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“Ci lascia un grande uomo”. Giuseppe morto così, ancora giovane: una città sotto shock

Pubblicato: 10/10/2026 20:23

«Era prima di tutto un grande uomo». Poche parole, cariche di dolore, per ricordare Giuseppe Schembri, il 34enne morto nella notte in un drammatico incidente in moto a Trieste. Sui social si moltiplicano i messaggi di cordoglio di amici e conoscenti, ancora increduli davanti a una tragedia che ha spezzato una vita troppo presto. Tra i ricordi condivisi emerge il ritratto di un uomo stimato, capace di lasciare un segno nelle persone che lo avevano incontrato.

Originario di Licata, in provincia di Agrigento, Schembri viveva a Trieste da poco più di un anno. Lavorava come operaio nello stabilimento della British American Tobacco (BAT) di Bagnoli della Rosandra, dove aveva costruito nuovi rapporti personali e professionali. Prima del trasferimento in Friuli Venezia Giulia, aveva trascorso un periodo in Sicilia, arrivando anche a guidare un’azienda agricola. Un percorso di vita che lo aveva portato lontano dalla sua terra d’origine, senza recidere i legami con le proprie radici.

L’incidente mortale si è verificato poco prima delle 2 di notte, appena fuori dalla galleria San Vito, lungo via Leon Battista Alberti. Il giovane stava percorrendo la strada in sella alla sua moto quando, nell’affrontare una curva, ha perso il controllo del mezzo. Tra le possibili cause al vaglio ci sono la velocità e le condizioni dell’asfalto, che potrebbe essere stato reso scivoloso dalla pioggia. Saranno gli accertamenti a chiarire l’esatta dinamica dello schianto.

La corsa della moto si è conclusa in pochi istanti, con un impatto violentissimo. Dopo aver urtato alcuni cassonetti dei rifiuti, il mezzo è finito contro la parte posteriore di un autobus di Trieste Trasporti, fermo al semaforo all’incrocio con via San Marco. Si trattava di un veicolo della linea A, diretto verso il deposito di via del Broletto. Uno schianto devastante, che non ha lasciato scampo al motociclista.

Le ferite riportate nell’impatto si sono rivelate fatali. Quando i sanitari del 118 sono arrivati sul posto, per il 34enne non c’era ormai più nulla da fare e il personale medico ha potuto soltanto constatarne il decesso. La violenza dell’urto fa ritenere che la morte possa essere sopraggiunta immediatamente, anche se saranno gli accertamenti a fornire ulteriori elementi sulle circostanze della tragedia.

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti gli agenti della polizia locale, che hanno effettuato i rilievi necessari per ricostruire quanto accaduto. Restano da chiarire le cause precise della perdita di controllo della moto e il ruolo che potrebbero aver avuto le condizioni della carreggiata. Ogni elemento sarà utile per ricostruire gli ultimi istanti prima dello schianto.

La notizia ha raggiunto rapidamente amici e conoscenti, dando il via a una lunga scia di messaggi sui social. «Era prima di tutto un grande uomo», scrive chi lo aveva conosciuto, affidando a una frase semplice il dolore per una perdita improvvisa. Parole che raccontano l’affetto di chi oggi si trova a fare i conti con una scomparsa difficile da accettare, mentre da Licata a Trieste si stringono attorno al ricordo del giovane.

Profondo anche il cordoglio tra i colleghi dello stabilimento BAT, dove Schembri lavorava. L’azienda ha diffuso una nota per esprimere la propria vicinanza alla famiglia e alle persone a lui care, sottolineando il clima di dolore che si respira tra i dipendenti. «C’è grande dolore e sgomento in azienda tra i compagni di lavoro del giovane scomparso», si legge nel messaggio.

La morte di Giuseppe Schembri lascia così una famiglia, un gruppo di amici e una comunità di colleghi colpiti da una tragedia improvvisa. Aveva 34 anni e una vita divisa tra la Sicilia in cui era nato e Trieste, dove si era trasferito per lavoro. Ora, mentre proseguono gli accertamenti sull’incidente, restano il dolore per una vita spezzata nella notte e le parole di chi vuole ricordarlo non soltanto per come è morto, ma soprattutto per l’uomo che era.

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