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“Ha accettato”. Meloni, via libera a Salvini: cosa succede

Pubblicato: 13/10/2026 17:06

Un congresso che si avvicina, un partito in tensione, un sorpasso interno che brucia e una promessa che va mantenuta a tutti i costi. Da settimane il Nord chiede un segnale forte, una bandiera da sventolare. E quel segnale è arrivato, in una telefonata tra Roma e i governatori, alla vigilia di un Consiglio dei ministri che potrebbe chiudere una partita lunga anni.

Autonomia, oggi l’ultimo ok in Cdm: Meloni accetta la richiesta di Salvini

Matteo Salvini l’aveva chiesto. E Giorgia Meloni ha detto sì, da quanto apprende Repubblica, è atteso già nel Cdm di stasera a Palazzo Chigi la discussione e il varo delle intese sull’autonomia. Sono quattro le regioni che hanno già approvato l’iter nei rispettivi consigli, Lombardia, Piemonte, Liguria e Veneto. I governatori sono stati contattati in queste ore. Dopo l’approvazione del Cdm, è atteso l’ultimo passaggio in Parlamento, con voto di ratifica sia alla Camera che al Senato. Un’accelerazione improvvisa che porta la data di oggi, 13 ottobre 2026, al centro della scena politica.

La mossa di Salvini in vista del congresso straordinario della Lega

Salvini aveva chiesto a Meloni, nelle scorse settimane, un segnale in vista del congresso di fine mese, in cui si ricandida alla guida della Lega, dopo settimane tormentate, per il sorpasso di Vannacci. Il vicepremier ha fretta, anche perché tutti sanno, anche nel Carroccio, che la legislatura è destinata a concludersi in anticipo e la Lega per risollevarsi nei sondaggi ha bisogno di almeno un provvedimento forte, visto che il sogno del Ponte sullo Stretto è impantanato tra ricorsi e verdetti sfavorevoli della magistratura. L’autonomia diventa così la carta da giocare davanti alla base del Nord.

Oggi dunque il via libera in Consiglio dei ministri. Una risposta anche ai malpancisti dell’ala settentrionale del partito. Salvini ieri, al termine del federale, aveva replicato così, il nordista sono io. Una frase che suona come una rivendicazione di identità, dopo mesi in cui il baricentro della Lega sembrava essersi spostato altrove. Con l’ok di stasera Meloni consegna al suo alleato l’argomento per presentarsi al congresso straordinario non a mani vuote, ma con un risultato concreto da portare ai governatori di Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria, già pronti alla ratifica finale.

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