
Una decisione destinata a far discutere e a segnare uno spartiacque nella storia di uno dei movimenti religiosi più chiusi al mondo. Per la prima volta gli oltre nove milioni di Testimoni di Geova nel mondo potranno donare e ricevere trasfusioni di componenti del sangue. La notizia è stata diffusa con un video ufficiale pubblicato sui siti del movimento e tradotto in diverse lingue, dal titolo “Aggiornamento dal Corpo Direttivo n. 6 (2026)”. Cade così, almeno in parte, uno dei divieti più controversi e dolorosi, quello che per decenni ha impedito cure mediche e interventi chirurgici fondamentali.
La svolta annunciata dal Corpo Direttivo
Ad annunciare il cambiamento è stato Geoffrey Jackson, membro del Corpo Direttivo, l’organo al vertice dei Testimoni di Geova. In un lungo video messaggio, Jackson ha spiegato che ci sono importanti aggiornamenti in relazione alla posizione riguardo ai componenti del sangue. Dopo aver ribadito che per i fedeli la vita e il sangue restano sacri, ha giustificato l’apertura con i progressi in campo medico e scientifico che avrebbero fatto sorgere molte domande all’interno delle congregazioni di tutto il mondo. Un cambiamento che arriva dopo anni di pressioni, drammi familiari e battaglie legali negli ospedali.
Cosa cambia davvero per i fedeli
La novità è di portata enorme. D’ora in avanti ogni cristiano potrà decidere secondo la propria coscienza se ricevere globuli rossi, globuli bianchi, plasma e piastrine ricavati dal sangue di un’altra persona. Allo stesso modo, ogni fedele potrà scegliere se donare il proprio sangue, a patto che venga usato solo per ricavarne componenti o frazioni destinate ad altri. Resta invece, e questo è il punto fermo ribadito più volte, il rifiuto delle trasfusioni di sangue intero da donatore. Il divieto di ricevere sangue intero rimane invariato, come da tradizione religiosa, ma si apre finalmente la porta a tutte le sue componenti principali.
Il Corpo Direttivo ha motivato la svolta con una nuova interpretazione teologica. Secondo quanto spiegato da Jackson, la Bibbia non dice nulla sull’uso del sangue in campo medico e sulla cura della salute. “Non parla espressamente dei prodotti ricavati dal sangue e riconosciamo che non siamo autorizzati ad andare oltre a ciò che è scritto”, ha detto. Da qui il grande salto dottrinale, fondato su un versetto della lettera di San Paolo ai Galati del Nuovo Testamento: “Ciascuno porterà il proprio fardello”. Ogni cristiano renderà conto di se stesso a Dio e potrà prendere la propria decisione in modo autonomo. Lo speaker ha assicurato che la congregazione non si intrometterà nelle decisioni di ogni singolo fedele e che nessun fratello avrà il diritto di giudicare tale scelta.
Le reazioni e le nuove linee guida
Sulla questione è intervenuto anche Paul Gillies, portavoce internazionale dei Testimoni di Geova, che ha cercato di rassicurare i fedeli più tradizionalisti. “Il sangue rimane sacro per i fedeli che continuano a considerare la vita e il sangue preziosi doni di Dio. Le congregazioni non intervengono nelle decisioni personali che spettano alla coscienza del singolo. Continueremo a rispettare e sostenere le decisioni dei nostri compagni di fede”. Per aiutare i fedeli a orientarsi, il Corpo Direttivo ha annunciato che verrà presto pubblicata sui siti ufficiali una scheda informativa pratica per spiegare nel dettaglio cosa sarà possibile accettare e cosa no. Una rivoluzione attesa da anni che potrebbe cambiare il rapporto tra questa religione e il mondo della medicina e degli ospedali.


