
Incubo ad occhi aperti I primi istanti sono scivolati via con la stessa assurda irrealtà dei sogni peggiori, quelli da cui si cerca disperatamente di svegliarsi. Invece, la brutale aggressione subita all’alba in zona Porta Romana a Milano era tragicamente vera. Luca Burini, direttore della celebre rivista Novella 2000, ha deciso di raccontare a dieci giorni di distanza la sua terribile esperienza, intervenendo come ospite nel salotto televisivo di La volta buona su Rai 1.
L’incontro inaspettato Tutto è iniziato mentre il giornalista stava camminando verso la fermata del tram per fare ritorno a casa. Dopo aver inviato un veloce messaggio sul telefono, Burini ha notato tre giovani sulla ventina che attraversavano la strada nella sua direzione. Nonostante la consuetudine di evitare gruppi sospetti durante le ore notturne o al mattino presto, valutando la situazione e la posizione dei ragazzi, ha deciso di proseguire dritto per la sua strada per non insospettirli.
L’incubo della trappola La scusa banale della richiesta di una sigaretta si è rivelata subito il pretesto per far scattare la trappola. In pochissimi secondi, il direttore si è ritrovato spinto contro il muro, braccato da un aggressore frontale e due ai lati. Quello che inizialmente sembrava essere un tentativo di rapina si è trasformato istantaneamente in una violenza inaudita e del tutto priva di motivazioni logiche.

Raffica di colpi Senza alcuna spiegazione, contro la sua faccia è partito un primo violentissimo pugno sul naso, seguito subito dopo da una spaventosa tempesta di pugni. I segni dell’aggressione sono rimasti ben evidenti sul volto della vittima anche a distanza di giorni: labbra tagliate, lesioni interne alla bocca e una prolungata difficoltà persino nell’alimentarsi normalmente durante le giornate successive all’accaduto.
La prima fuga Cogliendo un attimo di esitazione nella furia dei picchiatori, Burini è riuscito con un gesto disperato a spingere uno dei tre e tentare la fuga. La corsa si è interrotta quasi subito, poichè il giornalista è stato fatto cadere a terra di faccia, ma con un calcio è riuscito a divincolarsi di nuovo e a rialzarsi, tentando persino di richiamare l’attenzione di un tram in transito sperando che il mezzo si fermasse per mettere in fuga i delinquenti.
Inseguimento mozzafiato Fallito il tentativo di salire sul mezzo pubblico, è iniziato un frenetico inseguimento a perdifiato lungo le vie milanesi. Uno dei ragazzi ha provato a trattenere la vittima afferrandolo per i vestiti, ma la camicia strappata ha permesso al direttore di liberarsi dalla presa e proseguire la corsa verso la salvezza, mentre uno del branco gridava ormai di rinunciare all’inseguimento.
L’arrivo dei soccorsi La folle corsa è terminata soltanto quando Burini ha incrociato un passante, chiedendogli un aiuto immediato per contattare le forze dell’ordine. Solo dopo essersi messo al sicuro e aver avviato le chiamate al 112, ai familiari e agli amici, la reale dimensione del pericolo e la paura tremenda hanno finalmente preso il sopravvento sulla carica di adrenalina.
Sangue e razionalità Successivamente sono arrivate le cure mediche al pronto soccorso, le dimissioni e la formale denuncia ai carabinieri. Riflettendo sulla dinamica, il giornalista ha spiegato che proprio la fredda razionalità nel mantenere il controllo visivo e mentale gli ha permesso di individuare la via di fuga e salvarsi la vita, tenendo temporaneamente a freno l’impatto psicologico dell’evento.
La voglia di vivere In un’anticipazione pubblicata sui canali social di Novella 2000, la testata racconterà nel dettaglio questa storia di violenza gratuita, dettata unicamente da una cieca fame di sangue. Nonostante l’amaro sapore del sangue ancora presente e le cicatrici visibili, Luca Burini ha espresso con fermezza la volontà di non cedere al trauma e di non lasciare che tre criminali condizionino il suo futuro.


