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Inps, raffica di controlli sugli italiani: chi rischia la stangata e perché

Pubblicato: 05/10/2026 17:17

Si stringe la maglia dei controlli sulle dichiarazioni Isee e per chi presenta dati non coerenti con la propria situazione economica possono arrivare conseguenze concrete sulle prestazioni ricevute. L’Inps ha infatti intensificato le verifiche, confrontando le informazioni indicate dalle famiglie con quelle già presenti nei propri archivi.

Nel mirino finiscono in particolare i dati relativi a redditi da lavoro, contributi, pensioni e prestazioni sociali. L’obiettivo è individuare eventuali anomalie nelle dichiarazioni e verificare che gli importi delle prestazioni siano effettivamente calcolati sulla base della situazione economica reale del nucleo familiare.

Secondo il bilancio provvisorio al 30 settembre, riportato dal Sole 24 Ore, sono circa 5mila le posizioni relative all’Assegno unico attualmente sottoposte a verifica. Si tratta di pratiche per le quali sono emerse discrepanze che devono essere approfondite prima di confermare definitivamente il beneficio spettante.

Durante l’istruttoria, l’Assegno unico può essere temporaneamente ridotto all’importo minimo. Nel 2026 si tratta di circa 58 euro per figlio, mentre nelle fasce Isee più basse l’importo può arrivare a circa 227 euro, considerando anche le maggiorazioni previste dalla normativa.

Un’anomalia, però, non equivale automaticamente a una frode. Le differenze tra i dati possono dipendere da un errore materiale, da informazioni non aggiornate oppure dalla mancata presentazione di una documentazione necessaria. Per questo la verifica dell’Inps non significa necessariamente che il beneficiario abbia commesso un’irregolarità intenzionale.

Particolare attenzione viene riservata all’Isee corrente, lo strumento che consente di aggiornare la situazione economica del nucleo familiare quando si verificano cambiamenti importanti rispetto a quella risultante dall’Isee ordinario. Un esempio è la perdita del lavoro o una significativa riduzione del reddito.

Chi riceve dall’Inps una richiesta di chiarimenti può intervenire per correggere o integrare la propria posizione. È possibile presentare una nuova Dsu, oppure trasmettere la documentazione richiesta attraverso i servizi dell’Istituto, eventualmente con l’assistenza di un Caf.

Ignorare la comunicazione, invece, può avere conseguenze sulla prestazione. Nel caso dell’Assegno unico, l’importo può infatti rimanere temporaneamente al minimo fino alla conclusione degli accertamenti. Per questo è importante verificare le comunicazioni ricevute e fornire tempestivamente gli elementi richiesti.

La stretta sui controlli non riguarda soltanto l’Assegno unico. Le verifiche interessano anche altre misure legate alla situazione economica delle famiglie, tra cui Assegno di inclusione, Supporto per la formazione e il lavoro, bonus asilo nido e bonus nuovi nati. Nei casi considerati più gravi sono già state registrate 940 revoche dell’Assegno di inclusione e 147 segnalazioni alle Procure: numeri che mostrano quanto sia diventato importante mantenere aggiornati e corretti i dati utilizzati per ottenere le prestazioni.

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