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Ucciso in auto in Italia, poi la scoperta: cos’ha fatto l’assassino prima di fuggire

Pubblicato: 16/10/2026 21:15

Walter Avallone, vigilante di 55 anni originario di Eboli, in provincia di Salerno, potrebbe essere stato ucciso da una persona seduta accanto a lui sul sedile passeggero della sua Ford B-Max bianca. È una delle ipotesi al vaglio degli investigatori, suggerita dalla traiettoria del proiettile che gli ha attraversato il collo da destra verso sinistra, per poi conficcarsi nella portiera lato guida. L’uomo è stato trovato morto all’alba di martedì 13 ottobre. Sulla vicenda indagano i carabinieri, coordinati dalla Procura di Vallo della Lucania. Al momento, il movente dell’omicidio resta sconosciuto.

Un elemento centrale per ricostruire la dinamica del delitto è rappresentato dall’ogiva recuperata all’interno dell’automobile e posta sotto sequestro. Secondo i primi accertamenti, il proiettile sarebbe di calibro 7.65 e potrebbe essere stato esploso da una pistola semiautomatica. La posizione in cui è stato rinvenuto costituisce un indizio utile per gli investigatori, che stanno cercando di stabilire da quale punto dell’abitacolo sia stato esploso il colpo e chi si trovasse a bordo della vettura al momento dell’aggressione.

All’interno della Ford B-Max è stata trovata anche una pistola a salve, sulla cui provenienza sono in corso verifiche. Non è ancora chiaro perché l’arma si trovasse nell’abitacolo né se possa avere un collegamento con l’omicidio. La pistola utilizzata per uccidere Avallone, invece, non è stata ancora recuperata. Gli accertamenti balistici e l’analisi degli oggetti sequestrati potrebbero fornire elementi importanti per chiarire le circostanze della morte del vigilante.

Le indagini si stanno concentrando anche sulle abitudini e sugli spostamenti della vittima nei giorni precedenti al delitto. Nella giornata di ieri gli investigatori hanno sequestrato una stanza di un bed and breakfast a Vibonati, utilizzata da Avallone durante il periodo in cui lavorava come guardiano dei treni merci nella stazione ferroviaria di Sapri. Gli inquirenti stanno verificando chi frequentasse l’alloggio e, in particolare, se l’uomo vi soggiornasse da solo oppure in compagnia di un’altra persona. Un dettaglio che potrebbe contribuire a ricostruire la rete di conoscenze della vittima.

Un altro passaggio fondamentale dell’inchiesta riguarda le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona. I filmati avrebbero consentito di ricostruire almeno una parte dei movimenti compiuti dopo la sparatoria. Secondo quanto emerso finora, l’autore del delitto avrebbe aperto il bagagliaio dell’automobile, prelevato due borsoni e successivamente si sarebbe allontanato a piedi in direzione del belvedere.

Restano però diversi interrogativi su ciò che sarebbe accaduto subito dopo l’omicidio. Gli investigatori devono ancora stabilire che cosa contenessero i due borsoni, quali oggetti siano stati portati via dall’automobile e se il prelievo del materiale fosse stato pianificato prima dell’agguato. Da chiarire anche il percorso seguito dal presunto assassino per allontanarsi dalla scena del crimine e far perdere le proprie tracce.

La possibile presenza di un’altra persona all’interno dell’auto rappresenta uno degli aspetti più delicati dell’indagine. La traiettoria del proiettile, insieme agli altri elementi raccolti, viene valutata per verificare l’ipotesi che il colpo sia stato esploso dal sedile passeggero. Si tratta, tuttavia, di una ricostruzione ancora da confermare: saranno gli accertamenti tecnici e le ulteriori verifiche investigative a stabilire se la dinamica sia compatibile con questa ipotesi.

Per martedì prossimo è stata fissata l’autopsia sul corpo del 55enne. L’esame medico-legale dovrà fornire indicazioni più precise sulle caratteristiche della ferita, sulla traiettoria del proiettile e sulle cause della morte. I risultati potranno essere confrontati con gli elementi balistici raccolti nella Ford B-Max, contribuendo a definire con maggiore precisione la posizione della vittima al momento dello sparo e le modalità dell’aggressione.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura di Vallo della Lucania e condotta dai carabinieri, prosegue dunque su più fronti: dagli accertamenti balistici all’analisi dei filmati, fino alle verifiche sull’alloggio utilizzato dalla vittima e sugli oggetti prelevati dall’auto. Per ora non sono stati individuati né il responsabile né il movente del delitto. Gli investigatori cercano di ricomporre tutti gli elementi disponibili per chiarire chi abbia ucciso Walter Avallone, perché lo abbia fatto e che cosa sia accaduto nei momenti immediatamente successivi alla sparatoria.

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Ultimo Aggiornamento: 16/10/2026 21:35

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