
Un boato nella notte, poi il fumo che si alza a pochi chilometri dal confine più sorvegliato d’Europa. Non è un campo di battaglia sperduto, è il valico che collega l’Ucraina alla Polonia, l’arteria attraverso cui passano aiuti, civili, convogli. Un drone a reazione russo lo ha centrato in pieno, sfiorando un incidente internazionale. Per minuti i radar polacchi sono rimasti in allerta massima, i caccia pronti al decollo, perché bastano due chilometri per trasformare un attacco all’Ucraina in un attacco alla Nato.
Drone russo colpisce posto di frontiera ucraino a due passi dalla Polonia
Un drone russo ha danneggiato il posto di frontiera di Yahodyn, nell’ovest dell’Ucraina al confine con la Polonia. Lo ha riferito su Telegram il governatore della Volinia, Roman Romanyuk, aggiungendo che non si registrano feriti né vittime. Il drone a reazione ha colpito il territorio ucraino a circa due chilometri dal valico di frontiera con la Polonia, a Dorohusk. Un punto nevralgico, uno dei principali varchi tra i due Paesi, colpito in quello che appare come l’ennesimo attacco della Russia in Ucraina occidentale.
La conferma è arrivata anche dal vicepremier e ministro della Difesa polacco, Wladyslaw Kosiniak-Kamysz, che su X ha definito l’episodio l’ennesimo attacco della Russia in Ucraina occidentale. Il ministro ha precisato che non si è verificata alcuna violazione dello spazio aereo polacco. I nostri sistemi di difesa aerea e i nostri aerei erano pronti all’intervento. Dopo la revoca dell’allerta, gli aerei sono tornati alle basi, mentre i sistemi di difesa sono tornati in modalità di osservazione e vigilanza. Parole che confermano la tensione altissima al confine orientale della Nato, dove ogni drone può diventare un caso internazionale.
Yahodyn-Dorohusk non è un posto di frontiera qualunque. È uno dei corridoi umanitari e logistici più importanti per l’Ucraina, da cui transitano aiuti militari, carburanti e merci dirette verso l’Europa. Colpire a due chilometri da quel varco significa lanciare un segnale preciso a Kiev e a Varsavia. Non è la prima volta che i droni russi a reazione arrivano così a ridosso del confine polacco, ma questa volta il danno a una struttura di frontiera rende l’episodio ancora più delicato. Il governatore Romanyuk ha voluto subito rassicurare: nessun ferito, nessun morto, solo danni materiali al posto di frontiera.
Escalation nell’ovest ucraino: Mosca alza la pressione sui confini della Nato
Quello di oggi si inserisce in una strategia sempre più chiara di Mosca: aumentare la pressione sull’Ucraina occidentale, proprio dove il Paese confina con gli Stati membri della Nato. Una tattica che serve a mettere alla prova le difese aeree polacche e a creare incertezza sulle rotte di rifornimento. L’uso di droni a reazione, più veloci e difficili da intercettare rispetto ai classici Shahed, conferma un salto di qualità negli attacchi. Varsavia resta vigile, ma il messaggio di oggi è chiaro: la guerra è arrivata a un passo dal territorio dell’Alleanza Atlantica, e basta un errore di calcolo per far precipitare tutto.


