
È morto all’età di 93 anni Giorgio Bracardi, musicista, compositore, cantante e attore comico, tra i protagonisti più originali dello spettacolo italiano. La notizia della scomparsa è stata comunicata dai familiari. Artista poliedrico e dalla fantasia inesauribile, Bracardi ha attraversato decenni di radio e televisione, lasciando un’impronta inconfondibile grazie alla sua capacità di trasformare voci, personaggi e situazioni surreali in momenti di comicità memorabili.
Negli ultimi tempi si trovava in una casa di riposo a Fiano Romano, dove era stato ricoverato dopo essersi rotto un femore nella primavera scorsa. Una vita, la sua, trascorsa tra musica, palcoscenico e invenzioni comiche, con una carriera che ha saputo intrecciare la formazione musicale classica con un umorismo irriverente, imprevedibile e fuori dagli schemi.

Nato a Roma il 3 maggio 1933, Bracardi respirò l’aria dello spettacolo fin dall’infanzia. Il padre era tra i primi gestori del celebre Salone Margherita della Capitale, mentre la famiglia era profondamente legata alla musica: la madre Edvige era soprano e il padre Glauco tenore. Tutti e cinque i figli furono avviati allo studio musicale e impararono a suonare uno strumento. Giorgio scelse il pianoforte, una passione che avrebbe accompagnato tutta la sua carriera.
Prima di conquistare il grande pubblico con la comicità, Bracardi si affermò anche come compositore e autore musicale, arrivando a partecipare al Festival di Sanremo in veste di autore. Ma fu soprattutto la sua straordinaria inventiva vocale a renderlo un personaggio amatissimo, capace di dare vita a figure eccentriche e immediatamente riconoscibili.
La svolta arrivò con «Alto Gradimento», la storica trasmissione radiofonica ideata insieme a Renzo Arbore, Gianni Boncompagni e Mario Marenco. Il programma rivoluzionò il linguaggio della radio, rompendo le convenzioni della conduzione tradizionale attraverso improvvisazioni, personaggi grotteschi, tormentoni e situazioni paradossali. In questo laboratorio di comicità Bracardi trovò il terreno ideale per esprimere il proprio talento, diventando uno dei suoi interpreti più caratteristici.
Tra le sue creazioni più celebri restano Scarpantibus, l’uccellaccio del Nicaragua, e Max Vinella, il petulante giornalista di «Alto Gradimento». Personaggi costruiti attraverso voci, tic e trovate linguistiche, capaci di conquistare gli ascoltatori e di entrare nell’immaginario collettivo. La sua comicità non si affidava soltanto alle battute: era un gioco di ritmo, suoni e deformazioni della realtà, in cui anche una voce poteva trasformarsi in uno spettacolo.
Il successo radiofonico spalancò le porte della televisione. Nel 1985 Bracardi approdò sul piccolo schermo con Arbore in «Quelli della notte», trasmissione diventata un cult della televisione italiana. Partecipò poi a «Pronto, chi gioca?», condotto da Enrica Bonaccorti e Giancarlo Magalli, e nel 1989 fu protagonista su Rai 2 di «Chiappala chiappala», programma che lo vide impegnato sia nella conduzione sia nell’interpretazione.
Nel 1995 arrivò anche a «Striscia la Notizia», su Mediaset, dove interpretò Lucio Smentisco, fittizio portavoce di Silvio Berlusconi, giocando con i meccanismi della satira e della parodia. Nel 2001 fu tra i protagonisti di «Stracult», il programma di Marco Giusti su Rai 2. La sua versatilità lo portò inoltre nel mondo dell’animazione: nel 2008 prestò la voce a Cattivik nella serie animata trasmessa da Mediaset.
Con la scomparsa di Giorgio Bracardi se ne va un artista che ha contribuito a cambiare il modo di fare comicità in Italia, soprattutto attraverso la radio, trasformandola in uno spazio di libertà creativa e sperimentazione. Musicista raffinato, interprete istrionico e inventore di personaggi indimenticabili, ha saputo attraversare generazioni e mezzi di comunicazione senza perdere la propria identità. Il suo lascito vive nelle voci, nelle gag e nei tormentoni che hanno fatto ridere milioni di italiani, testimonianza di un talento capace di rendere l’assurdo una forma d’arte.


