisione papale diventa un segnale chiarissimo per migliaia di famiglie e lavoratori. Tra le severe politiche di rigore introdotte durante anni segnati da emergenze globali e un ritrovato bilancio in attivo che spinge verso nuove prospettive di stabilità, le stanze vaticane tornano a respirare una stagione di profondo rinnovamento. Un cambio di passo atteso da tempo, fatto di norme mirate, concessioni sociali e una visione economica riorganizzata, che segna ufficialmente l’inizio di una fase del tutto inedita per le casse pontificie.

Papa Leone XIV cancella le “misure di contenimento salariale” che papa Francesco aveva adottato nel 2021 per affrontare, evitando i licenziamenti, sia il deficit strutturale che il calo di introiti causato dalla pandemia di Covid. Con un motu proprio pubblicato oggi, il Pontefice nato a Chicago dispone che quelle misure «che furono necessarie anche per far fronte all’eccezionale sfida della pandemia» possono ora essere ampiamente superate.

A colpire il bilancio fu soprattutto la prolungata chiusura dei Musei vaticani, che garantiscono 150 milioni di euro all’anno. Se Jorge Mario Bergoglio si impegnò per ridurre il passivo, Robert Francis Prevost ha visto le finanze migliorare fino al surplus dell’ultimo bilancio, con la regia di Maximino Caballero Ledo, segretario per l’Economia.

Il nodo degli scatti salariali e il superamento del rigore

La stretta del 2021 con il testo “Un futuro sostenibile” aveva tagliato le retribuzioni dei cardinali del 10%, dei capi dicastero dell’8% e di sacerdoti e religiosi del 3%. Ai dipendenti laici di livello più alto era stato congelato lo scatto di anzianità biennale, scatenando le proteste dell’associazione dipendenti laici vaticani (Adlv), attesa nei prossimi giorni in udienza.

Ora papa Leone chiarisce che la revoca non è retroattiva: restano «salvi, in via definitiva, gli effetti prodotti nel periodo della sua vigenza, ivi compresi gli effetti prodotti dalla sospensione della maturazione degli scatti biennali di anzianità». Il Papa si dice certo che «le Istituzioni della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano proseguiranno, con strumenti diversi, nell’impegno di garantire la sostenibilità economica».

Il Pontefice aveva già parzialmente ammorbidito il regime salariale il 16 giugno 2025 introducendo cinque giorni di permesso retribuito per la nascita dei figli e tre giorni mensili per i genitori di ragazzi con disabilità, oltre al ripristino del bonus da 500 euro sospeso dai tempi delle dimissioni di Benedetto XVI. La nuova normativa è in vigore dal primo settembre.

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