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Pontida, Salvini annuncia il congresso straordinario. Attacco a Repubblica: “Vergogna”

Pubblicato: 20/09/2026 14:42

Oltre cinque minuti di applausi, poi il coro «Matteo, Matteo» e subito dopo «C’è solo un capitano». È l’accoglienza riservata a Matteo Salvini sul palco di Pontida. Il segretario della Lega, in t-shirt bianca, porta una mano sul cuore e indica la folla in segno di ringraziamento. «Grazie, è già difficile parlare, me lo rendete ancor più complicato», dice prima di iniziare. Ma la vera notizia arriva pochi istanti dopo: Salvini annuncia la convocazione di un congresso straordinario della Lega a ottobre, mettendo direttamente sul tavolo anche la sua leadership.

«Domani convocherò il consiglio federale della Lega a Milano e proporrò nel mese di ottobre di convocare un congresso straordinario della Lega per decidere insieme, ma poi rilanciare uniti e compatti», annuncia dal palco. L’obiettivo dichiarato è quello di chiudere la stagione delle divisioni interne, dopo settimane di tensioni tra la leadership nazionale e una parte della componente nordista. Alla vigilia del suo intervento, a Pontida erano emerse anche posizioni differenti tra i militanti, con magliette a sostegno del segretario e altre che ne chiedevano le dimissioni.

Salvini sceglie quindi di rivolgersi direttamente alla base. «Non meritate che ci siano divisioni, non voglio divisioni, voglio unità, serenità, determinazione, idee chiare e compattezza», scandisce. E sul congresso spiega: «Torno al congresso per chiedere se ho la fiducia della mia famiglia e lo chiederò alzata di mano». Poi aggiunge: «Sono pronto a offrire la mia vita per i miei figli e per voi». Il passaggio segna così un momento importante nel confronto sulla guida del partito, con Salvini che affida alla futura assise il compito di verificare il consenso della base.

Il segretario avverte però anche chi, dopo il congresso, dovesse riaprire le polemiche. «La prima voce fuori posto» che danneggiasse il lavoro dei militanti, sostiene, «dovrà spiegare perché continua a fare regali alla sinistra». E poco prima aveva attaccato chi, a suo giudizio, utilizza il partito per alimentare scontri personali: «Certa gente senza dignità non può avere parola dove c’è l’Alberto da Giussano, certa gente è solo a caccia di poltrone e non le troverà a casa nostra». Il messaggio è netto: prima l’unità della Lega, poi il confronto interno.

Sul fronte della sicurezza, Salvini porta a Pontida una richiesta già sostenuta dalla Lega nei giorni precedenti: arrivare a 10mila militari impiegati nelle città nell’ambito di Strade Sicure. «Chiedo il vostro mandato per portare sul tavolo degli alleati 10mila militari armati e addestrati a portare sicurezza nelle nostre città. Si può fare subito», afferma. La proposta era stata rilanciata pochi giorni prima anche dalla Lega lombarda, che aveva chiesto al governo di aumentare il numero dei militari e rafforzare i presidi nelle città e nelle stazioni.

Altro capitolo è quello della legittima difesa. Salvini dedica un passaggio a Mario Roggero, il gioielliere condannato e detenuto, e annuncia di voler intervenire sulla disciplina attuale. «Il mio pensiero va a un lavoratore italiano che in questa domenica non è a casa, ma in un carcere», dice. Poi la proposta: «Estendere il concetto di legittima difesa: chiunque aggredisca a mano armata deve sapere che la sua vita è a rischio». Una posizione che il leader leghista lega alla sua più ampia agenda sulla sicurezza.

Dal palco arriva anche un’indicazione per la politica milanese. Salvini guarda alle prossime sfide amministrative e indica pubblicamente Silvia Sardone come il nome che vorrebbe alla guida di Milano: «Da milanese spero dall’anno prossimo di essere amministrato da un sindaco che conosce la sua città quartiere per quartiere, strada per strada, casa popolare per casa popolare. E questo sindaco non può che chiamarsi Silvia Sardone». È uno dei passaggi con cui il segretario porta la sua agenda politica oltre i confini del tradizionale appuntamento leghista di Pontida.

Una parte consistente del discorso è poi dedicata alla stampa. Salvini contesta alcune ricostruzioni sulla partecipazione al raduno e attacca in particolare un articolo del Foglio, che a suo dire avrebbe descritto il pratone come vuoto e definito «mercenari» i partecipanti. «Sciacquatevi la bocca quando parlate della Lega di Pontida», dice rivolgendosi ai giornalisti. Dalla folla parte quindi il coro «Vergogna, vergogna». Il tema delle divisioni interne, intanto, resta sullo sfondo: proprio alla vigilia del discorso di Salvini, le cronache avevano raccontato una Lega attraversata da sensibilità differenti e da richieste di rinnovamento.

In chiusura, Salvini torna alla parola chiave della giornata: unità. «Si vince uniti e la Lega è e sarà più unita che mai», afferma, legando il futuro del partito al congresso straordinario annunciato per ottobre. Poi la frase che chiude il suo intervento e riassume il messaggio rivolto alla base e all’esterno: «La Lega non ha padroni e non è in vendita». Il prossimo appuntamento, ora, sarà il Consiglio federale convocato a Milano, primo passaggio verso il congresso che dovrà affrontare il nodo della leadership e delle diverse anime del Carroccio.

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