
Spasmi improvvisi, svenimenti, perdita di sensibilità e infine la paralisi completa di un braccio. Per Lauren Papadopoulos Green, giovane inglese che all’epoca viveva a Cipro, quei sintomi apparentemente scollegati hanno rappresentato l’inizio di un lungo percorso medico. Aveva appena 18 anni quando, nel 2012, gli accertamenti hanno portato alla scoperta di un tumore cerebrale. Dopo un delicato intervento chirurgico sembrava che l’incubo fosse finalmente finito. Dieci anni dopo, però, una risonanza di controllo ha riportato tutto al punto di partenza.
I primi segnali erano arrivati in modo improvviso. «Una sera il mio braccio sinistro ha cominciato ad avere spasmi», ha raccontato Lauren a Newsweek, ricordando un episodio rimasto impresso nella sua memoria: uno scatto incontrollato del braccio le fece rovesciare il cibo addosso al fratello minore. Inizialmente la ragazza non pensò a qualcosa di grave, ma quegli episodi cominciarono a diventare sempre più frequenti.
Gli spasmi non rimasero confinati a un solo arto. Con il passare del tempo coinvolsero anche l’altro braccio e le gambe, provocando situazioni imprevedibili anche nella vita quotidiana. «Ricordo di essere stata seduta in classe e di aver accidentalmente dato un calcio alla persona davanti a me», ha raccontato Lauren, spiegando che lo scatto involontario della gamba era stato completamente fuori dal suo controllo.

Poi arrivarono anche svenimenti e alterazioni della sensibilità. Persino un gesto banale come fare il bagno poteva trasformarsi in un rischio: Lauren racconta di non riuscire a percepire correttamente la temperatura dell’acqua e di essersi più volte scottata o di aver perso conoscenza nella vasca. Sintomi che, col senno di poi, rappresentavano segnali importanti di un problema neurologico ancora da identificare.
La situazione precipitò nel febbraio 2013, proprio nel giorno del suo diciottesimo compleanno, quando il braccio destro si paralizzò completamente. Dopo tre giorni, il padre accompagnò Lauren dal medico di base, che dispose ulteriori accertamenti. Una risonanza magnetica permise finalmente di individuare la massa e arrivare alla diagnosi: uno schwannoma, un tumore che origina dalle cellule di Schwann, coinvolte nella formazione della guaina che riveste i nervi.
Gli schwannomi sono generalmente tumori a crescita lenta e spesso benigni, anche se la loro posizione e le strutture nervose coinvolte possono determinare sintomi importanti. Nel caso di Lauren, la massa richiese un intervento chirurgico particolarmente delicato. La giovane ricorda di aver affrontato l’operazione con la consapevolezza dei rischi: «Mi era stato detto che se il tumore non mi avesse ucciso, l’operazione lo avrebbe fatto». Contro ogni previsione, però, l’intervento riuscì e Lauren si riprese completamente.
Per circa dieci anni la vita sembrò tornare alla normalità. Poi, nel gennaio 2023, una nuova risonanza di controllo ha portato una notizia che Lauren non avrebbe mai voluto ricevere: il tumore era ricomparso. La recidiva ha rappresentato un nuovo, pesantissimo colpo psicologico. «Ci sono voluti molta terapia e molto lavoro per ritrovare me stessa a livello mentale», ha raccontato.
La giovane ha quindi deciso di non ignorare i propri dubbi e ha insistito per sottoporsi a ulteriori controlli, nonostante inizialmente le fosse stato suggerito di attendere. Gli esami successivi hanno mostrato, secondo il suo racconto, che la massa era in crescita. «Avrei potuto morire dieci anni prima a causa dello stesso tumore e non ero disposta a rischiare di arrivare di nuovo a quel punto», ha spiegato Lauren, determinata a ottenere un quadro più preciso della situazione.
Oggi Lauren è sottoposta a stretto monitoraggio medico, mentre viene definito il percorso terapeutico più adatto. Nel frattempo ha lasciato il lavoro in azienda per dedicarsi alla divulgazione sui social, soprattutto su TikTok, dove racconta la propria esperienza e invita i giovani a prestare attenzione ai segnali del corpo. «Voglio essere la persona di cui la Lauren diciottenne aveva bisogno», dice. Il suo messaggio è semplice: non ignorare ciò che cambia nel proprio corpo e chiedere un parere medico quando qualcosa non convince.


