
Il delitto di Garlasco torna al centro dell’attenzione con elementi già noti che, alla luce degli ultimi accertamenti, assumono oggi un significato diverso. A quasi vent’anni dall’uccisione di Chiara Poggi, la Procura di Pavia continua a riesaminare tracce, conversazioni e rilievi raccolti nell’ambito della nuova inchiesta su Andrea Sempio.
La situazione resta particolarmente delicata: da un lato c’è la condanna definitiva a 16 anni nei confronti di Alberto Stasi, dall’altro gli accertamenti che riguardano Sempio, attualmente indagato. Al centro della ricostruzione ci sono le impronte trovate nella villetta di via Pascoli e le misurazioni effettuate sull’indagato.

Garlasco, le impronte e le misurazioni su Andrea Sempio
Il tema è stato affrontato nella puntata di Mattino Cinque del 5 ottobre, dedicata agli sviluppi del caso Garlasco dopo la chiusura delle indagini. Durante il dibattito sono stati ricostruiti i principali elementi raccolti dagli inquirenti, con un’attenzione particolare alle impronte e alle verifiche fisiche svolte su Andrea Sempio.

Tra i passaggi discussi in trasmissione ci sono anche le conversazioni tra Andrea Sempio e sua madre Daniela Ferrari. Le intercettazioni riguardano proprio le misurazioni e le tracce rilevate nella casa di Chiara Poggi, aspetti che restano al centro delle valutazioni della Procura e delle contestazioni della difesa.

#Garlasco, la mamma di Sempio intercettata sull’impronta di scarpa: “L’unica cosa che gli è rimasta uguale è il numero di scarpa” #Mattino5 https://t.co/KcO5fnWMUZ
— Mattino5 (@mattino5) October 5, 2026
La scarpa Frau e le valutazioni opposte di accusa e difesa
Uno dei nodi riguarda il possibile rapporto tra le tracce sulla scena del crimine e le caratteristiche fisiche di Sempio. Secondo la Procura, tra gli elementi da considerare ci sarebbe la compatibilità fra le dimensioni del piede dell’indagato e una scarpa Frau taglia 42, associata all’impronta con la suola a pallini rinvenuta nella villetta.
Su questo punto, tuttavia, le conclusioni delle parti sono differenti. I consulenti della Procura ritengono che la traccia della scarpa a pallini non sia completa, né in lunghezza né in larghezza, e considerano anche le possibili variazioni del piede legate all’aumento di peso nel corso degli anni. La difesa di Sempio sostiene invece che le misure raccolte porterebbero a una conclusione opposta.
Le intercettazioni e il numero di scarpa rimasto invariato
Nelle conversazioni acquisite agli atti, Daniela Ferrari esprime dubbi sulla scelta di effettuare le misurazioni del figlio a una distanza di quasi vent’anni dai fatti. Secondo la madre di Sempio, il fisico di Andrea sarebbe cambiato nel tempo in modo rilevante e un confronto con il 2007 dovrebbe necessariamente tenere conto di questa circostanza.
La donna evidenzia però un dato che, a suo dire, non sarebbe cambiato. Parlando delle verifiche effettuate sul figlio, la madre di Sempio afferma: “L’unica cosa che gli è rimasta uguale è il numero di scarpa”. Nella stessa conversazione spiega che Andrea indossava il numero 44 nel 2007 e continuerebbe a portare la medesima misura anche oggi.
L’impronta 33 e il punto ancora da chiarire
Un altro elemento centrale della nuova indagine sul delitto di Garlasco è la cosiddetta impronta 33, la traccia palmare individuata sulla parete delle scale che portano alla zona in cui venne trovato il corpo di Chiara Poggi. Secondo le conclusioni dei consulenti della Procura, la traccia sarebbe riconducibile alla mano destra di Andrea Sempio, sulla base della corrispondenza di 15 minuzie dattiloscopiche.
Sull’argomento è intervenuto anche Giuseppe Brindisi, soffermandosi sul contenuto delle intercettazioni e sul modo in cui Sempio e sua madre parlerebbero della traccia. Secondo il giornalista, nessuno dei due sembrerebbe sostenere apertamente che l’impronta non appartenga ad Andrea. Anzi: “Andrea sembra dire: quell’impronta è mia”.
Il punto decisivo, come ricordato nel corso della trasmissione, resta però stabilire il momento in cui la traccia sarebbe stata lasciata. “Bisogna vedere quando quell’impronta è stata lasciata”, ha concluso Federica Panicucci. È su questo interrogativo, insieme agli accertamenti tecnici ancora al vaglio, che si concentra una parte rilevante della nuova inchiesta.


