
Un dettaglio che spunta nel mezzo della perquisizione. Gli investigatori entrano per cercare tracce di “ricina” e “veleno” nei server, e scoprono che alcuni computer non ci sono più. Rubati mesi fa. Un giallo nel giallo, ma che con il duplice avvelenamento di Pietracatella potrebbe non avere nulla a che fare.
Ricina, furto di computer nel liceo perquisito: spunta il dettaglio a Casacalenda. Il furto risale a marzo, emerso durante le perquisizioni di questa mattina nell’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita.
Il furto di marzo
Un furto di quattro o cinque computer avvenuto alcuni mesi fa, a marzo, nel liceo delle Scienze Umane Silvio Di Lalla di Casacalenda è emerso nella mattina di venerdì 16 ottobre durante la perquisizione informatica eseguita dalla Squadra Mobile di Campobasso e dallo Sco nell’ambito dell’inchiesta sul duplice avvelenamento da ricina di Pietracatella.
La circostanza è stata confermata dalla sindaca di Casacalenda Sabrina Lallitto: “Sul punto è stata presentata una regolare denuncia, non c’è alcun giallo“.
Non compromette le indagini
Non risultano elementi che colleghino il furto all’inchiesta. Secondo il consulente informatico Giovanni Alfonso, il precedente non compromette il lavoro: l’accertamento riguarda i dati disponibili nell’infrastruttura centralizzata che gestisce le connessioni di rete e non solo quelli conservati nei singoli computer. La sottrazione dei terminali non impedisce di analizzare le tracce rimaste nel sistema.
Anche a Casacalenda i dati dell’infrastruttura centralizzata sono stati acquisiti per le successive analisi, che cominceranno subito. Il lavoro degli investigatori si è protratto dalle 9.30 alle 13, chiudendo il ciclo nelle quattro scuole interessate.
Cosa cercano gli investigatori
L’obiettivo è verificare se nei dati acquisiti siano presenti tracce di navigazioni con le parole indicate dalla Procura di Larino: “ricina, veleno, ricino, semi di ricino, olio di ricino, deep web, dark web, solfato d’ammonio, solfato di sodio ed esano“, oltre a varianti e termini collegati alla produzione della ricina. Si cercano anche tracce di navigazione anonima tramite Tor e dati cancellati recuperabili.
Qualora emergessero ricerche di interesse, si cercherà di ricostruirne la collocazione temporale e l’utente. Nel liceo insegna come docente di sostegno Laura Di Vita, cugina di Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime, già ascoltata sei volte in Questura.


