
Nuova convocazione in questura nell’ambito delle indagini sulla morte di Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, madre e figlia morte dopo essere state avvelenate con la ricina a Pietracatella, in provincia di Campobasso. Gli investigatori della squadra mobile hanno ascoltato nuovamente l’infermiere, amico della famiglia Di Vita, che il 26 dicembre scorso era intervenuto nella loro abitazione per effettuare alcune flebo.
L’uomo era già stato sentito dagli investigatori nel maggio scorso e la sua nuova convocazione è arrivata a sorpresa dopo gli interrogatori degli ultimi giorni. In precedenza erano state ascoltate Laura e Loredana, due cugine di Gianni Di Vita, e Monia, la professoressa amica dell’uomo. Tutte, al momento, risultano persone informate sui fatti.
L’intervento nella casa della famiglia
L’infermiere era intervenuto il 26 dicembre, giorno in cui Antonella e la figlia erano state dimesse dall’ospedale. Le loro condizioni, però, erano ancora molto precarie e per questo era stato chiesto all’uomo di raggiungerle a casa e aiutarle a reidratarsi attraverso alcune flebo. La sua presenza era avvenuta, secondo quanto riferito agli investigatori, davanti ad altre persone.
Durante la prima audizione, l’infermiere aveva descritto le condizioni delle due donne. La ragazza, secondo il suo racconto, appariva “delirante”, mentre la madre Antonella “quasi non parlava”. L’uomo aveva spiegato di essersi limitato a eseguire la procedura e aveva escluso che durante la somministrazione potesse essersi verificato un problema o una contaminazione.
Le flebo e il nodo delle indagini
L’infermiere aveva riferito che le flebo erano contenute in confezioni chiuse e che lui aveva operato alla presenza di testimoni. La sua versione era quindi quella di un intervento esclusivamente finalizzato a cercare di migliorare le condizioni delle due donne, che stavano molto male dopo il ritorno a casa dall’ospedale.
La nuova convocazione si inserisce in una fase dell’inchiesta nella quale gli investigatori stanno ricostruendo nuovamente i rapporti e gli ultimi giorni della famiglia Di Vita. L’obiettivo è chiarire la dinamica che ha portato alla morte di madre e figlia, individuando l’origine dell’esposizione alla ricina e ricostruendo gli eventi che hanno preceduto il loro decesso.


