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Lo Zibaldone torna a parlare al presente: D’Intino e Moresco conquistano la Biblioteca di Viterbo

Pubblicato: 07/10/2026 23:29

Una Biblioteca Consorziale di Viterbo piena per l’anteprima nazionale della nuova edizione critica dello Zibaldone di Giacomo Leopardi, curata da Franco D’Intino e Luca Maccioni per Quodlibet. L’appuntamento della rassegna “La Biblioteca incontra” ha messo al centro non soltanto il grande poeta della letteratura italiana, ma soprattutto il Leopardi pensatore, filosofo irregolare e intellettuale europeo, attraverso il confronto tra D’Intino e lo scrittore Antonio Moresco.

È proprio nello Zibaldone che emerge con maggiore evidenza una mente continuamente al lavoro, capace di muoversi tra filosofia, letteratura, storia, linguistica, scienza, antropologia e psicologia senza rinchiudersi dentro un sistema definitivo. Una dimensione rimasta per molto tempo in secondo piano rispetto alla fama del poeta e che invece consente oggi di leggere Leopardi come una delle figure più complesse e moderne della cultura europea.

Il Leopardi pensatore europeo

Nel corso dell’incontro, Franco D’Intino ha insistito sulla profondità e sulla modernità del pensiero leopardiano, inserendolo pienamente dentro il grande dibattito culturale europeo. Autori come Schopenhauer, Nietzsche, Benjamin e Rilke hanno riconosciuto nell’opera di Leopardi una voce capace di andare ben oltre i confini della letteratura italiana.

Il suo non è il pensiero sistematico di Kant o Hegel, ma un pensiero aperto, mobile, continuamente sottoposto a verifica. Proprio questa struttura frammentaria e dialogica avrebbe mostrato tutta la propria forza nei decenni e nei secoli successivi, anticipando modalità di riflessione che hanno attraversato molta parte della cultura contemporanea.

A quasi duecento anni di distanza, le domande dello Zibaldone conservano così una sorprendente capacità di interrogare il presente. La natura, la ricerca della felicità, il progresso, la modernità, il rapporto tra l’uomo e il mondo non restano confinati alla storia della letteratura, ma diventano questioni ancora aperte.

Nel dialogo con D’Intino, Antonio Moresco ha restituito proprio questa vitalità di Leopardi, sottolineando la forza di una voce che affronta fino in fondo le contraddizioni dell’esistenza e continua a cercare una verità possibile senza rifugiarsi in risposte consolatorie.

Una nuova lettura dopo oltre venticinque anni di studi

La nuova edizione critica dello Zibaldone nasce da oltre un quarto di secolo di ricerca e propone strumenti nuovi per entrare dentro un’opera che, per la sua stessa natura, continua a sottrarsi a interpretazioni definitive. D’Intino, già curatore insieme a Michael Caesar della prima traduzione integrale inglese dell’opera, ha spiegato come tornare sulle pagine leopardiane significhi ogni volta scoprire connessioni, prospettive e percorsi inattesi.

L’incontro rappresenta anche un nuovo capitolo dell’attività della Biblioteca Consorziale di Viterbo, che attraverso la rassegna “La Biblioteca incontra” continua a portare in città protagonisti della cultura italiana e internazionale. Una biblioteca pensata non soltanto come luogo nel quale custodire i libri, ma come spazio di ricerca, discussione e produzione culturale.

Ed è forse proprio questo il senso più profondo della serata: riportare un testo scritto quasi due secoli fa fuori dagli scaffali e dentro il presente, trasformandolo ancora una volta in una domanda rivolta a chi legge.

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