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Morte di Beatrice a Bordighera: audizione protetta per le sorelline

Pubblicato: 16/10/2026 11:15

Prosegue l’inchiesta sulla morte di Beatrice Aiello, la bambina di due anni deceduta il 9 febbraio scorso a Bordighera. La giornata di oggi, venerdì 16 ottobre, rappresenta un passaggio importante nell’attività giudiziaria: le due sorelline della piccola saranno ascoltate in modalità protetta, nell’ambito di un incidente probatorio disposto su richiesta dei difensori della madre. L’obiettivo è raccogliere le loro eventuali testimonianze con tutte le cautele necessarie, considerata la delicatezza della vicenda e la loro giovane età.

L’ascolto si inserisce in un’inchiesta che punta a ricostruire le circostanze della morte della bambina, le condizioni in cui viveva e gli eventuali maltrattamenti subiti prima del decesso. Gli accertamenti comprendono le testimonianze, le valutazioni medico-legali e le analisi tossicologiche effettuate sui campioni biologici. Ogni elemento dovrà essere esaminato nel contesto dell’indagine, distinguendo i risultati tecnici dalle ipotesi investigative e dalle responsabilità che dovranno essere accertate in sede giudiziaria.
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Audizione protetta a Genova, le sorelline ascoltate in questura

L’appuntamento è fissato per le 11.30 nella questura di Genova, dove le due sorelline di Beatrice saranno ascoltate con modalità protette. Alle 11 è previsto il giuramento dello psicoterapeuta Giorgio Cavaleri, consulente nominato dal giudice per le indagini preliminari.

L’incidente probatorio è stato richiesto dai difensori della madre e consentirà di acquisire le dichiarazioni delle bambine nell’ambito di una procedura giudiziaria specifica. La modalità protetta è finalizzata a tutelare le minori durante l’ascolto, tenendo conto della loro età e della particolare sensibilità degli argomenti sui quali potrebbero essere chiamate a riferire.

All’udienza assisteranno in videocollegamento i due imputati, entrambi detenuti: Emanuel Iannuzzi, collegato dal carcere di San Vittore a Milano, ed Emanuela Aiello, dal carcere Lorusso e Cutugno di Torino. I due sono accusati di maltrattamenti aggravati dalla morte della bambina.

Saranno presenti anche i rispettivi difensori. Per Emanuela Aiello interverranno gli avvocati Bruno Di Giovanni e Laura Corbetta; per Emanuel Iannuzzi sono indicati gli avvocati Maria Gioffrè e Cristian Urbini. Parteciperà inoltre Fabio Scaffidi Fonti, legale della famiglia di Beatrice.

Le ipotesi della Procura e il trauma cranico

Secondo la ricostruzione della Procura, la bambina sarebbe stata vittima di ripetute violenze e sarebbe morta nell’abitazione di Iannuzzi a Perinaldo. Successivamente, la madre l’avrebbe trasportata a Bordighera. Si tratta della ricostruzione investigativa sulla quale si concentrano gli accertamenti e che dovrà essere valutata nel corso del procedimento.

Un elemento centrale è rappresentato dagli esiti dell’autopsia, che avrebbe individuato un grave trauma cranico associato a un’emorragia cerebrale. I risultati medico-legali costituiscono uno dei riferimenti tecnici per ricostruire le cause del decesso e comprendere le circostanze in cui si sono verificate le lesioni.

L’indagine punta a mettere in relazione i riscontri scientifici con gli altri elementi raccolti, così da delineare una sequenza dei fatti il più possibile precisa. In questo quadro, le eventuali dichiarazioni delle sorelline potrebbero offrire informazioni utili, ma il loro contenuto dovrà essere valutato insieme alle altre prove e nel rispetto delle garanzie processuali.

Cocaina e cannabis nei capelli della bambina

Tra gli elementi emersi nel corso degli accertamenti figurano anche i risultati delle analisi tossicologiche sui capelli di Beatrice. Gli esami avrebbero rilevato la presenza di cocaina e cannabis, aprendo un ulteriore fronte di approfondimento sulle condizioni di esposizione della piccola alle sostanze.

In particolare, la concentrazione di cocaina sarebbe risultata superiore di oltre il doppio nel periodo precedente all’inizio della frequentazione tra Aiello e Iannuzzi rispetto ai mesi successivi. Il dato è stato riportato nell’ambito delle valutazioni tossicologiche e dovrà essere interpretato alla luce delle informazioni disponibili sulla storia della bambina.

Secondo il consulente della Procura, i risultati sarebbero compatibili con un’esposizione ripetuta alla cocaina. Le analisi, tuttavia, non permetterebbero di individuare la persona responsabile di tale esposizione. La presenza della sostanza nei campioni biologici costituisce quindi un elemento da approfondire, ma non consente, da sola, di attribuire condotte specifiche a una delle persone coinvolte nel procedimento.

Anche la rilevazione della cannabis dovrà essere valutata nel quadro complessivo degli accertamenti. Per stabilire il significato dei risultati occorre considerare le conclusioni dei consulenti e gli eventuali riscontri ulteriori, senza trasformare un dato scientifico in una prova automatica di responsabilità individuale.

Le testimonianze per ricostruire la morte di Beatrice

L’audizione protetta delle due sorelline rappresenta un passaggio delicato dell’inchiesta sulla morte della bambina di due anni a Bordighera. Le dichiarazioni potrebbero contribuire a chiarire alcuni aspetti della vita familiare e delle circostanze precedenti al decesso, sempre nei limiti di ciò che le minori potranno riferire e delle valutazioni che saranno effettuate dagli specialisti.

L’incidente probatorio permette di raccogliere le testimonianze in una sede giudiziaria, con modalità pensate per tutelare le persone ascoltate e garantire il corretto svolgimento della procedura. L’esito dell’audizione sarà uno degli elementi che potranno essere considerati insieme alle risultanze autoptiche, alle analisi tossicologiche e agli altri atti dell’indagine.

Restano da chiarire le responsabilità individuali e la precisa dinamica degli eventi che hanno portato alla morte di Beatrice. Gli imputati sono chiamati a rispondere delle accuse contestate, che dovranno essere accertate nel corso del procedimento. L’attenzione degli investigatori rimane concentrata sulla ricostruzione dei fatti, mentre l’ascolto delle sorelline si svolgerà con le cautele richieste dalla loro condizione e dalla gravità della vicenda.

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