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“Ogni volta, sempre lo stesso”. Lilli Gruber riprende Bersani: confronto acceso in studio

Pubblicato: 18/10/2026 08:37

C’è un momento in cui anche i conduttori più schierati non riescono più a nascondere l’evidenza. E quella domanda, sempre la stessa, diventa una sentenza per tutto il campo largo.

La Gruber stanca del centrosinistra?

Viene quasi un dubbio: che Lilli Gruber si sia stancata di fare costantemente il controcanto alla maggioranza di centrodestra? A giudicare dalla puntata che l’ha vista battagliare in diretta con Pier Luigi Bersani, pare quasi che la padrona di casa di Otto e mezzo su La7 si diverta a stuzzicare il campo largo, a metterne in evidenza le contraddizioni e gli equivoci, quasi infierendo su Schlein, Conte e compagni. E a farne le spese per una sera è proprio il povero Pier.

«Ci sono buone possibilità che rimanga la destra», la butta lì Lilli la Rossa riguardo all’eventuale vittoria di Giorgia Meloni anche alle prossime elezioni politiche nel 2027. «Questo lo dice lei», replica con una punta di stizza Bersani, ed è il momento più frizzante del confronto.

L’affondo di Bersani su Meloni: “Anni buttati via”

«L’Europa è quella lì, con tutti i suoi difetti. È quella di quattro anni fa. L’unica novità vera è che ci ha messo questo PNRR, se no saremmo ampiamente nei guai», puntualizza l’ex segretario del Partito democratico porgendo una domanda a Meloni: «Cosa han fatto in quattro anni? Han tenuto i binari dei numerini europei mettendosi in tasca il fiscal drag di dipendenti e pensionati. Hanno fatto un sacco di micro misure, molto di bandiera, anche ideologica, questa sì, ma di riforme strutturali che faccian crescere la competitività e l’equilibrio di ‘sto Paese non ce n’è una. Han fatto la legge elettorale. Punto. C’è una riforma in questi quattro anni che si possa ricordare? Ecco, sono stati anni buttati via».

Un attacco frontale al governo, nel più classico stile Bersani. Ma è sul resto che l’ex segretario va in difficoltà.

La staffilata sul campo largo: “Non esiste”

I guai cominciano però quando si passa a parlare dei progressisti. Ed è qui che arriva la bordata che ha fatto il giro del web. «Questo campo largo non esiste perché non c’è unità su niente – è la staffilata della Gruber -. Non c’è il programma, non c’è il leader, non si sa se le primarie si fanno e con quali regole… io le devo fare ogni volta la stessa domanda perché siamo sempre allo stesso punto».

Una frase che suona come una condanna definitiva per il progetto di Elly Schlein e Giuseppe Conte. A Bersani non resta che balbettare: «Non è un’affermazione vera. Intanto vogliamo un giro del mondo per vedere come è messa la sinistra nel mondo? E poi facciamo il paragone su come è messa la sinistra qui? Quindi il problema è un altro. Che quell’ideologia di destra lì dentro al passaggio secolare che viviamo si è molto radicata perché le idee sono più forti dei fatti. E di questo bisogna che se ne carichino tutta la responsabilità anche i liberali famosi». A sinistra, invece, tutti tranquilli e beati.

Il botta e risposta certifica quello che i sondaggi dicono da mesi: il campo largo è fermo, diviso su tutto, senza una leadership riconosciuta e senza un programma comune. E se a dirlo è persino Lilli Gruber, che per anni è stata considerata la voce più critica verso il centrodestra, il segnale per Schlein e Conte è davvero pessimo.

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Ultimo Aggiornamento: 18/10/2026 09:06

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