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Ustica, la svolta dopo 46 anni: l’annuncio appena arrivato

Pubblicato: 29/09/2026 08:10

Dopo 46 anni dalla strage di Ustica, qualcosa sembra muoversi sul fronte delle indagini. La Francia ha comunicato la propria disponibilità a trasferire all’Italia la documentazione relativa all’abbattimento del Dc9 Itavia, precipitato la sera del 27 giugno 1980 con la morte di 81 persone. Un’apertura arrivata alla vigilia dell’udienza chiamata a esaminare la richiesta di archiviazione dei procedimenti della Procura di Roma.
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La notizia era già circolata nelle ore precedenti nei corridoi della Procura, dove si parlava di una possibile «apertura di Parigi». Anche la sera precedente erano emerse indiscrezioni su «novità» riguardanti il caso Ustica. La conferma è arrivata ieri, quando l’ambasciata francese ha comunicato la disponibilità a consegnare all’Italia «tutta la documentazione relativa alla strage di Ustica».

Si tratta di documenti che coprono un periodo compreso tra il 1980 e i primi anni Novanta. Tra le carte ci sarebbe anche documentazione del ministero della Difesa francese, potenzialmente collegata alle domande contenute nelle rogatorie presentate dalla Procura di Roma e rimaste finora senza esito.

La documentazione passa alle autorità italiane

La comunicazione diplomatica francese è stata trasmessa alla Farnesina, quindi, attraverso la Presidenza del Consiglio, al ministero della Giustizia. Da qui la documentazione e la comunicazione sono arrivate ai magistrati che seguono l’inchiesta.

L’apertura francese interviene proprio mentre la Procura di Roma si preparava a sostenere la richiesta di archiviazione dei due fascicoli, successivamente riunificati, aperti nel 2008 e nel 2022 dai pm di piazzale Clodio.

Domani, durante l’udienza fissata per discutere l’archiviazione, i magistrati dovrebbero invece chiedere di poter proseguire le indagini alla luce delle nuove circostanze. L’ufficio del procuratore Francesco Lo Voi potrebbe quindi ritirare la proposta di archiviazione e riprendere l’attività investigativa, partendo proprio dall’esame della documentazione che la Francia ha annunciato di voler trasferire all’Italia.

Per l’inchiesta sulla strage di Ustica, dunque, si apre una nuova fase. Il contenuto delle carte sarà ora decisivo per capire se i documenti possano offrire elementi utili alle domande rimaste senza risposta.

L’intervento politico tra Roma e Parigi

La svolta è maturata sul piano politico il 25 giugno, ad Antibes, durante il bilaterale tra Francia e Italia al quale hanno partecipato le delegazioni dei ministri guidate da Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron.

Nei giorni precedenti, Daria Bonfietti, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime di Ustica, aveva rivolto alla presidente del Consiglio la richiesta di sollecitare le autorità francesi sulla documentazione relativa alla vicenda.

L’appello aveva trovato un seguito anche attraverso un’interlocuzione tra Giorgia Meloni e Walter Verini, esponente del Pd da tempo vicino all’associazione dei familiari. A Meloni era stato chiesto di affrontare con Macron il tema della documentazione francese e di ottenere una collaborazione che consentisse di fare nuovi passi avanti sull’inchiesta.

Dopo il vertice di Antibes, dalla Presidenza del Consiglio erano arrivate telefonate a Bonfietti e Verini. Il messaggio era stato quello di un impegno per ottenere la collaborazione francese. A distanza di circa tre mesi, l’annuncio dell’ambasciata di Parigi arriva alla vigilia dell’udienza sulla richiesta di archiviazione.

Bonfietti ha accolto la notizia come un risultato importante. Secondo la presidente dell’associazione dei familiari delle vittime, l’intervento della politica ha contribuito a produrre un risultato che la magistratura, da sola, non era riuscita a ottenere. Ora, ha spiegato, sarà necessario esaminare i documenti per comprendere quali elementi contengano.

Le cautele dei familiari delle vittime

Accanto alla soddisfazione resta però la prudenza. Alessandro Gamberini, avvocato dell’associazione dei familiari delle vittime di Ustica, ha sottolineato la necessità di attendere prima di valutare concretamente la portata dell’annuncio francese.

Il legale ha ricordato come, nel corso di 46 anni, le richieste di collaborazione non abbiano prodotto risultati risolutivi e ha quindi invitato ad attendere l’effettiva disponibilità delle carte.

I legali dell’associazione hanno sostenuto nel tempo che la Francia potesse essere in possesso di informazioni ulteriori sulla strage. L’attenzione è rivolta in particolare alla presenza di aerei francesi nei cieli di Ustica quella notte e alla presenza nel Mediterraneo della portaerei Foch, oltre alle unità americane.

Adesso l’attenzione si concentra sulla documentazione che Parigi ha annunciato di voler trasferire. Tra le carte potrebbero esserci documenti militari, materiali dei servizi e corrispondenza interna classificata. Sarà l’analisi di questi atti a stabilire se potranno aggiungere nuovi elementi all’inchiesta sulla strage di Ustica e contribuire a ricostruire quanto accadde nella notte del 27 giugno 1980.

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