
Una nuova esplosione ha colpito la concessionaria Gold Car a Centocelle, nella zona est di Roma. L’attentato è avvenuto poco prima della mezzanotte in via dei Platani, dove un ordigno ha provocato danni alle auto e alle strutture circostanti. Il boato è stato avvertito dai residenti degli edifici vicini, con le finestre che hanno vibrato per la forza dell’onda d’urto.
L’esplosione ha distrutto una vettura all’interno dell’autosalone e danneggiato altre auto parcheggiate in strada. I detriti del marciapiede in travertino, frantumato dalla deflagrazione, hanno colpito alcuni veicoli in sosta. La Gold Car, che vende auto usate di lusso, era già stata presa di mira nel novembre 2025, quando un altro ordigno era esploso davanti alle vetrine.
L’escalation degli attentati a Roma Est
Quello di Centocelle è l’ottavo attentato dinamitardo registrato negli ultimi 45 giorni nella zona orientale della Capitale. Gli episodi più recenti hanno interessato diverse attività commerciali. All’inizio della settimana un ordigno ha colpito una sala scommesse del gruppo Planet Win, in via Antonio Bottini, all’Alessandrino. Nella stessa notte, un’altra esplosione ha devastato una vineria in via Calpurnio Fiamma, nella zona di Don Bosco. Il giorno successivo, una bomba è esplosa nell’androne di un palazzo a San Basilio.
La polizia sta indagando sugli episodi e non esclude possibili collegamenti tra gli attacchi. Tra i precedenti figura anche l’esplosione contro l’autonoleggio Costantino Rent Cars, alla Borghesiana, intestato a due persone considerate di rilievo nella criminalità romana. A fine agosto, invece, due bombe carta erano state collocate a distanza di 24 ore davanti alla Travis Car, in via Casilina 953. Altri ordigni avevano colpito un barbiere in via Salemi, nella zona dei Due Leoni, e un forno a Torre Maura.
L’ipotesi della guerra per le piazze di spaccio
Secondo gli investigatori, dietro la sequenza di attentati potrebbe esserci una nuova lotta per il controllo delle piazze di spaccio. Gli inquirenti hanno individuato somiglianze nella potenza e nelle modalità di preparazione degli ordigni utilizzati contro alcuni obiettivi, tra cui quelli esplosi davanti alla Travis Car. L’attività, riconducibile a Manuel Sammarco, è uno dei punti al centro degli accertamenti.
Sammarco, 26 anni e con precedenti per droga, è figlio di Stefano Sammarco, coinvolto nel processo Mediterraneo relativo a un gruppo di romani accusati di importare stupefacenti dalla Calabria. Il giovane è considerato dalle forze dell’ordine uno dei riferimenti dello spaccio al Quarticciolo. Gli investigatori stanno verificando ulteriori analogie tra gli ordigni impiegati nei diversi episodi.
Nella notte, gli specialisti della Questura hanno raccolto i frammenti dell’esplosione davanti alla Gold Car. Gli accertamenti della polizia scientifica dovranno contribuire a chiarire la dinamica dell’attentato e a verificare eventuali collegamenti con gli altri episodi registrati a Roma Est.


