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Garlasco, tutte le ragioni per cui Andrea Sempio potrebbe non andare a processo

Pubblicato: 16/10/2026 11:26

Cinque consulenze tecniche per contestare le prove raccolte dalla Procura di Pavia e tentare di evitare il processo per l’omicidio di Chiara Poggi. È la nuova mossa della difesa di Andrea Sempio, il 38enne indagato per il delitto avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco, per il quale Alberto Stasi sta scontando una condanna definitiva. Gli avvocati dell’indagato si preparano a depositare nella tarda mattinata di oggi, venerdì 16 ottobre 2026, cinque relazioni che affrontano alcuni degli elementi centrali dell’inchiesta: l’impronta della scarpa con la suola a pallini, la traccia palmare numero 33, il Dna trovato sulle unghie della vittima e le nuove valutazioni medico-legali sulla dinamica dell’omicidio. Un passaggio importante in vista della richiesta di rinvio a giudizio che, secondo quanto emerso, i pubblici ministeri intendono presentare.

Garlasco, le cinque consulenze della difesa di Andrea Sempio

La strategia degli avvocati di Andrea Sempio punta a contestare punto per punto le conclusioni delle consulenze depositate dalla Procura di Pavia con l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, notificato il 28 settembre.

I difensori, Angela Taccia e Liborio Cataliotti, intendono presentare cinque elaborati tecnici per sostenere una ricostruzione alternativa rispetto a quella degli inquirenti.

L’avvocato Angela Taccia

Le relazioni riguardano diversi aspetti dell’indagine scientifica, alcuni dei quali sono al centro del caso Garlasco fin dalle prime investigazioni del 2007.

L’obiettivo è mettere in discussione la possibilità di attribuire ad Andrea Sempio alcuni elementi raccolti sulla scena del crimine e contestare le valutazioni medico-legali utilizzate dalla Procura per ricostruire l’aggressione.

Il deposito è previsto entro il termine di venti giorni dalla chiusura delle indagini, che scadrebbe il 18 ottobre.

L’impronta della scarpa a pallini: il piede di Sempio sarebbe più grande

Uno dei punti sui quali si concentra la difesa riguarda la nota impronta di scarpa con suola a pallini, individuata nell’ambito degli accertamenti sull’omicidio di Chiara Poggi.

Secondo la linea difensiva, la misura del piede di Andrea Sempio non sarebbe compatibile con quella della calzatura che avrebbe lasciato la traccia.

In particolare, il piede dell’indagato sarebbe più grande rispetto alla scarpa alla quale viene ricondotta l’impronta.

La questione assume rilievo perché la difesa intende utilizzare questa differenza per contestare l’eventuale collegamento tra Sempio e la traccia repertata.

Sarà necessario valutare il contenuto completo della consulenza per comprendere quali misurazioni siano state effettuate e con quali criteri sia stata esaminata la compatibilità.

L’impronta palmare 33: «Non attribuibile a Sempio e senza sangue»

Un altro elemento centrale riguarda la traccia palmare numero 33, tornata al centro dell’attenzione con la riapertura delle indagini.

La difesa sostiene che l’impronta non possa essere attribuita ad Andrea Sempio.

Gli elaborati tecnici dovrebbero inoltre affrontare la questione della natura della traccia, che, secondo la posizione difensiva, non conterrebbe sangue.

Si tratta di due aspetti distinti: da un lato l’identificazione della persona che avrebbe lasciato l’impronta, dall’altro la presenza o meno di materiale ematico.

La difesa intende quindi contestare le valutazioni dell’accusa sia sotto il profilo dell’attribuzione della traccia sia rispetto alla sua interpretazione.

La conclusione dei consulenti difensivi, tuttavia, dovrà essere confrontata con gli accertamenti della Procura e valutata nelle successive fasi del procedimento.

Il Dna sulle unghie di Chiara Poggi: la contestazione sui risultati

Particolarmente delicato è anche il capitolo relativo al materiale genetico individuato sulle unghie di Chiara Poggi.

La questione è tornata centrale nell’inchiesta per le valutazioni di compatibilità genetica formulate sui campioni disponibili.

Secondo la difesa di Sempio, gli esiti sarebbero parziali e non sufficientemente affidabili per sostenere un’attribuzione certa.

Le consulenze punterebbero dunque a evidenziare i limiti scientifici dei risultati e a contestare il valore probatorio delle compatibilità indicate.

La distinzione è importante: una compatibilità genetica, soprattutto quando riguarda profili incompleti o campioni complessi, non equivale necessariamente all’identificazione certa di una persona.

Sarà uno dei temi sui quali si concentrerà il confronto tra i consulenti dell’accusa e quelli della difesa.

Le nuove valutazioni sulla morte di Chiara Poggi: lesioni, dinamica e orario del delitto

Le cinque relazioni non riguardano soltanto impronte e Dna.

La difesa ha previsto anche controdeduzioni medico-legali per esaminare la dinamica dell’omicidio, le lesioni riportate dalla vittima e l’orario della morte.

Sono aspetti sui quali si è riacceso il dibattito dopo i nuovi accertamenti svolti nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Pavia.

In particolare, le recenti valutazioni dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo hanno affrontato la possibilità che Chiara Poggi abbia manifestato reazioni difensive durante l’aggressione e che sia sopravvissuta per un certo intervallo di tempo dopo aver riportato le lesioni.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, alcune lesioni potrebbero aver preceduto il decesso di circa 15-30 minuti, senza poter escludere una sopravvivenza più lunga.

La difesa di Sempio intende presentare proprie osservazioni scientifiche su questi elementi, che possono incidere sulla ricostruzione temporale e materiale del delitto.

Angela Taccia ascolta le intercettazioni non depositate nel fascicolo

Parallelamente alla preparazione delle consulenze, l’avvocata Angela Taccia sta proseguendo l’esame delle intercettazioni acquisite nell’ambito dell’indagine.

In particolare, la legale sta ascoltando in Procura le registrazioni considerate non rilevanti e che, per questa ragione, non sono state inserite nel fascicolo depositato con la chiusura delle indagini.

Si tratta di un’attività che la difesa ha già svolto nei giorni precedenti e che proseguirà per verificare il contenuto delle conversazioni.

L’esame delle intercettazioni potrebbe consentire agli avvocati di individuare eventuali elementi ritenuti utili alla posizione dell’indagato.

Al momento, tuttavia, non sono stati comunicati nuovi riscontri specifici emersi da questa attività.

La Procura di Pavia verso la richiesta di processo per Sempio

Dopo il deposito delle consulenze difensive, la Procura di Pavia dovrà valutare le osservazioni presentate dagli avvocati.

Secondo quanto anticipato, i pubblici ministeri intendono comunque procedere con la richiesta di rinvio a giudizio di Andrea Sempio per l’omicidio aggravato di Chiara Poggi.

L’indagato ha 38 anni e si trova al centro di una nuova inchiesta sul delitto del 13 agosto 2007, per il quale Alberto Stasi è già stato condannato in via definitiva.

La chiusura delle indagini, tuttavia, non equivale a una richiesta di processo già depositata, né tantomeno a un accertamento di colpevolezza.

In base ai termini processuali richiamati per questo procedimento, la Procura avrebbe teoricamente fino a nove mesi dalla conclusione delle indagini per esercitare l’azione penale.

Una volta presentata la richiesta di rinvio a giudizio, sarà il giudice dell’udienza preliminare (gup) a valutare se disporre il processo.

Andrea Sempio resta presunto innocente fino a un’eventuale condanna definitiva.

La revisione della condanna di Alberto Stasi: perché i due procedimenti potrebbero intrecciarsi

A rendere ancora più complesso il quadro giudiziario è la possibile revisione della condanna di Alberto Stasi, riconosciuto colpevole in via definitiva dell’omicidio di Chiara Poggi.

La sua difesa sta preparando una richiesta di revisione da presentare alla Corte d’Appello di Brescia.

L’istanza, secondo le informazioni disponibili, non è stata ancora depositata.

I due procedimenti potrebbero quindi svilupparsi parallelamente: da una parte la nuova inchiesta nei confronti di Sempio, dall’altra l’eventuale giudizio di revisione della condanna di Stasi.

La particolarità del caso riguarda il fatto che la Procura contesta a Sempio lo stesso omicidio per il quale esiste già una condanna definitiva nei confronti di un’altra persona, senza ipotizzare un concorso tra i due.

Questa situazione potrebbe aprire questioni giuridiche complesse.

Secondo quanto prospettato, la difesa di Sempio potrebbe anche valutare di sollevare una questione di legittimità costituzionale davanti al giudice dell’udienza preliminare, qualora non fosse ancora intervenuta una decisione sull’eventuale istanza di revisione di Stasi.

Si tratta, per il momento, di una possibilità processuale e non di un’iniziativa già formalmente assunta.

Cosa succede adesso nell’inchiesta di Garlasco

Il deposito delle cinque consulenze rappresenta uno degli ultimi passaggi della fase successiva alla chiusura delle indagini preliminari.

Gli avvocati di Andrea Sempio cercheranno di dimostrare che gli elementi scientifici raccolti non consentono di sostenere le conclusioni dell’accusa.

Impronta della scarpa, traccia palmare 33, Dna sulle unghie e ricostruzione medico-legale del delitto saranno quindi i principali terreni di confronto.

La Procura dovrà esaminare le osservazioni difensive prima di assumere le proprie determinazioni sull’esercizio dell’azione penale.

Nel frattempo, resta aperta anche la prospettiva della richiesta di revisione della condanna di Alberto Stasi.

A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso Garlasco si avvicina così a un nuovo passaggio giudiziario decisivo, nel quale le valutazioni scientifiche e le questioni processuali avranno un ruolo centrale.

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Ultimo Aggiornamento: 16/10/2026 11:34

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