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“Proiettile e minacce”. Governo Meloni, la scoperta shock: “Vigliacchi”

Pubblicato: 17/09/2026 12:17

Una busta contenente un proiettile e una lettera con frasi minatorie è stata recapitata nei giorni scorsi al Ministero dell’Istruzione, a Roma, ed era indirizzata al ministro Giuseppe Valditara. La vicenda è stata denunciata ai carabinieri il 16 settembre e sul caso sono ora in corso le indagini per ricostruire la provenienza del plico e individuare il responsabile.

La notizia ha provocato immediate reazioni nel mondo politico e istituzionale. Numerosi esponenti delle istituzioni hanno espresso solidarietà al ministro, condannando il contenuto della busta e sottolineando la gravità di un gesto intimidatorio rivolto a un rappresentante del governo.
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La busta arrivata al ministero

Il plico è stato recapitato presso la sede del ministero in Viale Trastevere, a Roma. All’interno sono stati trovati un proiettile e una lettera contenente minacce rivolte a Valditara.

La denuncia è stata presentata il 16 settembre ai carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti. Spetterà agli investigatori ricostruire tutti i passaggi della vicenda e cercare di risalire a chi abbia spedito la busta.

Al momento, dunque, l’elemento centrale dell’indagine è rappresentato dal materiale contenuto nel plico e dalle modalità con cui è stato fatto arrivare al ministero. Gli accertamenti dovranno chiarire l’origine della lettera e l’identità dell’autore delle minacce.

La solidarietà di Giorgia Meloni

Tra i primi messaggi di solidarietà è arrivato quello della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che ha espresso vicinanza a Valditara anche a nome dell’intero governo.

“Esprimo la mia piena solidarietà e quella del Governo al ministro Giuseppe Valditara per le gravi minacce ricevute. Un proiettile e una lettera minatoria sono vili atti intimidatori che non possono trovare spazio in una democrazia”.

La premier ha quindi definito il contenuto della busta un atto di intimidazione, ribadendo la necessità di condannare episodi di questo tipo.

Anche il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha manifestato solidarietà al collega, assicurando che le minacce non fermeranno il suo lavoro.

“Nessuna minaccia e nessuna intimidazione fermeranno il suo lavoro. Avanti, Giuseppe!”.

Le reazioni delle istituzioni

La vicenda ha raccolto numerose prese di posizione anche da parte di altri esponenti del governo e delle istituzioni.

Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha espresso la propria solidarietà a Valditara e si è detto convinto che il ministro non si lascerà intimidire.

“Non si farà intimidire”, ha affermato Tajani, aggiungendo che “la nostra azione di governo non verrà fermata con le minacce e la violenza”.

Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha definito l’episodio “spregevole”.

Vicino a Valditara anche il presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana, mentre il presidente del Senato Ignazio La Russa ha espresso solidarietà al ministro e auspicato che i responsabili possano essere individuati rapidamente.

“Che gli autori di questo gesto possano essere rapidamente individuati dagli organi competenti”, ha auspicato La Russa.

È intervenuta anche la ministra dell’Università Anna Maria Bernini, che ha ribadito la distinzione tra il diritto al dissenso e gli atti intimidatori.

“Il dissenso è libero la critica legittima l’intimidazione e la violenza non lo saranno mai, la mia solidarietà al ministro Valditara per le gravi minacce ricevute”.

Le indagini dei carabinieri

Ora saranno gli investigatori a dover ricostruire l’origine della busta e a cercare di identificare chi l’abbia spedita. La denuncia presentata il 16 settembre ha dato avvio agli accertamenti sul contenuto del plico e sulle circostanze della sua consegna.

La presenza di un proiettile insieme a una lettera contenente minacce rende l’episodio particolarmente delicato. Per il momento, tuttavia, gli elementi disponibili sono quelli relativi al ritrovamento della busta e alla successiva denuncia.

Mentre le indagini proseguono, la vicenda ha raccolto una risposta compatta da parte delle istituzioni e di numerosi esponenti politici. Il punto centrale resta ora l’identificazione dell’autore delle minacce a Giuseppe Valditara e la ricostruzione delle modalità con cui il plico è arrivato negli uffici del Ministero dell’Istruzione.

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