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“Non doveva farlo!”. La minaccia di Trump: chi trema davvero

Pubblicato: 10/10/2026 13:01

Donald Trump torna a polemizzare sul Premio Nobel per la Pace e attacca duramente la Norvegia per il riconoscimento assegnato a Navanethem “Navi” Pillay, attivista e giurista sudafricana di 85 anni. Il presidente degli Stati Uniti rivendica i risultati della propria azione diplomatica, sostenendo di aver risolto otto guerre e affermando che avrebbe meritato il premio. Nel suo intervento, il tycoon ha rivolto parole dure contro il Paese scandinavo, accusandolo di aver negato agli Stati Uniti un riconoscimento che, a suo giudizio, sarebbe stato giustificato dai risultati ottenuti.

La polemica si concentra sul valore del Nobel e sulla scelta di premiare una figura che Trump afferma di non conoscere. Il presidente americano ha ripetuto più volte di considerare ingiusta la decisione, arrivando a definire il mancato riconoscimento una macchia destinata a lasciare il segno nei rapporti con la Norvegia. Le dichiarazioni rilanciano così lo scontro politico attorno a uno dei premi internazionali più prestigiosi, trasformato dal presidente in un nuovo terreno di confronto.
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Trump contro la Norvegia: «Non dimenticheremo»

Nel suo attacco, Donald Trump ha insistito sui risultati che attribuisce alla propria attività di mediazione internazionale, sostenendo che il Nobel avrebbe dovuto premiare direttamente il suo operato. Il presidente americano ha contestato la scelta legata a Navi Pillay e ha rivolto un messaggio esplicito alla Norvegia.

“Ho risolto otto guerre e ci vorrebbe un Nobel per ognuna, non dimenticheremo il rifiuto della Norvegia di conferire il Nobel agli Stati Uniti”, ha dichiarato il presidente statunitense.

Trump ha poi ribadito che il riconoscimento avrebbe dovuto essere assegnato agli Stati Uniti attraverso la sua persona, collegando la decisione del Nobel a una questione di prestigio politico e nazionale.

“Gli Usa, rappresentati da me, avrebbero dovuto ricevere il Nobel ma non lo hanno fatto. Questa è una macchia indelebile per la Norvegia. Non dimenticheremo, Norvegia”, ha rimarcato il tycoon.

Le parole utilizzate dal presidente sottolineano la volontà di mantenere aperta la controversia. Il mancato conferimento del premio viene presentato da Trump non soltanto come una decisione contestabile, ma come un episodio che, a suo giudizio, avrà conseguenze sulla memoria dei rapporti tra Washington e Oslo.

La contestazione sul premio assegnato a Navi Pillay

Nel corso delle dichiarazioni, Trump ha preso nuovamente di mira la vincitrice del Nobel per la Pace, Navanethem “Navi” Pillay, attivista e giurista sudafricana di 85 anni. Il presidente ha contestato la scelta del riconoscimento anche sulla base della propria mancata conoscenza della premiata.

“Ho risolto otto guerre e hanno consegnato il premio Nobel a una persona mai sentita”, ha proseguito Trump riferendosi ancora a Navi Pillay.

Il presidente ha quindi insistito sulla portata di ciò che considera i risultati della propria attività internazionale, mettendo a confronto il riconoscimento attribuito alla giurista sudafricana con il ruolo che rivendica per sé nella risoluzione dei conflitti.

“Non avevo mai sentito il suo nome, nessun presidente ha fatto quello che ho fatto io”, ha aggiunto.

La contestazione si sviluppa dunque su due piani: da una parte, la rivendicazione personale di Trump, che considera il proprio operato meritevole del premio; dall’altra, la critica alla decisione di assegnarlo a una figura che, secondo le sue parole, non conosceva. Le dichiarazioni non modificano il riconoscimento assegnato, ma rendono evidente la distanza tra la valutazione del presidente americano e quella espressa attraverso la scelta del Nobel.

«Screditato per sempre»: l’affondo contro il Nobel per la Pace

L’attacco di Trump non si è limitato alla Norvegia e alla figura di Navi Pillay. Il presidente ha esteso le proprie critiche al prestigio stesso del premio, sostenendo che la decisione avrebbe compromesso definitivamente la credibilità del riconoscimento.

Il tycoon ha infatti ribadito che il Nobel per la Pace “è stato screditato per sempre da un pugno di ideologi radicali”, tornando poi a contestare l’assegnazione del premio a una persona che, a suo dire, non sarebbe sufficientemente conosciuta.

La dichiarazione segna il punto più duro della polemica, perché non riguarda soltanto la mancata attribuzione del riconoscimento a Trump, ma mette direttamente in discussione l’autorevolezza di chi ha determinato la scelta.

Il presidente americano continua così a rivendicare il proprio ruolo nella gestione delle crisi internazionali e a presentare il mancato Nobel come una decisione ingiusta. Al centro dello scontro rimangono la valutazione dei risultati diplomatici che Trump attribuisce alla propria presidenza, la scelta di premiare Navi Pillay e la contestazione del valore del riconoscimento.

Le sue parole mantengono aperta la polemica con la Norvegia e confermano quanto il Premio Nobel per la Pace sia diventato, in questa vicenda, anche un terreno di confronto politico e personale. Trump ha concluso il proprio attacco ribadendo che, a suo giudizio, la decisione presa ha compromesso definitivamente la credibilità del premio.

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