
Attraversare sulle strisce non basterà più. Con il nuovo codice della strada arrivano multe da 25 a 160 euro anche per i pedoni imprudenti e scatta l’obbligo di “rigare dritto” sulle strisce. La riforma, approvata martedì in Consiglio dei ministri, è ancora in attesa di diventare operativa, ma cambia già le regole del gioco per chi va a piedi.
Cosa cambia sulle strisce pedonali
Oggi l’articolo 190 del codice della strada chiede ai pedoni solo di attraversare sulle strisce se si trovano entro 100 metri, altrimenti possono passare ovunque ma dando precedenza alle auto, percorrendo la carreggiata “in senso perpendicolare” ed evitando pericoli. Le sanzioni vanno da 26 a 102 euro.
Nella bozza del nuovo testo, invece, il pedone che si accinge ad attraversare dovrà accertarsi che gli automobilisti lo abbiano visto e abbiano intenzione di fermarsi per lasciarlo passare. Anche se si trova già sulle strisce. Una volta sull’attraversamento, dovrà evitare cambi di traiettoria o di procedere a zigzag. Per chi trasgredisce, come spiegato al Corriere della Sera da Luigi Altamura, comandante della polizia locale di Verona e referente Anci in Viabilità Italia, sono previste multe da 40 a 160 euro.
La precedenza resta dei pedoni
Norma di buonsenso o regalo agli automobilisti prepotenti? L’obbligo di fermarsi resta comunque in capo a chi è al volante. Altamura precisa che “chi è al volante dovrà rallentare e fermarsi per dare la precedenza non soltanto a chi è già sulle strisce”. E già oggi chi non si ferma rischia multe salate da 167 a 655 euro. Nel nuovo codice trova posto anche una norma che dovrebbe tutelare di più chi gira a piedi grazie alla possibilità di rilevare da remoto, tramite telecamere, il mancato rispetto della precedenza da parte dei veicoli.
Via la multa per il cellulare, arriva il giubbotto di notte
Rispetto alla precedente bozza, nell’ultima versione è stata eliminata la sanzione di 75 euro per chi attraversa guardando lo schermo del cellulare o altri dispositivi.
Arrivano invece nuove regole per chi cammina su strade extraurbane di notte e in assenza di illuminazione pubblica. I pedoni saranno tenuti a indossare un giubbotto o bretelle retroriflettenti ad alta visibilità, oppure a segnalare la propria presenza tramite una luce arancione omnidirezionale o un altro dispositivo luminoso idoneo.
La riforma prevede inoltre una riduzione generale delle sanzioni, lo stop all’adeguamento automatico biennale delle multe all’inflazione, una stretta sui tempi di notifica delle contravvenzioni che passano da 90 a 45 giorni, casco e contrassegno obbligatori per le bici a propulsione e il divieto di circolazione dei monopattini elettrici quando costituiscono un intralcio o un pericolo per i pedoni.


