
Una giostra di emozioni a San Siro regala otto reti, una rimonta pirotecnica e una vittoria pesantissima per l’Inter, che supera l’Udinese 5-3 al termine di novanta minuti folli. Nonostante le pesanti assenze di Lautaro Martinez a riposo e di Calhanoglu bloccato da un affaticamento agli adduttori, i nerazzurri rispondono al successo della Roma sul Torino, proiettandosi a vele spiegate verso lo scontro diretto di sabato prossimo che varrà il primato solitario in classifica.
L’avvio di gara per la squadra di Chivu si trasforma tuttavia in un autentico incubo, rievocando i fantasmi delle ultime uscite difensive tra Real Madrid e Napoli. Al 9′ James Abankwah approfitta dell’amnesia della retroguardia di casa e incorona al volo su cross di Unai Gomez; poi, al 16′, una grave indecisione di Diouf spalanca la strada a Davis, il cui pallone viene spinto in rete da Ekkelenkamp complice un’ennesima incertezza di Pepo Martinez. Un doppio blackout da brividi che fa calare il gelo su San Siro.
Mentre il pubblico fischia per le perdite di tempo di Okoye e la tensione sale alle stelle in panchina — sfociata nel rosso diretto per Kolarov, vice di Chivu —, i nerazzurri trovano la scossa d’orgoglio grazie ai propri singoli. Al 26′ ci pensa Carlos Augusto a riaprire la contesa con una terribile sventola di mancino da fuori area, recuperando immediatamente il pallone senza neppure festeggiare per accelerare i tempi della rimonta.
Il pareggio porta la firma del trascinatore morale di giornata: Nicolò Barella, con la fascia di capitano al braccio, concretizza una manovra avvolgente avviata dall’asse Pio-Thuram. Dopo un primo contrasto in cui cade a terra, il centrocampista azzurro si rialza da leone e trafigge Okoye per il definitivo 2-2 prima dell’intervallo, mandando in tilt la difesa a tre allestita da Runjaic.
Nella ripresa l’Inter rientra con la bava alla bocca e spinge a pieno organico, beneficiando dell’ottima regia di Piotr Zielinski e dell’inesauribile lavoro sulla trequarti. Al 58′ arriva il sorpasso firmato da Marcus Thuram: una devastante accelerazione sulla corsia laterale targata Diouf imbecca il francese, spietato nel firmare il tris che fa letteralmente esplodere il Meazza.
Non mancano però le note stonate nell’infermeria nerazzurra: il neoacquisto John Stones, schierato titolare per la prima volta al centro della difesa, è costretto a chiedere il cambio forzato per un problema muscolare tra gluteo e adduttore. Ciò nonostante, l’Inter non sbanda e al 67′ cala la quaterna con Pio Esposito, impeccabile nel capitalizzare uno splendido assist di Zielinski.
La festa degli attaccanti nerazzurri si completa nel finale con l’ingresso del subentrato Ange-Yoan Bonny, autore del quinto gol che sembra chiudere definitivamente la pratica. Unico neo della serata resta la tenuta difensiva nel recupero, dove un ritardo nelle uscite del portiere Martinez permette a Gueye di fissare il punteggio sul 5-3 al 91′, confermando che dietro c’è ancora da lavorare per la banda Chivu.
Con ben sei gol incassati in tre gare, la fase difensiva resta un campanello d’allarme da non sottovalutare, ma la reazione caratteriale e la qualità del reparto avanzato certificano la fame dell’Inter. In attesa di capire le condizioni di Calhanoglu e Stones, la testa è già proiettata al big match contro la Roma: una sfida stellare dove in palio ci sarà il trono della Serie A.


