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Tasse, il piano della sinistra per perdere (ancora) le elezioni

Pubblicato: 02/10/2026 16:31

Si chiama “restituzione fiscale” ed è la proposta con cui Alleanza Verdi-Sinistra guarda alla prossima legislatura. Un piano che punta a ridurre l’Irpef per la grande maggioranza dei contribuenti e a finanziare il taglio attraverso una maggiore lotta all’evasione fiscale e, soprattutto, con una nuova imposta patrimoniale sui grandi patrimoni. La proposta è stata presentata dai leader Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, che hanno rivolto un appello anche a Elly Schlein e Giuseppe Conte, chiedendo alle forze progressiste di avere «coraggio» quando arriverà il momento di costruire un programma comune.

Il cuore del progetto è una revisione dell’Irpef, con l’obiettivo dichiarato di ridurre il carico fiscale per il 98% dei contribuenti, pari secondo Avs a circa 41,5 milioni di persone. L’idea è quella di superare gli attuali tre scaglioni e introdurre una tassazione caratterizzata da una progressività continua: in altre parole, l’aliquota aumenterebbe gradualmente all’aumentare del reddito, evitando gli attuali passaggi netti tra uno scaglione e l’altro.

Per spiegare il meccanismo, Avs guarda anche agli esempi di Germania e Danimarca. Nel modello tedesco preso come riferimento, l’imposta sul reddito parte da un’aliquota relativamente bassa e cresce progressivamente con l’aumentare delle entrate, fino a raggiungere le aliquote più elevate per i redditi maggiori. La proposta italiana, tuttavia, non indica ancora nel dettaglio quale sarebbe la nuova curva dell’Irpef né quali aliquote verrebbero applicate ai diversi livelli di reddito.

Secondo i calcoli presentati da Avs, i benefici sarebbero particolarmente significativi per i redditi più bassi. Chi oggi dichiara meno di 20 mila euro potrebbe arrivare a pagare fino all’85% di Irpef in meno. Nella fascia compresa tra 20 mila e 40 mila euro, invece, il taglio medio indicato dalla proposta sarebbe del 29%, pari a circa 1.200 euro all’anno, cioè 100 euro al mese. L’effetto positivo, sempre secondo le stime del partito, riguarderebbe in generale tutti i contribuenti con redditi inferiori a 90 mila euro lordi.

Un intervento di queste dimensioni avrebbe però un costo rilevante per i conti pubblici. Avs lo quantifica in circa 22 miliardi di euro all’anno. Per coprire questa cifra, il piano prevede due principali fonti di finanziamento: da una parte il recupero di maggiori risorse attraverso il contrasto all’evasione fiscale, stimato in circa 7 miliardi di euro annui; dall’altra una patrimoniale sui patrimoni più elevati, dalla quale il partito punta a ottenere circa 15 miliardi.

È proprio la patrimoniale il punto più politicamente delicato della proposta. Secondo Avs, l’imposta dovrebbe riguardare esclusivamente i patrimoni netti superiori a 5,4 milioni di euro, una soglia che il partito individua come riferimento per colpire lo 0,1% più ricco della popolazione. Il progetto presentato non indica però ancora le aliquote precise della nuova imposta. La quasi totalità del gettito previsto, secondo le stime di Avs, arriverebbe comunque dai patrimoni superiori ai 10 milioni di euro.

La forza politica sostiene che il sistema fiscale italiano oggi pesi in misura eccessiva sui redditi da lavoro, mentre sarebbe meno incisivo sulle forme di ricchezza legate al capitale e ai grandi patrimoni. Da qui la proposta di spostare una parte del prelievo fiscale dal lavoro alla ricchezza. Avs cita inoltre alcuni Paesi europei, tra cui Spagna, Norvegia e Svizzera, dove esistono forme differenti di imposizione patrimoniale.

Il progetto prevede anche una misura per evitare che il trasferimento all’estero dei grandi patrimoni possa diventare uno strumento per sottrarsi alla nuova tassazione. Avs propone infatti una exit tax sulle plusvalenze latenti, con un’aliquota del 26% in caso di trasferimento della residenza all’estero. Il partito sostiene inoltre che una patrimoniale di entità contenuta non determinerebbe necessariamente una fuga significativa di capitali, richiamando il dibattito economico sul tema.

La proposta apre ora un confronto all’interno del campo progressista, soprattutto con Pd e Movimento 5 Stelle. Avs punta infatti a portare la “restituzione fiscale” al tavolo della discussione sul programma per le prossime elezioni. La questione della patrimoniale resta però divisiva: Conte ha preso in passato le distanze dall’ipotesi, mentre Schlein ha espresso una posizione favorevole in linea di principio a una maggiore tassazione delle grandi ricchezze, collegandola però anche alla necessità di un’iniziativa a livello europeo. Il confronto, dunque, è appena iniziato: sul tavolo ci sono un consistente taglio dell’Irpef, una revisione della progressività fiscale e una nuova tassazione sui patrimoni più elevati, con il nodo ancora da sciogliere delle coperture e dell’accordo politico necessario per trasformare la proposta in un programma comune.

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