
Un sofferente Giorgetti insieme al governo annuncia che non potendo abbassare l’Irpef, come promettono sempre le coalizioni di cemtrodestra, ci ha almeno tolto il bollo auto, circa 300 euro annui. Se avesse ridotto le accise sulla benzina gli saremmo stati grati, visto che sono tra le più alte al mondo, ma d’altra parte abbiamo contribuito ad uccidere Mattei, come si evince dal libro Lampi sull’Eni, che voleva renderci autonomi dal punto di vista energetico, quindi ben ci sta.
Trump dichiara di dare 5.000 euro ad americano, ma lui è ricco, Giorgia non ci da nulla, ma ci leva, per i pochi che lo pagano, visto l’alto contenzioso, il bollo per 300 euro. Una somma del genere verrà scordata da un elettorato dotato di labile memoria in tre mesi. Quindi perché fare una legge elettorale del genere oggi?
Perché la Meloni si sta preparando al voto anticipato, forse a gennaio, auspicando che la legge elettorale che porta il suo nome, il melonellum, venga affossata. Da cui il voto immediato, con o senza fiducia alla Camera.
Non molti mesi fa temeva che il vecchio Rosatellum la portasse al pareggio, da cui la nuova legge, oggi sul pareggio ci metterebbe la firma, cosa che le consentirebbe, con i collegi maggioritari del rosatellum, di frenare il generale Vannacci. Prima aveva un consenso superiore al 30 e sognava in grande, oggi un risicato pareggio, o una minima sconfitta, le consentirebbe di restare in gioco, e avere le carte per concordare la prossima decisiva scelta del presidente della Repubblica. Se arriva ad aprile, a meno di stop della Corte Costituzionale, Vannacci sarà probabilmente già al 12%, e se rimane fuori coalizione, cosa che lo avvantaggerebbe parecchio, il centrosinistra fa all in.
Da cui l’esigenza di votare a gennaio diventa ultra necessaria, anche se non sufficiente. Inoltre il vecchio maggioritario gli consentirebbe di avere ancora una coalizione, seppur ridotta, il proporzionale farebbe solo litigare mortalmente fra loro i suoi capponi. Un romano più romano e sapiente di lei, Giulio Andreotti, diceva meglio tirare a campare che tirare le cuoia, e qualcuno forse le ha fatto capire che restare ancora a Chigi gli potrebbe essere ferale. Andreotti, sette volte presidente del consiglio, non stava li a dispetto dei Santi, e i Santi a Roma sono importanti, e sapeva quando lasciare, per poi dopo tornare. Quindi voto presto, prestissimo, e a gennaio, mese di scadenza del bollo auto, potrà dire ricordatevi di me.


